Manfredonia
A cura di Annapina Rinaldi

Manfredonia, ANIC “La custodia della memoria”. Le storie (VIDEO INTEGRALE)

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Manfredonia. Sono state le testimonianze di chi ha vissuto nei modi più disparati quel 26 settembre del 1976 e le sue conseguenze, ad animare l’incontro intitolato “La custodia della memoria” tenutosi ieri pomeriggio al LUC nell’ambito della tre giorni di #Arsenico40. Tuttavia la moderatrice Rosa Porcu ha sottolineato che “bisogna evitare l’ uso possessivo della memoria come “auto rappresentazione” fine a se stessa della generazione che vive un determinato evento. La memoria deve essere invece uno sguardo “esterno” e a volte anche lontano che permetta a tutti di avvicinarsi alla verità.

Le donne, spesso tagliate fuori dai libri di storia, sono state protagoniste del dibattito, così come lo furono durante i fermenti cittadini del 1988-89 quando Piazza Duomo divenne “un’agorà”, in un periodo in cui alla luce degli eventi di Chernobyl, del referendum sul nucleare e del presentarsi alghe tossiche nel nostro mare, la sensibilità ambientale della popolazione aumentò come non mai. Annamaria Lovecchio ha proposto un commosso ricordo di suo marito Nicola, l’operaio EniChem capoturno quel 26 settembre, morto nel 1997 per un carcinoma polmonare, che si improvvisò investigatore per fare luce sui sistemi di smaltimento dei rifiuti dell’azienda e riuscì a portarla in tribunale. Un altro ricordo è stato quello di Grazia Conoscitore, anche lei morta pochi mesi fa per un carcinoma “inspiegabile” e ricordata dal figlio con una toccante lettera.

Denso di umanità è stato anche il racconto di Sipontina Santoro, attivista dell’associazione Bianca Lancia, ma anche nipote di operai EniChem, in bilico sulla scelta “solita” fra salute e lavoro. L’insegnante Anna Guerra ha invece parlato del “rischio percepito”, cioè il timore di ammalarsi vissuto da coloro che abitano in luoghi a rischio inquinamento che si affianca al rischio esterno e facilita la comparsa di patologie. La Guerra ha inoltre raccontato il percorso che le ha permesso di presentare nel 1998 la vicenda Enichem alla corte di giustizia europea per i diritti dell’uomo. Le madri di Manfredonia sono state giudicate parte lesa secondo l’articolo 8 della convenzione che afferma l’importanza quasi sacra della salubrità dell’ambiente di vita, specie dei bambini. Peccato che subito dopo la vittoria, nello stesso 1998 è stato approvato il contratto d’area-ha concluso Anna Guerra.

FROM FRANCO RINALDI

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Interessante è stato anche l’intervento di Luca Marchesani che nel 2006 è stato fra i promotori del gruppo Isola5 che, in occasione del trentennale dell’incidente trasformò assieme ad altri giovani l’area dell’ex Enichem in luogo di condivisione culturale. Oggi Luca lavora nell’ambito dell’energie alternative e alla domanda di Francesco Salvemini, altro moderatore della serata, “A Manfredonia c’è spazio per la green economy?” ha risposto di sì, a patto che prima ancora della tecnologia a tutti i costi, si dia spazio alla cultura. Anche Pino delle Noci e l’ex parlamentare Franco Carella, hanno parlato del loro impegno anti-Enichem a favore della salute dei cittadini specie nel corso degli anni 80 e 90, che sono stati caratterizzati, anche dopo la chiusura dell’Enichem, da continue “tentazioni” di tipo industriale per la città di Manfredonia, tutte impostate, secondo i relatori, nel modo sbagliato.

La parte conclusiva della serata è stata affidata a Cosimo Severo e Stefania Marrone, drammaturghi della Bottega degli Apocrifi che in questi giorni stanno riproponendo Sottosopra, spettacolo del 2007 dedicato ai movimenti dell’88-89. In particolare in occasioni come queste -hanno affermato- il teatro si mostra come “pratica di comunità” che contribuisce a rafforzare il senso di appartenenza al territorio e “racconto” utile ad elaborare gli eventi per comprenderli meglio e a stimolare la curiosità. Hanno infine riportato in assemblea la domanda emblematica di uno studente diciassettenne posta a conclusione di una delle matineè di Sottosopra dedicata alle scuole: Ma per caso l’Energas, quella che sponsorizzerà il Manfredonia Calcio, porterà gli stessi rischi?

(A cura di Annapina Rinaldi, Manfredonia 27.09.2016)

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