CulturaManfredonia
A cura di Paolo Cascavilla

Burkini. Un altro modo di attrarre e sedurre?

Il corpo, pur fasciato, mostra la sinuosità e sensualità delle forme, forse più del nudo

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Manfredonia. E se fosse un altro modo di sedurre? Seduzione, una parola pericolosa, sfugge a ogni forma di regolamentazione, ma cacciarla via rende i rapporti e il mondo aridi e monotoni. Può essere gioiosa e giocosa, leggera, da maneggiare con cura. Seduzione può significare tenere aperte le porte del desiderio, dell’immaginazione, dell’attesa. Il burkini copre tutto, anche alcuni “difetti” dell’età. Non da tutte le donne accettati. Anna Magnani non voleva che le coprissero le rughe: “le ho pagate care” diceva a chi la truccava.

Avete visto le foto delle donne con il burkini che escono dall’acqua? Il corpo, pur fasciato, mostra la sinuosità e sensualità delle forme, forse più del nudo.

“Non ha niente a che fare con il velo di una volta. E’ aderente. Puoi vedere il corpo… Le donne in burkini sono molto attraenti, le guardo e dico: anch’io voglio vestirmi così”. (Azar Nafisi, scrittrice iraniana docente di letteratura angloamericana prima a Teheran e oggi nella Johns Hopkins University).

E’ l’autrice di “Leggere Lolita a Teheran“. Il racconto di un seminario, tenuto, durante il periodo degli ayatollah, nella sua casa, con le studentesse che arrivavano e si toglievano il velo e la veste e diventavano a colori. Qualcuna scuoteva anche la testa per sciogliersi i capelli, e “lentamente, ognuna di loro acquisiva una forma, un profilo… Quel soggiorno diventò il nostro rifugio, il nostro universo autonomo, una sorta di sberleffo alla realtà di volti impauriti e nascosti nei veli”. Cercava di spiegare a ragazze e ragazzi, sottoposti alla catechesi islamica, la libertà e la laicità attraverso la letteratura. I classici dell’Occidente e quelli della letteratura persiana, partendo dalla figura della “signora delle storie”, Sharazade, colei che racconta “Le mille e una notte“. Doveva morire come tante prima di lei, per la crudeltà di un sultano, che uccideva tutte le donne da lui sposate, dopo la prima notte. Sharazade ha una qualità: l’immaginazione, e prima di morire chiede di salutare la sorella piccola, che le chiede (si erano messe d’accordo su questo) di raccontare una storia. E così di storia in storia salta molte notti e finisce per raccontare per mille e una notte.

In questo capolavoro della letteratura troviamo, nonostante i veli e le coperture, stupende descrizioni del corpo femminile. Così al re Sulaiman, in cerca di una sposa, il visir dice che Allah ha provveduto: la figlia di Zahr Shah è “il massimo della perfezione, ben fatta di forme, occhio nerissimo, capelli lunghi, vita sottile, glutei pesanti; se si avvicina affascina e se volge le spalle fa morire“. Il gran visir continua: “snella ed eretta, tanto da far arrossire il ramo del salice, non c’è sole né luna che possa gareggiare col suo volto/ la sua saliva è come miele cui sia stato mescolato del vino, ma i suoi denti sono di perle”. Come sapessero tante cose di una donna tutta coperta è un mistero!

E’ la potenza dell’immaginazione e della letteratura. “Se oggi abbiamo bisogno della narrativa non è perché dobbiamo fuggire dalla realtà: è perché abbiamo bisogno di farvi ritorno con gli occhi rinnovati o, come avrebbe detto Tolstoi, ripuliti” (Azar Nafisi).

E se il burkini fosse una invenzione delle donne? Scompare la pelle, la superficie del corpo, ma se questo è il modo di far intravedere e immaginare?

Un giorno di alcuni anni fa in un’aula del Liceo scientifico di Manfredonia gli alunni avevano affisso delle immagini di donne, modelle… Scontri un po’ veri e un po’ finti tra maschi e femmine, che minacciavano di mettere anche immagini maschili. Una prof. si mostrò contrariata e disse: “e ora come la mettete con don Antonio?”. Nel cambio dell’ora guardammo le immagini e commentammo con gli studenti tra ironia, paradosso, comunque divertimento. Poi il prof. don Antonio D’Amico: “Belle, come lo sono tutte le creature della terra“. Il dialogo quotidiano, informale, semplice, leggero, apparentemente inutile… è quello che tiene vive le relazioni.

Il rapporto con il corpo femminile attraversa la cultura di ogni tempo. Anche il nostro. Ogni giorno dobbiamo sostenere discorsi sul rispetto, la violenza, i parametri stessi della bellezza. Se affrontassimo queste tematiche con la letteratura?

