Capitanata
L’associazione “Castrum Nobile” recupera la storia

“Così preparavamo il pane a Sant’Agata di Puglia” (foto)

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Foggia. L’associazione culturale Castrum Nobile Onlus restituisce ai santagatesi il vecchio forno a paglia di via Indipendenza inutilizzato dagli anni ‘60. Questo tipo di struttura, secondo la tradizione, esisteva da quando il paese iniziò la sua espansione oltre la zona del Castello (dove si trova il locale) tra il 1400 e 1500. Fino al 1957 il paese aveva sei forni, si suppone che la causa della loro chiusura sia dovuta ad alcune norme emanate in quel decennio che hanno modificato il sistema di produzione e vendita del pane. Ad Orsara ne esiste uno simile, con molta probabilità risalente allo stesso periodo ma non c’è documentazione a riguardo.

Un locale privato aperto al pubblico

Del recupero si è occupato personalmente il consigliere comunale Vito Soldo, che ha ripulito la zona, allestito l’oggettistica e le luci, e soprattutto ha ottenuto dagli eredi di Claudio Del Buono la possibilità di aprire al pubblico una struttura privata. Claudio Del Buono possedeva terreni agricoli nel paese ed anche palazzi tra cui il De Marinis- Calcagno oggi tenuto da comproprietari. “Ci proponiamo di far rivivere luoghi e tradizioni ormai perdute, si dà a tutti la possibilità di visitare quei luoghi che hanno visto lo scorrere della vita dei nostri avi. Anche così si onora il ricordo di quanti nel tempo hanno contribuito a scrivere la storia del nostro paese”, spiega l’associazione. La presentazione del forno, che fa parte di un itinerario turistico insieme al frantoio, è stata riportata sul sito “Santagatesi nel mondo” da Artemisium Webtv.

La preparazione e il turismo


Il vademecum sul forno realizzato dall’associazione Castrum Nobile racconta di come funzionava un forno a paglia, della cottura che aveva un costo per cui la gente meno abbiente commissionava teglie oltre il formato standard con esiti bizzarri sulle forme delle pagnotte, del rituale di prenotazione, del lavoro quasi esclusivamente femminile di chi era preposto a prepararlo, dei motti e delle benedizioni legati all’abbondanza. A visitare questo “monumento al pane” molti i turisti quest’estate, non solo gli emigrati di ritorno per le vacanze a rivedere un simbolo della loro storia, ma gente venuta da fuori che si è spinta nell’entroterra per ammirare “una Puglia diversa e meno conosciuta di quella balneare”, secondo i santagatesi.

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REDAZIONE STATO QUOTIDIANO.IT

“Così preparavamo il pane a Sant’Agata di Puglia” (foto) ultima modifica: 2017-08-30T19:12:37+00:00 da Redazione



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