Manfredonia

Clinica San Michele, Prefetto a Di Fonso: “presto un incontro”

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Ingresso Casa di cura San Michele (image STATO)

Ingresso Casa di cura San Michele (image STATO)

Manfredonia – L’USPPI protesta, il Prefetto risponde. A seguito di una missiva nella quale il segretario Massimiliano Di Fonso aveva espresso “tutto il proprio rammarico” per il “totale disinteresse” mostrato dalla Prefettura di Foggia, nella persona di S.E. il Prefetto dottor Antonio Nunziante, relativamente alla vicenda che sta interessando i 42 lavoratori della casa di cura San Michele di Manfredonia( La vicenda, le indagini, la vertenza occupazionale, la Daunia Medica risponde: “fondi dovuti dall’Asl o licenzieremo tutti”), lo stesso Prefetto Nunziante ha comunicato stamane a Stato che “dopo la verifica degli elementi necessari e conoscitivi” relativi alla ‘vicenda San Michele’ si provvederà nel breve a “rispondere per iscritto alla Daunia Medica srl (come avvenuto già oggi, su conferma del legale, ndR) per attivare presto un tavolo in Prefettura alla presenza delle parti interessati alla vicenda”. Parti interessate alla vicenda ancora da stabilire: “prima di contattare e stabilire in tavolo dal Prefetto – dicono dalla Prefettura – è necessario comprendere quali siano state le motivazioni reali che hanno condotto la Daunia Medica srl a stabilire i 15 esuberi”. Ovvero: la presenza al tavolo della Regione potrebbe concretizzarsi solo in presenza di motivazioni e fattori correlabili a determinazioni degli stessi rappresentanti di Via Capruzzi. Quello che pertanto la Prefettura starebbe vagliando sono le motivazioni alla base degli esuberi stabiliti dalla srl: se a seguito delle disposizioni dettate da Bari o per la mancata erogazione dei fondi (richiesti dalla srl all’Asl di Foggia), con relativo “piano di ridimensionamento occupazionale”. Dunque: minor numero di servizi, tetti di spesa inferiori (come sottolineò nel gioco delle parti l’imprenditore Potito Salatto) e taglio indistinto al personale.

LA LETTERA DI DI FONSO (USPPI) AL PREFETTO DI FOGGIA – Nella sua lettera il segretario Usppi Massimiliano Di Fonso ha espresso tutta la sua delusione e rammarico “per la totale indifferenza alle problematiche lavorative presentate anche in passato dall’Usppi (i dissidi tra il sindacato e la Prefettura sembrerebbero pertanto atavici, ndR) senza avere il contributo alla risoluzione del rappresentante del governo, nella provincia di Foggia”. Di Fonso evidenzia la possibile perdita di “50 posti di lavoro” con “50 famiglie che piangeranno lacrime amare per non poter pagare mutui bollette e prestiti per mantenere le stesse famiglie”. “Evidentemente non siamo una sigla tenuta in considerazione dal Prefetto – dice Di Fonso – o nessuno in Prefettura ha informato che da oltre 15 giorni abbiamo inviato numerosi fax senza ricevere mai una risposta nonostante la gravita della vertenza”. “Siamo costretti sua eccellenza a dimostrare quanto sul territorio possa contare questa organizzazione sindacale, per dimostrare che centinaia e centinai di lavoratori hanno dato fiducia al nostro sindacato, le comunico che sarà indetta un iniziativa di protesta innanzi al palazzo prefettizio, con tutte le federazione aderenti all’Usppi, affinchè la Prefettura non resti indifferente alle vertenze sindacali presentate”. Infine Di Fonso fa riferimento ad un passato incontro intercorso con lo stesso Prefetto Nunziante: “pensavo che era giusto dedicare alla problematica una rilevanza maggiore”.

Di Fonso (Usppi), il Prefetto Nunziante (St)

Di Fonso (Usppi), il Prefetto Nunziante (St)

FOCUS, GLI ESUBERI ALLA CLINICA SAN MICHELE – Si ricorda infatti che, come comunicato nella raccomandata inviata alle sigle sindacali, la Daunia Medica aveva provveduto a comunicare il licnziamento collettivo per 15 unità attualmente occupate nella clinica causa “variazione nei tetti di spesa fissati dall’Asl” dopo la riconversione della struttura dalle attività di Gastroenterologia, Pneumologia e Oncologia in Lunga degenza e Geriatria (conservando tuttavia i 35 posti).

