Cultura
Il nuovo libro di Luis Sepúlveda è una raccolta imperdibile di 9 racconti

L’avventurosa storia dell’uzbeko muto – L. Sepúlveda, 2015

Un'ironia che non viene utilizzata per celare l'assenza di contenuti, ma per sottolineare i paradossi che nella realtà spesso superano quelli creati dall'immaginazione

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Bologna/Manfredonia – Il nuovo libro di Luis Sepúlveda è una raccolta imperdibile di 9 racconti nei quali ritroviamo lo scrittore in splendida forma e quasi ai suoi massimi livelli, dopo un periodo caratterizzato da alcune prove opache.

L’AVVENTUROSA STORIA DELL’UZBEKO MUTO. La giovinezza, si sa, è l’età degli ideali, delle grandi battaglie, ma anche del velleitarismo, delle bevute con gli amici, dell’inquietudine sentimentale. E i giovani sudamericani degli anni Settanta non facevano certo eccezione. In questo “romanzo in storie” Luis Sepúlveda racconta il passato e i sogni della sua generazione, e lo fa attraverso la lente dell’affetto e dello humour, che stempera le tensioni e ci riporta intatti le passioni e gli entusiasmi della sua giovinezza militante. Così scopriamo che una rapina in banca poteva essere un esproprio proletario, o addirittura fornire a un cantante mancato un’imperdibile occasione per esibirsi alla chitarra. Poi vediamo all’opera una squadra dell’Esercito di liberazione nazionale impegnata a rubare delle armi, incappando in una serie di intoppi tragicomici, ma attirando anche collaborazioni inattese.

ANALISI. I 9 racconti presenti in questo libro sono tra loro piuttosto omogenei: vi ritroviamo protagonisti giovani, attivi e molto motivati, soprattutto da ideali politici. I titoli: Il soldato Čapaëv a Santiago del Cile, L’avventurosa storia dell’uzbeko muto, Blue Velvet, Bichito, L’Operazione Meraviglia, Anno 59 Juche, Il disertore, L’altra morte del Che, L’ultimo combattimento di Pepe Södertälje. Per quanto riguarda il racconto che da il titolo all’opera, in esso non vi è nessun uzbeko e nessun muto: il protagonista è il “peruviano Ramiro, vincitore di una borsa di studio all’Università Lomonosov, destinato a ricevere un’educazione sovietica nella Patria del Socialismo. Peccato che a Mosca Ramiro non trovi nulla di quello che gli interessa davvero, cioè le ragazze, la musica e l’alcol. Peggio gli va quando tenta di raggiungere Praga, dove si dice che tutte queste cose abbondino, ma approda invece in Uzbekistan”. La lettura del libro è molto piacevole e divertente, per l’ottimo e ispirato humour dell’autore, quasi sorprendente in alcuni frangenti, che sfocia talvolta nel surreale puro. Un’ironia che non viene utilizzata per celare l’assenza di contenuti, ma per sottolineare i paradossi che nella realtà spesso superano quelli creati dall’immaginazione.

L’AUTORE. Luis Sepúlveda è nato in Cile nel 1949 e vive in Spagna, nelle Asturie. Ha pubblicato: Il vecchio che leggeva romanzi d’amore, Il mondo alla fine del mondo, Un nome da torero, La frontiera scomparsa, Incontro d’amore in un paese in guerra, Diario di un killer sentimentale, Jacaré, Patagonia Express, Le rose di Atacama, Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare, Raccontare, resistere (con Bruno Arpaia), Il generale e il giudice, Una sporca storia, I peggiori racconti dei fratelli Grim (con Mario Delgado Aparaín), Il potere dei sogni, Cronache dal Cono Sud, La lampada di Aladino, L’ombra di quel che eravamo, Ritratto di gruppo con assenza, Ultime notizie dal Sud, Tutti i racconti, Storia di un gatto e del topo che diventò suo amico, Ingredienti per una vita di formidabili passioni, Un’idea di felicità (con Carlo Petrini), Storia di una lumaca che scoprì l’importanza della lentezza e Trilogia dell’amicizia.

Carmine Totaro

Luis Sepúlveda
L’AVVENTUROSA STORIA DELL’UZBEKO MUTO
2015, Ugo Guanda Editore
Valutazione: 3½/5



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