Manfredonia
Prima pubblicazione 04.09.2013

Prof. P.Cascavilla: Processione per la Madonna? Fede ma anche sfilata (I pubblicazione 04.09.2013)

"Se davvero fosse un percorso autentico di fede e se partecipano 20.000 persone, allora a Manfredonia si respirerebbe un’aria diversa"

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Manfredonia – ”LA processione della “festa della Madonna” di Manfredonia è la più lunga e partecipata d’Europa. Circa 20.000 persone. Questo si scrive. Non so se questi numeri corrispondano al vero. Se fosse vero c’è da rimanere colpiti. In percentuale oltre un terzo della popolazione. Una enorme folla e non è un fatto recente. Vidi la processione molti anni fa e rimasi impressionato. Telefonai la sera stessa a un amico prete e gli chiesi se la Chiesa sentisse la responsabilità di dare una risposta alle aspettative e alla fede di tutta quella gente.

Contagio emotivo, ha scritto Antonio Vigilante, qualcosa che si trova in tutte le manifestazioni collettive, come “le adunate oceaniche dei regimi totalitari”. Segno invece di un’appartenenza, scoperta del senso di comunità, che fa nascere un comune sentimento di solidarietà, un mettere insieme le risorse. Qualora, sostiene Michele Illiceto, fosse solo rassicurazione esistenziale o ricerca di protezione, allora il rischio di idolatria sarebbe evidente.

Se davvero fosse un percorso autentico di fede e se partecipano 20.000 persone, allora a Manfredonia si respirerebbe un’aria diversa. Non che a Manfredonia l’aria sia irrespirabile: è una città dove si vive bene, ma dove ci sono anche problemi di senso civico, di responsabilità nella cura delle persone e dell’ambiente. Insomma gli stessi problemi che vivono tutti i luoghi.

Io ho partecipato alla processione e mi è scappato spesso di dire “sfilata”. Si ha questa sensazione: accanto alle persone che procedono vi sono quelli che guardano. Credo che ci siano tante persone che partecipano anche perché vi sono tante persone che guardano, dai marciapiedi, dai balconi. Le famiglie che hanno case i cui balconi si affacciano sul percorso della processione, ricevono richieste di parenti e amici per “vedere la processione”.

Bisogna stare attenti a facili schematismi. Ci sono tante persone che cercano “protezione”, e che c’è di male in questo? Donne e uomini che chiedono cose che nessuno oggi purtroppo riesce a dare: un padre prega perché il figlio trovi lavoro, una madre perché esca dai percorsi di dipendenza o una anziana donna per il futuro del figlio disabile. Conosco le persone, e sono tante, che mi hanno detto che hanno pregato la Madonna per queste cose. E’ rassicurazione esistenziale? E’ bisogno di protezione? Credo sia un messaggio in una bottiglia lanciato nell’oceano. Credo che sia fede.

E sono tutti atteggiamenti che meritano rispetto. E io come amministratore di questa città mi pongo il problema che a molte di quelle domande dobbiamo dare noi amministratori una risposta. Ma è la politica complessiva, le classi dirigenti, il sistema di protezione, di aiuto e di cura alle persone, gli Istituti e gli Enti di controllo e di sostegno allo sviluppo… che devono interrogarsi, in questa fase particolare sociale ed economica, sulla qualità dei servizi resi e sulle procedure di trasparenza vera.

Ma nella processione c’è anche altro. Prima della festa, il 29 di agosto, in un buon negozio del centro storico due mamme hanno acquistato scarpe per le figlie adolescenti, da abbinare al vestito, perché dovevano andare alla processione. E anche di questi esempi, accaduti quest’anno, ne ho raccolto parecchi. Visibilità, appariscenza, farsi vedere. Un fatto vecchio per la processione.