POSSIBILITA’ DI LICENZIAMENTO DAL PROSSIMO OTTOBRE – Come ribadito, lo scorso 21 settembre la società avrebbe preannunciato (quasi confermando) al personale la partenza degli esuberi stabiliti attraverso una raccomandata. Questo qualora la situazione non dovesse rientrare nei termini stabiliti dalla legge. Si ricorda che in base alla comunicazione di avvio della procedura di riduzione del personale (ex artt.4 e 24 della legge n.223/1991) che ha interessato ufficialmente 15 unità sono 45 i giorni a disposizioni della parte datoriale per attivare la procedura relativa ai licenziamenti collettivi. Dunque ipoteticamente i licenziamenti dovrebbero essere attivati entro il 21 ottobre 2010 (considerando il 6 settembre come data nella quale è stata inviata la raccomandata relativa agli esuberi). In caso di revoca la situazione occupazionale sarebbe totalmente da ridiscutere.

PROTESTE PER LA CASSA INTEGRAZIONE, IL LEGALE PREANNUNCIA I LICENZIAMENTI COLLETTIVI “QUALORA L’ASL NON PROVVEDESSE AD EROGARE LE SOMME DOVUTE ALLA DAUNIA MEDICA” – “LA procedura della Cassa integrazione straordinaria in deroga nasce da una precisa iniziativa della Daunia Medica srl al fine di rendere economicamente meno doloroso per i lavoratori il periodo temporale necessario per la realizzazione della riconversione in fieri” aveva detto uno l’avvocato Raffaele Castriotta (legale per le vertenze occupazionali della Daunia Medica srl, con attuale co-amministrazione Domenico Ciliberti e Potito Salatto, come comunicato dal stesso legale) dopo le recenti invettive dei lavoratori a seguito dei continui rinvii – nonchè “assenze dai tavoli delle trattative” da parte della Daunia Medica – per la sottoscrizione della Cigs in deroga a favore delle unità attualmente occupate nella struttura.

Era stato infatti fissato per lo scorso giovedì 23 settembre un incontro in Provincia (Palazzo Dogana), alla presenza delle tre sigle sindacali, dell’Ugl, dell’assessore provinciale alle Politiche del Lavoro di Foggia, Leonardo Lallo, e della dirigenza della Daunia Medica, per la sottoscrizione dell’ammortizzatore sociale in favore delle unità aventi diritto (complessivamente sono 43 i lavoratori attualmente occupati, ad esclusione dei dipendenti part-time e in vertenza legale contro la società Daunia Medica). Ma all’incontro avrebbero presenziato solo i confederali della Provincia e territoriali, che avrebbero firmato un verbale, relativamente alla Cigd, “stigmatizzando l’operato della società nuovamente assente nel tavolo delle trattative”.

IN PRECEDENZA ULTERIORI RINVII – Della sottoscrizione della Cigd in favore dei lavoratori della clinica San Michele se ne discute da tempo. Sin dallo scorso agosto, quando la Regione Puglia aveva concesso l’autorizzazione per la riconversione della clinica da struttura polispecialistica (Oncologia-Gastro e Pneumo) in attività di Lunga degenza e Geriatria (35 posti letto). Ma tanto durante l’estate quanto alcuni giorni (causa presunta indisponibilità della stessa società Daunia Medica) la sottoscrizione dell’ammortizzatore sociale (in favore dei dipendenti sospesi dal lavoro per crisi aziendale) era saltata.

LA RISPOSTA DELLA SOCIETA’ ATTRAVERSO IL LEGALE – “Le due convocazioni utili per la sottoscrizione degli accordi propedeutici all’erogazione della Cigs in deroga – spiega il legale della società, l’avvocato Raffaele Castriotta – sono state ricevute dalla Daunia Medica srl a scadenze temporale a dir poco irragionevoli”.

“L’ASL EROGHI AL PIU’ PRESTO LE SOMME DOVUTE ALLA SOCIETA’ PER EVITARE IL LICENZIAMENTO DI TUTTE LE UNITA’ OCCUPATE” – Ma da parte del legale anche la minaccia di licenziamenti collettivi qualora “l’Asl Foggia non dovesse procedere celermente all’erogazione delle somme arretrate dovute alla srl”, per una cifra consistente e forse superiore al 1,5 mln di euro. La dichiarazione si allinea in parte a quanto sostenuto dall’imprenditore Salatto che aveva iniziamente richiesto un’integrazione dei servizi da parte dell’Asl per il piano di riconversione, per poi minacciare di essere pronto a “lasciare tutto a dicembre” in caso di mancata erogazione di quanto dovrebbe spettare alla stessa società a responsabilità limitata.

