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Foggia, giovani ricercatori crescono: “ma incrementate i fondi”


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Uno dei ricercatori premiati (statoquotidiano)

Foggia – “POSSIBILE il futuro della ricerca a Foggia ma servono i fondi”. Lo dicono a Stato Giovanni De Venuto e Vincenzo Pacelli, entrambi premiati con il Premio di Ricerca “Gian Luca Montel” il 22 ottobre 2013 nell’aula omonima el Dipartimento di Scienze Agrarie, degli Alimenti e dell’Ambiente.

La provincia di Foggia, dal punto di vista della ricerca, offre delle “buone capacità” in quanto possiede tutti i mezzi per realizzarla, è il pensiero dei due ricercatori. “È un territorio che offre la possibilità da tutti i punti di vista, il problema sono i finanziamenti, non le capacità”, ribadisce De Venuto. “Soprattutto in questi sei anni di rettorato ci sono stati ottimi incentivi ed uno sviluppo in determinati settori; da sottolineare la necessità di specifiche strutture portanti per la ricerca quali il nuovo polo biomedico, il nuovo Dipartimento degli Studi Umanistici e l’Agrement, che non hanno nulla da invidiare ad altri poli universitari”.

In ambito fondi – come già affermato dalla Presidente dell’ARTI, la dott.ssa Milella, durante la cerimonia di premiazione – il piano straordinario della Regione Puglia è il primo in Italia che offre una possibilità di finanziamento – per un triennio – ad un certo numero di ricercatori.

“La ricerca necessita di stabilità – sostiene, ancora, De Venuto- non può essere precaria. Fondamentale sapersi mettere in discussione, essere umili. Solo così si può arricchire il proprio bagaglio culturale e si può fare una ricerca migliore. Non bisogna avere la presunzione di essere arrivati. Personalmente credo molto nella territorialità del nostro lavoro ed è importante mettere in atto i frutti dei propri studi in ambito locale; del resto studiare all’interno per poi andare fuori resta una contraddizione”.

Tra le tante problematiche nel settore, non mancano errate valutazioni da parte degli organi competenti. A livello ministeriale verrebbero adoperati dei parametri di finanziamento non idonei con una possibile visione distorta della realtà locale. Inoltre sarebbero stati presi in considerazione dati erronei, come, ad esempio, il calcolo del numero dei neolaureati che trovano subito un posto di lavoro, “un dato plausibile forse per i territori centro-settentrionali, non di certo per quelli meridionali” da anni alle prese con una crisi totalitaria.

“La quota dei finanziamenti per le Università del Sud – già bassa rispetto al Settentrione e al resto dell’Europa – è stata ulteriolmente ridotta da recenti decreti ministeriali”, aggiunge Vincenzo Pacelli.

Nonostante questo è ancora possibile fare ricerca di buona qualità anche se con poche risorse. “Umili, curiosi, creativi, con spirito di sacrificio. Sono le caratteristiche di un buon ricercatore. – continua Pacelli- Ricerca significa spendere fatica, tempo, risorse; non si deve avere la presunzione di essere i depositari della verità. La verità va scoperta e cambia insieme all’uomo, essere emotivo che si evolve nel tempo”.

(Ph: ST)

A tal fine è necessario anche un cambiamento radicale della politica: dal punto di vista delle leggi del bilancio la ricerca viene penalizzata. Se la ricerca non viene finanziata, viene meno la competitività, utile per incrementare la produzione e gli investimenti. Occorre guardare oltre valutando i possibili benefici che porterebbero gli investimenti e la ricerca in termini di recupero di competitività.

Già i Fondi della Regione Puglia hanno dato la possibilità a molti ricercatori di essere assunti nel territorio.

(A cura di Sonia Scarpiello – soniafg@hotmail.it)

Foggia, giovani ricercatori crescono: “ma incrementate i fondi” ultima modifica: 2013-10-30T10:38:45+00:00 da Sonia Scarpiello



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Commenti


  • avv. Gegè Gargiulo

    Considerato che è un primato che intendo condividere appieno anche con Voi di statoquotidiano.it, vi ho inviato anche via e mail l’articolo con una foto per la sua eventuale gradita pubblicazione. Cordiali saluti


  • Maria

    Ho letto l’articolo e sono pienamente d’accordo su tutto, perché la politica deve smetterla di tagliare i fondi al “futuro”. Però non mi è chiaro l’intervento dell’avvocato. Il suo commento non riguarda l’articolo e personalmente non mi interessa niente di ciò che ha scritto. Poteva mettersi in mostra in un altro luogo e non cercando di sviare l’argomento messo in luce dalla giornalista.

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