Venti-trenta anni fa c’era la pratica di dare l’offerta mentre passava il quadro della Madonna. E si assisteva alla scena di alcuni del pubblico, disposto ai bordi, che si avvicinava e appuntava sotto il quadro della Madonna la sua diecimila lire. Una pratica che la Chiesa fece fatica a togliere, con esponenti dei vari comitati che si succedevano i quali dicevano che era una tradizione e che altrimenti non si sarebbero raccolti fondi.

Ma questo discorso della visibilità vale solo per Manfredonia? Gli stili di vita sono importanti, e oggi è più difficile di un tempo essere poveri. E poi vale solo per la processione? Quante sono le famiglie che festeggiano la prima comunione in ristorante e poi chiedono contributi ai Servizi Sociali?

Io, però, per la processione proporrei di formare una commissione, che faccia un rapido esame per le precedenze: tu con l’abito firmato nelle ultime file… (spero che qualcuno non mi prenda sul serio). La processione si deve inserire all’interno di un evento “La festa patronale”, che come dice il titolo di presentazione sul sito del Comune “Tra sacro e profano. Per tutti i gusti”. Un titolo azzeccato e vero. Ma un titolo tragico.

Si è scritto che è l’evento più importante dell’anno (!), che è la festa della fine estate (!). E’ questa l’opinione anche di persone di Chiesa. Ma la sobrietà, l’eliminazione degli sprechi… non è riferita pure all’uso delle parole, dei toni eccessivi, dei numeri altisonanti, della moltiplicazione di eventi e iniziative? Le omelie del Vescovo Castoro non costituiscono un richiamo per tutti a considerare la festa patronale, per quello che è, e cioè semplicemente la festa che un popolo, collegandosi ad una lunga tradizione, riserva alla sua patrona e protettrice?

(A cura professore Paolo Cascavilla, già assessore alla cultura ed ai Servizi Sociali del Comune di Manfredonia)

(Prima pubblicazione 04.09.2013)



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Commenti


  • Ze peppe barese

    Mettessero il quadro avanti e la gente dietro come si faceva un tempo e si fa oggi in tutti i paesi normali .
    Poi vedi se ci sono tutti questi numeri di gente che si divide: una parte va per vedere un parte per essere vista.
    La religione e la fede sono cose che nascono e vivono all’interno dei cuori e non si vedono, se non nelle opere (in questo caso allora di ragione al professore quando dice: si respirerebbe aria diversa )


  • vittoria gentile

    Fede, devozione, tradizione, senso di appartenenza alla comunità di appartenenza, ma anche “voler guardare”, certo, ed esibizionismo ed evento sociale e bisogno di protezione e contagio emotivo (credo nel senso di sentirsi più forti e rassicurati dal prendere parte, tutti assieme, a questo importante evento devozionale).
    Non credo convenga storcere il naso, succede qui, succede altrove. Conviene prendere atto. A saper sfrondare, ciascuno potrà trovare un motivo più intimo per la propria partecipazione, al di là di tutto il resto, che c’è.
    Già porsi la domanda e ricercare un abito (materiale e spirituale confacente al tentativo di risposta) darebbe un senso pieno all’esserci. Oltre che una “sfilata” un percorso parallelo dentro di sé insomma, è già tanto.


  • L'anticristo si è fermato a Manfredonia


  • Luca

    È solo una sflilata almeno per il90% dei partecipanti.


  • gino

    sono perfettamente d’accordo con luca, è solo una sfilata per la maggior parte dei partecipanti,. ormai la nostra festa è diventata una fiera, dove si vende di tutto è di +, -penso che frà qualche anno li vedremo, che schifo.


  • Moralizzatore

    Infatti è una sfilata. La vera fede è un atto privato, non pubblico. Ho assistito anche al discorso del vescovo in piazza Duomo l’anno scorso e tantissime persone continuavano a parlare tra loro a alta voce, pochi seguivano, troppi “facevano presenza” tirati a lucido per la festa e basta. Tra parentesi in tutte le processioni che ho assistito (tranne quella sipontina) la statua/icona del santo guida la processione, sia moralmente che letteralmente, non è relegata alla fine quando tutti sono passati. Chiedetevi il motivo.

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