Secondo il legale della Daunia Medica sarebbero già partite le lettere di pre-assunzioni di fisioterapisti ed altri tecnici per la relativa dotazione organica necessaria per l’espletamento delle nuove attività sanitarie (da Onco-Gastro e Pneumo a Lunga degenza e Geriatria). Inoltre nel piano di riconversione il legale della società preannuncia la partenza di lavori di ristrutturazione riguardanti la stessa struttura. “Anche se chiusa – dice a Stato l’avvocato Castriotta – la clinica San Michele comporta giornalmente delle considerevoli spese finanziarie. Nel caso di mancata erogazione da parte dell’Asl delle somme dovute non ci saranno altre soluzioni se non il licenziamento di tutte le unità occupate”.

IL PROSSIMO 4 OTTOBRE NUOVO INCONTRO PER LA CIGD – I LAVORATORI HANNO INCONTRATO FIORE – Fissato per il prossimo 4 ottobre un nuovo incontro in Provincia, mentre i lavoratori hanno incontrato l’assessore alla Sanità Tommaso Fiore al Comune di Foggia. L’assessore avrebbe assicurato un interesse maggiore per la vertenza occupazionale relativa alla clinica.

CLINICA SAN MICHELE: BOLLA, INDAGINE GUARDIA DI FINANZA, DELIBERE REGIONALI, RICONVERSIONE, INTERVISTE VIDEO CON LAVORATORI, ESUBERI E RICORSI AL TAR: Focus

Clinica San Michele, Prefetto a Di Fonso: “presto un incontro” ultima modifica: 2010-09-30T18:30:59+00:00 da Giuseppe de Filippo



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Commenti


  • Martin Lutero

    Ma davvero si vuol credere che attaccando il Prefetto si tutelano i lavoratori della Casa di Cura San Michele? La risposta del Prefetto, pervenuta tramite Stato Quotidiano, non è altro che l’espressione di una riconosciuta sensibilità di dare giuste risposte ai lavoratori, tutti della Capitanata, e non certo a chi, sempre alla presunta ricerca di una facile visibilità. Non crede il segretario provinciale dell’USSPPI, sig. Massimiliano Di Fonso, che avrebbe dovuto inviare al Prefetto un memoriale sulla Casa di Cura San Michele e sulle sue ragioni? Certo, i precedenti non giocano a favore del citato segretario provinciale; anche recentemente organi di stampa, vedasi Gazzetta del Mezzogiorno e altri, riportavano delle esternazioni del Di Fonso proprio in merito alle irregolarità della Casa di Cura San Michele, allorquando inviava (sin dall’anno 2004) istanze al Direttore generale dell’ASL, all’Assessorato alla Sanità della Regione Puglia e per ultimo al Dipartimento Prevenzione per la Salute ambientale dell’ASL Foggia (in persona del Responsabile Dott. Antonio Nigri): il Di Fonso, in tempi non sospetti, lamentava vistose irregolarità in Oncologia e, nello specifico, della Chemioterapia praticata dalla Casa di Cura San Michele, sollecitando ispezioni e verifiche. Ad oggi, visto che la Casa di Cura San Michele viene chiusa per una tutela alla salute dei pazienti e del personale stesso (vedasi motivazioni nella citata delibera n.1415-14.06.2010) , sarebbe il caso che il Segretario provinciale dell’USSPPI divulgasse le risultanze dell’ispezione o di informare la Procura della Repubblica, anche se questo non farebbe piacere a chi non ha riscontrato alcuna irregolarità oggi totalmente sconfessata dalla Regione Puglia con la chiusura della Casa di Cura San Michele. Forse questo andrebbe a tutelare i lavoratori che, oltre alla perdita del lavorocon tutte le problematiche connesse, si trovano ulteriormente preoccupati dall’aver prestato il proprio lavoro in un ambiente non salubre (quale potrebbe essere l’esposizione ai farmaci antiblastici, come, a suo tempo denunciato dal Di Fonso).
    La tutela dei lavoratori si ottiene anche con la verità. Fortunatamente Di Fonso ha incontrato sulla sua strada una autorità, quale il Prefetto di Foggia che, anzichè soddisfare meri esibizionismi, vuole avere il controllo della situazione per poter dare risposte concrete ai lavoratori della Casa di Cura San Michele che non hanno bisogno più di interventi tardivi, di chiacchiere e quant’altro; si è certi che il Prefetto vorrà affrontare la problematica con la sensibilità e il lato umano già riconosciutigli, forse qualcuno dimentica o cerca di non sapere, o in effetti è all’oscuro dell’importanza istituzionale che riveste sul territorio la Prefettura di Foggia.
    Un augurio a tutti i lavoratori della Casa di Cura San Michele.

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