Editoriali

Tressanti, l’inceneritore negato

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(Archivio, l'inceneritore di Montale - fonte: notizieprt)

Foggia – FA sempre più discutere il cantiere dell’inceneritore Eta in località Paglia (agro di Manfredonia). Il progetto, nato da un accordo di programma stipulato nel 2003 tra la Regione Puglia, il Comune di Manfredonia e la società ETA che fa capo a Emma Mercegaglia, dovrebbe essere realizzato tra un anno e interesserà le zone di Foggia, Manfredonia, Cerignola, Orta Nova, Carapelle e Zapponeta.

PROTESTE DEI RESIDENTI DI TRESSANTI – La realizzazione dell’inceneritore rischia di arrecare seri danni alla salute per i cittadini residenti nell’area, nonchè di depauperare l’ambiente circostante. Per questo motivo alcuni residenti della borgata di Tressanti di Cerignola hanno manifestato ieri per far sentire il proprio dissenso. Un centinaio i presenti, che con striscioni e cori di protesta hanno sensibilizzato la comunità sull’esistenza del problema. Su Facebook è nato anche un gruppo, “Tutti contro l’inceneritore di Capitanata”, che ha riunito quasi mille membri. “Il governo è sempre più convinto della realizzazione di un termovalorizzatore nella nostra Capitanata,tra Borgo Tressanti-Borgo Mezzanone, in un territorio esclusivamente agricolo. Non condividiamo la scelta del comune di Manfredonia di istallare questo impianto ai confini del suo territorio, in una delle più belle zone della nostra Capitanata dove sicuramente sconvolgerebbe l’economia del posto, in questo periodo già precaria. Con questo inceneritore la provincia di Foggia verrà avvelenata poco a poco dai fumi – invisibili – e subdoli – (come la diossina e le nanoparticelle) prodotti dalla bruciatura della sua stessa immondizia”, si legge sulla bacheca del gruppo.


VERONESI: “NESSUN PERICOLO”
– Eppure, stando alle parole risalenti a qualche mese fa del professore Umberto Veronesi, la pericolosità dell’inceneritore non sussisterebbe. Dichiarazioni che hanno suscitato l’ira dei residenti della zona, che chiedono un referendum per chiedere di abolire il progetto: “Il primo passo da compiere è ‎la richiesta di referendum popolare – dichiara un residente di Borgo Tressanti su l’obloG.com. “Occorre il 10% di firme degli aventi diritto al voto e nel nostro caso ci vogliono 56 firme autenticate da un consigliere comunale o da un notaio”. Tutto ciò sarebbe possibile grazie all’art. 133 comma secondo della Costituzione italiana il quale afferma che la “Regione, sentite le popolazioni interessate, può con sue leggi istituire nel proprio territorio nuovi comuni e modificare le loro circoscrizioni e denominazioni”.

ANCHE LA POLITICA SMENTISCE, NICASTRO: “NOTIZIE STAMPA INFONDATE” – Il tema degli inceneritori come sempre divide la gente comune da affaristi e personaggi della politica. Ieri sul sito della Regione Puglia si è registrata la smentita dell’Assessore Lorenzo Nicastro che nega in maniera categorica la presunta costruzione di un inceneritore a Foggia, precisamente nella zona Sofim–Fenice. ”Tali notizie, false, fonte di disinformazione e confusione fra i cittadini, hanno preso spunto dalla determina dirigenziale n. 126/2010 di AIA con la quale sono state autorizzate due caldaie di combustione del metano che qualcuno ha voluto invece interpretare come un lascia passare per la realizzazione di un nuovo inceneritore, al punto da spingere il Codacons di Foggia ad adire il Tribunale Amministrativo Regionale”, dichiara Nicastro.

L’Assessore puntualizza inoltre che “in data 22 settembre 2010 il TAR con ordinanza ha chiarito che l’autorizzazione in questione riguarda “i medesimi impianti (di produzione di energia e calore e di smaltimento di rifiuti industriali) già esistenti e funzionanti nello (e a servizio dello) stabilimento Sofim-IVECO di Foggia” e parla di ”strumentale disinformazione, che contribuisce solo a creare confusione e ad alimentare sfiducia nei cittadini, distogliendo le loro energie ed attenzioni dalle giuste battaglie finalizzate alla difesa dell’ambiente e del territorio, per le quali la Regione Puglia è da sempre al loro fianco”.

