Manfredonia

Nuova proroga per i lavori di bonifica dell’amianto sul porto Industriale


Di:

Porto Industriale di Manfredonia

Nuova proroga per lavori bonifica amianto su Porto Industriale di Manfredonia (fonte image: Stato)

Manfredonia – PROROGA fino al giorno 31 ottobre 2010,come stabilito dalla Capitaneria di Porto di Manfredonia, per i lavori di bonifica per presenza amianto delle tubazioni e dei pali installati nel bacino portuale “Alti Fondali” di Manfredonia e relativo monitoraggio e manutenzione dell’incapsulamento.

ANCORA UNA PROROGA AI LAVORI – La disposizione è della stessa Capitaneria di Porto, in seguito alll’Ordinanza n.55/2008 del 16 dicembre 2008 e n.56 del 15 ottobre 2009, con la quale era stata già prorogata fino al 29 aprile 2010 l’Ordinanza n.55/2008. In precedenza, l’ordinanza n.11/2010 del 27 ottobre 2010 con la quale era stata prorogata fino al 27 agosto 2010 l’Ordinanza n.55/2008.

LA NOTA DEL DIRIGENTE DEL 7^SETTORE DEL COMUNE DI MANFREDONIA – Infine, la nota del 25 agosto 2010, con la quale il Comune di Manfredonia, a firma del dirigente ingegnere Giovanni Spagnuolo, del Settore 7° “Urbanistica ed Edilizia, aveva trasmesso la delibera dirigenziale n.319 del 16 agosto 2010 con la quale aveva disposto la concessione di un’ulteriore proroga di 65 (sessantacinque) sul termine di ultimazione lavori;

LA richiesta di proroga all’Ordinanza n.11/2010 della Capitaneria di Porto di Manfredonia era stata presentata il 19 ottobre 2010 dalla Società Dalena Eco-Trend srl di Putignano(Ba) quale ditta appaltatrice ed autorizzata dal Comune di Manfredonia ad eseguire i lavori di bonifica per presenza amianto delle tubazioni e dei pali installati nel bacino portuale “Alti Fondali” di Manfredonia e relativo monitoraggio e manutenzione dell’incapsulamento.

I LAVORI DI BONIFICA DELL’AMIANTO SUL BACINO PORTUALE ‘ALTI FONDALI DI MANFREDONIA0 – SAREBBERO (ri)partiti ufficialmente dal 27 aprile 2010 i lavori di bonifica di tubazioni e pali installati nel bacino portuale ‘Alti Fondali ‘di Manfredonia’, per presenza di amianto, con relativo monitoraggio e manutenzione dell’incapsulante. Ufficialmente ma non operativamente, a causa un ritardo (di natura burocratica-temporale) perdurante ormai da mesi.

SI RICORDA che i lavori per la bonifica dell’amianto sul porto industriale di Manfredonia, dovevano partire, da progetto, il 22 dicembre del 2008, per terminare dopo 281 giorni, dunque entro la fine del 2009. Ma alla data attuale, per stabilire il completamento dei lavori, nonostante la nuova proroga della Capitaneria di Porto (in precedenza, fino al 27 agosto 2010), non è ancora possibile stabilire una data sicura.

Motivazioni ? Tutte da verificare. Ma a seguito dell’inchiesta svolta, il dato più rilevante fa riferimento ad un cambio di progettazione, in corso d’opera, stabilita dai progettisti, derivante da una spesa per gli interventi che avrebbe superato nel tempo le stime ufficiali definite all’inizio del piano. Ovvero ? I fondi stanziati (5 milioni di euro) con la legge 166 del 2002 (Disposizioni in materia di infrastrutture e trasporti – La legge Legge 166 del 2002) non sarebbero risultati sufficienti, secondo le stime delle imprese e dell’ente appaltante, per completare le opere.

Dunque dalla prevista rimozione del cemento amianto (fibrocemento, o anche detto dal nome del maggiore produttore, Eternit) si sarebbe declinato verso una maggiore opera di incapsulamento, per bloccare le fibre dell’amianto presenti nelle palificate. Le fibre sarebbero presenti tanto nella parte immersa delle palificate (fino a 70 cm – 1 metro) quanto in quella emersa. Dunque l’iniziale rimozione pianificata non è risultata ‘adeguata’ secondo i tecnici come metodologia atta a risanare la problematica, da qui la decisione di optare per un maggiore intervento di incapsulamento, con al massimo 15 palificate interessate a delimitate rimozioni, mentre tutte le 2000 palificate saranno incapsulate, con i sistemi di fissaggio rafforzati.

Le opere stanziate per il porto Alti Fondali di Manfredonia sarebbero risultate ‘atipiche’ nella loro procedura operativa, “caso unico” (quello di Manfredonia) nello Stivale. In ogni modo, la cifra totale dell’appalto avrebbe consentito invece, secondo tecnici del settore, di risanare la problematica ‘in modo adeguato’. In ogni modo restano evidenti le diverse varianti del progetto e il ritardo consistente per l’ultimazione dei lavori.

