Lavoro

Emergenza lavoro, monitoraggio Associazione Trentin: interessati 9 milioni


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(Ph: vanityfair)

Nel primo semestre l´area della sofferenza occupazionale – che comprende disoccupati, scoraggiati e cassa integrazione – e quella del disagio occupazionale, cioè precari e part-time involontari, supera per la seconda volta consecutiva la soglia dei 9 milioni di persone. È quanto emerge dai nuovi dati diffusi oggi (29 ottobre) dall´Associazione Bruno Trentin. Nel dettaglio, l´area della sofferenza arriva a quota 4,8 milioni, con un incremento sul primo semestre dell´anno scorso di 522mila unità (+12%). L´area del disagio è a quota 4,2 milioni, +2,8% su base annua.

Le due aree registrano una crescita costante in tutti i primi semestri degli ultimi sette anni e rispetto al 2007, dunque dall´inizio della crisi, “l´incremento è del 58,7% pari a circa 3 milioni 350mila persone”. Così il presidente dell´Associazione, Fulvio Fammoni, illustrando i dati: “La crescita della disoccupazione conferma gli effetti più gravi sui giovani e sulle donne, ma si rileva anche il continuo aumento della disoccupazione di lunga durata (55% sul totale) e l´emergenza Mezzogiorno”.

Quanto al titolo di studio, si rafforzano due tendenze: i problemi d´impiego legati al basso tasso di scolarità e quello della precarietà per i più formati. “I dati della rilevazione – conclude Fammoni – evidenziano in modo chiaro come la crisi e i mancati interventi per creare occupazione e sviluppo stiano continuando a provocare effetti devastanti sul lavoro, sia dal punto di vista quantitativo sia qualitativo´.

“Dati estremamente allarmanti e che riguardano soprattutto il tasso di crescente inattività, così come più in generale la mole di disoccupazione e, nello specifico, il dato sull´occupazione giovanile che è, nella sua criticità, la più grande cartina di tornasole per determinare se esiste e in che misura una ´ripresina´”. Così commenta il segretario confederale della Cgil, Serena Sorrentino.

Nel dettaglio, osserva la dirigente sindacale, “lo studio dell´associazione propone una riflessione, nella definizione dell´area della sofferenza occupazionale, sul fatto che, oltre a politiche di sostegno alla domanda per creare nuova occupazione, bisogna qualificare anche l´occupazione che c´è (frammentaria, precaria, con bassi salari) e i soggetti coinvolti da ammortizzatori a cui bisogna guardare con politiche di reinserimento”.

Inoltre, fa notare Sorrentino, “in un confronto che si è tenuto stamane al Cnel con il sottosegretario al Lavoro, Carlo Dell´Aringa, è stata ribadita la necessità di riformare i servizi per il lavoro, finanziare le politiche attive, in Italia al momento pari a 500 milioni mentre in Germania sono 8 miliardi, consolidare il sistema dell´apprendimento permanente”.

“Se vogliamo far diminuire quest´area di oltre 9 milioni di persone individuate dallo studio della Trentin bisogna lavorare sia sulla disoccupazione con politiche attive che sull´occupazione migliorando la qualità degli impieghi. Se non ci sarà una svolta, a partire dalla prossima legge di stabilità, il rischio – conclude – è quello di vedere aumentare la platea di persone invischiate nell´area della sofferenza occupazionale di ben oltre i 9 milioni di soggetti”.

rassegna.it

Emergenza lavoro, monitoraggio Associazione Trentin: interessati 9 milioni ultima modifica: 2013-10-30T20:58:05+00:00 da Redazione



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