E il Corano? L’Islam ha conosciuto la sapienza dei mistici, dei sufi, che coltivavano la scienza dell’interiorità e leggevano il Corano oltre la lettera, per preservare la comunità da un irrigidimento della fede e da una lettura arida. Con qualcuno dialogò anche Federico II.

(A cura di Paolo Cascavilla, fonte futuriparalleli.it)



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Commenti


  • Maria Guerra

    Da alcune vecchie foto ho notato che le nostre nonne si bagnavano in mare a Manfredonia quasi tutte coperte. Una mia amica fotomodella non espone mai il suo corpo al sole perchè disturba la sua bellezza. Nella prima settimana di agosto ero sotto l’ombrellone e la giovane mammina dell’ombrellone accanto si è chinata per accudire il suo bambino. Siccome aveva uno di questi costumini che lasciano tutti i glutei scoperti, si è visto chiaramente il solco tra i glutei, la valle della lussuria e l’ano. Mio marito ha smesso di parlare per un attimo ed io ho capito che era un gesto affettuoso verso il suo bambino.
    Forse tra 30 anni torneremo a coprirci anche noi perchè avremo scoperto che i raggi del sole fanno male e che le creme attutiscono gli effetti negativi per la pelle.


  • Miki

    Paolo CASCAVILLA…..MA MI FACCIA IL PIACERE..


  • Anna

    Vogliamo trovare la poesia ma di solito quelle coperte sono racchie


  • vittoria gentile

    No invece è una riflessione interessante, di questi tempi poi. Se non fosse che la prospettiva è, sempre ed inderogabilmente quella maschile. Tanto nell’arte della seduzione ” a scoprire” quanto in quella “a coprire”. Anche quando le donne, apparentemente, scelgono da sole come esprimersi attraverso il corpo. Io sto con Chiara Saraceno che dice che le religioni, e non solo quella islamica, si sono accanite e si accaniscono con particolare intensità “sul modo in cui le donne devono portare in giro il proprio corpo”. Con tutto quello che dalla religione passa da sempre, abbondantemente, nella cultura e nell’immaginario popolare.
    Allora è una provocazione, ma solo fino ad un certo punto! Bikini e burkini doppia oppressione. Tanto, gli occhi che “fanno” la seduzione sono sempre quelli maschili, anche se interiorizzati al femminile. Il bikini più mini possibile e la taglia 40 non meno del burkini.


  • VERITA

    forse hai visto il battesimo di degli evangelisti..cultura ..ma rispetto di chi ti ospita il dovere di adeguarsi a norme e leggi..


  • guido piano

    personalmente il burkini non mi disturba…ma perchè x una tua scelta devi infrangere la legge? le leggi vanno rispettate. se la legge lo consente va bene. purtroppo in italia si permette tutto. prova ad andare in iran allo stadio cè obbligo alle donne di mettere il velo. (aimè una mia amica non ha potuto entrare) anche se eravamo stranieri.. in italia permettono tutto a tutti il rienzie che copre le statue per non urtare la sensibilità dell’iraniano….ma mi faccia il piacereeee


  • antonella

    Ai tempi dei nostri genitori un uomo per vedere la caviglia scoperta di una donna, doveva pregare, poi la rivoluzione culturale e la rivalsa della donna per la parita’ dei diritti hanno dato alla donna la liberta di disporre del proprio corpo, scegliendo per se stessa di esporsi totalmente o quasi, e non e’certo una
    questione di bichini, oggi la donna e’
    sbarazzina nel suo vestire, seduttrice per
    vocazione, ogni donna quando veste per
    uscire vuole essere bella e apprezzata, si
    puo’sedurre che si indossi un bichini
    piccolo piccolo o un vestito lungo, non
    importa, la seduzione e’donna, scolpita
    nel suo DNA, inutile farne una questione
    di abito, di comportamento o di moda, la donna e’ DONNA.


  • L'uccello migratore

    Non date retta a psicologi e psicologhe, psicoterapeuti, professori e professoresse con tanto di lauree etc. Le donne musulmane sono represse e intimorite tanto da accettare anche l’harem! Povere donne ieri ne ho notate una decina alle giostre tutte coperte dalla testa ai piedi! Povere donne! Molte donne di Manfredonia usano abiti trasparenti dal quale poi si deve notare l’intimo (in genere) ridottisimo di color nero o bianco, unghie dei piedi e delle mani spesso colorate e posticce..tettoni in bella vista..iper trucco su tutto il corpo..scusatemi il termine “arrapanti” ma solo dal punto di vista materiale..spiritualmente solo solo delle viziate non si addobbano certo cosi per il benessere dei compagni lo fanno per gara con le altre e per ricevere impulsi mentali “positivi” dagli sguardi maschili sbavosi..questo nel migliore dei casi..che cosa voglio dire che si esagera in entrambi i casi!
    Sia per le donne cattoliche e musulmante ci vuole equilibrio, moderazione, brio, in fin dei conti mi fanno pena entrambi.

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