CON LA RIMOZIONE CADUTA DEI PALI ? “IMPOSSIBILE” – Ufficialmente negata ogni possibile caduta delle palificate a seguito della rimozione della matrice in cemento amianto, come ipotizzata da persone informate dei fatti. L’anima di tutte le 2000 palificate (354 approccio, 1600 fra banchine d’attracco A1-2-3-4-5 e collegamento) sarebbe difatti “intatta”, tale da non pregiudicare lo stesso palo nel caso di una avvenuta rimozione. Dunque, i ritardi nei lavori per la bonifica dell’amianto nel bacino Alti Fondali non sono addebitabili a questa ipotesi avanzata in sede tecnica del progetto. L’ipotesi peggiore porterebbe infatti a pensare ad un distaccamento della fibra con ricaduta nel fondo marino. Inoltre, le parti già cadute nel mare sarebbero cadute a causa del moto ondoso e non per gli interventi effettuati. In ogni modo fibre di amianto sono presenti nel fondale marino dell’area (in estate sarebbe stato predisposto un divieto nei lavori per la presenza di ‘traffico a mare’).

SISTEMA RIMOZIONE CON VENTOSE NON ADEGUATO – I lavori sul porto dovevano partire, come detto, nel dicembre del 2008, ma sarebbero cominciati nel gennaio del 2009, con interruzioni già nel maggio dello stesso anno. Le principali cause dei ritardi nei lavori è stata addebitata al: maltempo invernale (moto ondoso), ritardi per autorizzazioni (per lavori su mare: Capitaneria di Porto di Manfredonia, su struttura terra: Autorità Portuale, addirittura un anno), fino a degli ipotetici ‘corsi propedeutici per i sommozzatori’ per svolgere i lavori. A maggio del 2009 la ditta appaltatrice dei lavori avrebbe tentato una rimozione della palificate con un sistema a ventosa ma le camice sarebbero risultate troppo aderenti ai piloni. Dopo le interruzioni di maggio, i lavori si sono praticamente fermati, con una barca attraccatta nei mesi prima sul porto (senza persone a bordo) affondata sciaguratamente (una barca presente attualmente in un deposito di un operatore marittimo e non ancora riparata). Morale ? I lavori sono fermi quasi da un anno. Con un decreto ingiuntivo emesso nei confronti di una delle ditte interessante al piano da parte di un imprenditore locale.

IL SECONDO APPALTO PROPEDEUTICO – Inoltre sarebbe stato appaltato di recente, dal Ministero Infrastrutture e Trasporti Genio Civile di Bari e, a detta dei responsabili, anche dall’Autorità Portuale di Manfredonia, un intervento per la protezione catodica (tecnica di salvaguardia dalla corrosione di strutture metalliche esposte ad un ambiente elettrolitico – acqua di mare o terreni- che può essere aggressivo nei confronti del metallo. Generalmente superfici esterne di tubazioni o cisterne in acciaio interrate o immerse in acqua di mare) delle stesse palificate (interessante al primo intervento) per “evitare l’ossidazione delle stesse”. Problema di questo secondo intervento ? Anche qui i ritardi nell’appalto (appalto affidato alla Granata N. – impianti elettrici di Sala Consilina, Salerno), per dei lavori che sarebbero “propedeutici” e connessi, inderogabilmente, con la bonifica dell’amianto delle palificate dell’Alti Fondali. Da Bari aspettano Manfredonia, da Manfredonia dicono a Bari di ‘aspettare’ e, al contempo, di ‘regolarizzarsi’.

IL PARERE DELLO SPESAL – Oggi, 6 maggio, un secondo parere sarebbe giunto all’ente appaltante dei lavori (Comune) da parte della Spesal dell’Asl-Fg (Servizio di Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro. Lo Spesal fa parte del Dipartimento di Sanità Pubblica delle ASL): i lavori nelle banchine di attracco A1-2-3-4-5 sarebbero partiti, così come nel pontile di collegamento. Ora, sarebbe stato dato il benestare, dallo Spesal al Comune, per la partenza dei lavori per il pontile di approccio. Nel parere si farebbe riferimento alla necessità dell’incapsulamento in opposizione alla rimozione del cemento amianto.

LAVORI COMUNQUE NON DEFINITIVI – A prescindere dal termine dei lavori, che, come rivelatosi, potevano difficilmente concludersi entro il 27 agosto del 2010 (forse anche del 2011), al termine delle opere, nonché della protezione catodica, è stato stabilito un ulteriore monitoraggio ad intervallo nell’area interessata alle opere. Che le fibre di amianto abbandonino il fondale, le palificate, dunque, del porto industriale di Manfredonia, a questo punto sembra temporalmente improbabile nell’avvenire.

TUTTO SUL PROGETTO: Il progetto di bonifica sul bacino portuale Alti Fondali

IL video, i lavori nell’area


Redazione Stato, riproduzione riservata

Nuova proroga per i lavori di bonifica dell’amianto sul porto Industriale ultima modifica: 2010-08-30T13:09:56+00:00 da Giuseppe de Filippo



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