I RESIDENTI: RISCHIAMO DI FINIRE COME LA CAMPANIA – Parole che però non suonano come rassicuranti alle orecchie dei cittadini coinvolti, che si sentono sempre più minacciati: “Sicuramente l’ecomafia e le lobby affaristiche mafiose preferiscono la costruzione di un mega inceneritore, dove tutto può finire inghiottito e sparire. Non vogliamo di certo diventare come la regione Campania, per questo è di vitale importanza produrre meno immondizia. Sporcare e inquinare significa abusare dell’ambiente e della natura”, è il loro commento.

Tressanti, l’inceneritore negato ultima modifica: 2010-09-30T12:52:42+00:00 da Nicola Saracino



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Commenti


  • Vincenzo Maurantonio

    Precisazione: L’intervista fatta al residente di Borgo Tressanti (Cerignola) e la loro richiesta di referendum per diventare comune autonomo, va oltre alla sola costruzione dell’inceneritore, che di certo non vogliono assolutamente. Desiderano l’autonomia anche perché stanchi della situazione di abbandono in cui il Borgo si trova da anni nell’indifferenza delle istituzioni. L’intervista al completo è su http://www.loblog.it ( non .com)… dal titolo: “Tressanti autonomo: i motivi elencati da un residente”.

    Buon lavoro.


  • Beppe Dimunno

    L’inceneritore negato a chi?


  • Redazione

    Nel senso di smentito (da tutti). Si è provveduto a giocare sul contrasto fra piano e dichiarazioni. Grazie, Red.


  • gianni

    quindi in zona sofim esiste già un inceneritore “industriale”????


  • Beppe Dimunno

    La verità è che questo inceneritore, più che negato (i residenti di Tressanti non “fanno numero”, purtroppo), viene affermato – tristemente – da quanti hanno fatto di tutto perché ottenesse finanziamenti in base ad una legge italiana in deroga rispetto a quella europea (“termovalorizzazione”), che lo rendono possibile quotidianamente con la loro indifferenza e la loro passività.
    Se avessi l’opportunità di scrivere qualcosa (magari sull’edizione cartacea del giornale!), informerei in modo chiaro (lasciamo stare Veronesi …) sull’inceneritore e sui relativi rischi sanitari provati dalla scienza, e concluderei con un appello ai cittadini di Manfredonia: MOBILITATEVI, MOBILITATETVI, MOBILITATEVI per il vostro futuro, per il bene della vostra terra e per le generazioni future. Grazie, b.d.
    Io c’ero!


  • Redazione

    Gent.le sig. Di Munno,
    La ringrazio innanzitutto per i Suoi interventi e per l’attenzione che ha voluto rivolgere al nostro giornale.
    Naturalmente restiamo a disposizione – consci della possibilità di un approfondimento consono della vicenda – per un suo apporto diretto sulla nostra testata. Il prossimo numero cartaceo ad 8 pagine, distribuito anche nei maggiori centri della Capitanata (San Severo, Foggia, etc) uscirà a novembre. In attesa di un Suo riscontro, con la presente per i più distinti saluti, da parte mia e dell’intera redazione. G.de Filippo

  • Sono d’accordo con il sig. Di Munno. Prima di tutto lasciamo stare Veronesi. Ne abbiamo l’esempio sull’inceneritore di Brescia (sanzionato dalla comunità europea) dove questo tale ha condotto uno “studio” nel quale ha affermato che l’inceneritore non può affatto causare alcun tipo di patologia tumorale o infettiva. Peccato che lo studio è stato effettuato in un raggio di 5 chilometri dalla ciminiera mentre gli studi sugli inceneritori è risaputo che si facciano oltre i 5 chilometri di raggio (dato che le nanoparticelle non ricadono nei 5 chilometri ma oltre) come evidenziato dall’ordine medico del Regno Unito e dagli scienziati italiani Montanari e Gentilini (esperti mondiali in nanopatologie). Del resto mi chiedo come possa un uomo come Veronesi condurre studi obiettivi sugli inceneritori se proprio la fondazione di Veronesi fino a poco tempo fa riceveva fondi cospicui dal più grande costruttore di inceneritori al mondo (Veolia).


  • ciro

    chi ci lavora in cantiere sono solo rumeni
    è noi siamo a casa ciro da san severo

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