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“Regione depuri le acque reflue o niente uso in agricoltura”


Di:

Il segretario di Rifondazione Giorgio Cislaghi (statoquotidiano - Michele Sepalone@)

NON ci associamo a chi sostiene che il depuratore di Foggia non funziona a dovere perché, sino a prova contraria, confidiamo nella buona fede di chi gestisce il bene acqua in nome e per conto della comunità, soprattutto se il gestore è una società a totale partecipazione pubblica come AQP e la sua controllata Pura. Se vi sono stati sforamenti significativi nell’immissione delle acque reflue da parte del gestore del servizio è compito degli organi di controllo preposti verificarlo come è compito di ARPA e ASL tutelare la salute dei cittadini.

Prendendo per buone le dichiarazioni di AQP che il depuratore di Foggia rilascia acqua conforme alla tabella 1 della legge sulla depurazione delle acque reflue, non riusciamo a spiegarci perché altri enti controllati dalla Regione Puglia possano permettere che le acque a valle degli scarichi siano usate per l’irrigazione dei campi destinati a colture agricole. Non riusciamo a capirlo perché il Dlgs 152 del 1999 aggiornato nel 2010 prescrive che le acque reflue destinate a uso irriguo debbano rispettare i valori della tabella 4 (acque depurate e affinate) mentre, per il depuratore di Foggia, è dichiarata una depurazione in tabella 1 (acque batteriologicamente inerti).

Un altro elemento di perplessità sul riutilizzo delle acque in uscita dal depuratore sorge spontaneo perché le acque sotterranee della pianura di Foggia sono considerate “vulnerate” per l’alta concentrazione di nitrati ( vedi tabella 6.2 del Piano di tutela delle acque – Relazione generale – Giugno 2009), questa considerazione dovrebbe imporre una depurazione delle acque reflue rispondente ai requisiti della tabella 2, più restrittive della tabella 1 dichiarata da AQP.

In questo momento, in attesa di ulteriori spiegazioni dovute alla comunità, non ci resta che evidenziare la contraddittorietà della situazione perché se ha ragione AQP a depurare le acque reflue rispettando la tabella 1 i corsi d’acqua a valle degli impianti di depurazione non possono fornire acqua per usi irrigui, se hanno ragione gli enti regionali che autorizzano l’uso delle acque a valle dei depuratori i depuratori devono depurare in base alla tabella 4 o, almeno alla tabella 2, cosa che non avviene per diretta ammissione di AQP. Sono nulle le considerazioni sulla qualità dell’acqua misurate nei punti di prelievo per gli usi irrigui perché la legge è chiara e stabilisce che nessuna immissione possa essere superiore ai limiti di legge stabiliti con misurazioni fatte prima dell’immissione nei corsi d’acqua (nei cd pozzi d’ispezione), prima della loro diluizione.

Una ulteriore considerazione, sempre scorrendo il Dlgs 152, va fatta sulla qualità dell’acqua immessa nei fiumi dai depuratori che non deve alterarne le caratteristiche al fine di preservare l’equilibrio naturale delle zone interessate, prescrizione che non ci sembra sia rispettata nella nostra provincia.

A margine di queste considerazioni non possiamo esimerci da osservare come l’Oasi di Lago Salso non sia compresa tra le “Aree sensibili nella Regione Puglia”, ossia tra le “aree richiedenti specifiche misure di prevenzione dall’inquinamento e/o risanamento”, mentre vi sono incluse altre zone protette come la zona umida Le Cesine e le Paludi del Capitano (provincia di Lecce), zona umida di Torre Guaceto (provincia di Brindisi), Mar piccolo di Taranto, i laghi di Lesina e Varano e la zona umida di Lago Salpi (provincia di Foggia). Ci domandiamo come sia possibile che la più grande zona umida protetta della Puglia, quella che ospita la più grande varietà di specie animali, stanziali e migratorie, non sia tutelata come le altre zone umide, forse perché questa scelta di difesa ambientale imporrebbe una depurazione in tabella 4 delle acque reflue in uscita dai depuratori di Foggia, San severo, Lucera, Manfredonia e di tutti comuni che scaricano in affluenti del fiume Candelaro e del Carapelle?

Rilevando queste palesi contraddizioni, invitiamo le autorità preposte a porvi rimedio ristabilendo, una volta per tutte, il rispetto delle leggi e delle norme vigenti sulla depurazione delle acque reflue e sull’uso dell’acqua dei fiumi per usi irrigui. E’ ora che si ponga fine allo spreco di acqua dolce buttando via milioni di metri cubi d’acqua necessari all’agricoltura della capitanata per poter continuare a essere competitiva sui mercati nazionali e internazionali con prodotti di qualità che non possono essere coltivati senza un’acqua di qualità controllata.

Invitiamo le associazioni dei consumatori ad agire in difesa del diritto alla salute e/o al diritto ad avere servizi adeguati ai canoni pagati per la depurazione delle acque reflue ricordando la sentenza n° 355 della Corte Costituzionale emessa il 10 ottobre 2008, conosciuta come “sentenza G.O.R.I.”, che stabilisce non si debba corrispondere il corrispettivo per il servizio di depurazione delle acque reflue se questo servizio non è effettuato nei modi dovuti.

(A cura del segretario del circolo “CheGuevara” – Rifondazione Comunista – Foggia – Fiorenzo Giorgio Cislaghi)

“Regione depuri le acque reflue o niente uso in agricoltura” ultima modifica: 2013-10-30T14:09:30+00:00 da F. Giorgio Cislaghi



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Commenti


  • Gentile Francesco Paolo

    NON ci associamo a chi sostiene che il depuratore di Foggia non funziona a dovere perché, sino a prova contraria, “confidiamo nella buona fede di chi gestisce il bene acqua in nome e per conto della comunità, soprattutto se il gestore è una società a totale partecipazione pubblica come AQP e la sua controllata Pura.” Io mi fido più di quello che vedo con i miei occhi piuttosto di quello che mi dicono terzi o viene riportato sulle carte. Prima che qualcuno si iniziasse ad interessare della qualità delle acque che fuoriuscivano dal depuratore di Foggia la situazione era quella documentata in questa foto. Documentazioni fatte in diverse visite al sito e tantissimi video e foto che ne documentavano il funzionamento, anzi mal funzionamento.


  • vigoli dino

    Ha ragione paolo, io mi fido di quello che vedo.
    A manfredonia, dopo tantissimi sopralluoghi si è constatato che non vi è una sola giornata che lo scarico non butti acqua reflue non depurate.
    L’arpa interviene solo su segnalazione,non mi risulta che qualche ente abbia segnalato qualcosa.
    Viviamo in un mondo dove vige la regola vivi e lascia vivere.
    W L ‘Italia.

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