A 15 anni sviluppa un gioco per smartphone

Manfredonia, Michele Ardò: “Com’è nata a 12 anni la mia passione per le App”

Da un’app per gli automobilisti a un gioco presto online sugli Store

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Lui è Michele Pio Ardò, un giovane talento sipontino dalla mente brillante. Ha solo quindici anni ed è uno sviluppatore di applicazioni per smartphone già da tre anni, collezionando già diverse soddisfazioni.

E’ lui stesso a raccontarsi a Stato Quotidiano.
“La passione per l’informatica è nata con me. Sin da piccolo, infatti, mi affascinava -e lo fa ancora-, tutto il mondo delle tecnologie: dal semplice disegnare in tenera età con ‘Paint’, passando poi alle presentazioni con ‘Power Point’, arrivando a creare fogli di calcolo in Excel e, infine, a scoprire cosa c’è dietro a ciò che si vede su un display o magari cosa c’è all’interno di un PC. Tutto ciò mi ha spinto ad indagare, a studiare e a scoprire per poi poter creare un’app: Drive in the Car”.

E’ questa infatti la prima applicazione di Michele, creata a soli dodici anni. Un’età così giovane che gli ha impedito di pubblicare immediatamente il suo lavoro, dovendo aspettare, così, un anno per rispettare le condizioni legali del settore.

“Drive in the car –spiega il giovanissimo sviluppatore- è un’applicazione progettata per l’utilizzo dello smartphone alla guida dei veicoli, in un modo comodo e sicuro. Il punto forte di questa app è che, sfiorando semplicemente il sensore di prossimità, si possono attivare i comandi vocali (Google) e da essi si possono effettuare chiamate, inviare messaggi, avviare il navigatore. Quando si avvia una chiamata, essa passa direttamente in modalità vivavoce e quando si riceve un messaggio, è il telefono stesso a leggerlo automaticamente ad alta voce”.

E di questa applicazione Michele ne parla nella sua tesina di terza media, incentrata sul tema della globalizzazione del mondo dell’informatica, aggiudicandosi il terzo posto a livello nazionale al concorso indetto da skuola.net.
“Il mio esempio, il mio idolo è Google, e in particolare lo sono i creatori Larry Page e Sergey Brin, a cui, infatti, la mia tesina è collegata: dalle loro vite fino al motore di ricerca e Android”.

“Ma la mia passione per questo campo è smisurata. E dopo aver aggiornato l’app con una nuova veste grafica, ho iniziato a creare un gioco, che è quasi completo e a breve sarà disponibile Play Store e successivamente sarà disponibile anche per dispositivi Apple. Si tratta di un gioco arcade-passatempo, ProjectBall è il suo nome” racconta in esclusiva a Stato.

Quindicenne sì, ma con le idee chiare.
“I miei progetti prevedono di continuare nella creazione di giochi. Ma non solo per dispositivi mobili, ma anche per computer, arrivando a creare un team con cui collaborare. Dopo le superiori (attualmente frequento il secondo superiore all’istituto tecnico tecnologico Luigi di Maggio a San Giovanni Rotondo) vorrei iscrivermi alla facoltà di Ingegneria Informatica con il sogno di creare una software-hardware house per produrre dispositivi che un giorno potremo utilizzare quotidianamente.
Spero che la strada delle tecnologie possa aprire sempre più porte e che, a livello nazionale e locale, si dia un maggiore risalto a questo campo, valorizzando il settore con finanziamenti e offrendo vantaggi agli operatori”.

Lodevole ed esemplare come a dodici anni si possano avere idee così avanzate, portandole avanti con determinazione negli anni, sovrastando ogni difficoltà, dando uno schiaffo morale a coloro i quali in questa nuova generazione credono poco.

“Da un PC ‘vecchiotto e poco potente’ sono riuscito lo stesso ad iniziare a sviluppare app, e quindi all’inizio è stata dura: dovevo adattarmi. Non ho avuto aiuti, mi sono affidato solo alle mie capacità di apprendere, magari all’inizio con un po’ di difficoltà, ma anche grazie a queste sono andato avanti sempre più sicuro. Gli ostacoli ci sono, anche i più esperti li trovano, ma riuscire a superarli è una grande soddifazione

Ai miei coetanei vorrei lanciare un messaggio: Internet e tutti i dispositivi elettronici non sono fatti solo per i social network e ottenere qualche like su Facebook, ma anche per fare ricerche, per documentarsi, per imparare e scoprire cose nuove. E per coloro i quali hanno la mia stessa passione: inventate, create qualcosa, divertitevi con le vostre passioni come ho fatto io”.

È questa un’altra dimostrazione di come il territorio pugliese, e in particolare quello Dauno, sia ricco di menti eccellenti. Non molto tempo fa Stato Quotidiano ha incontrato anche il giovane sviluppatore sipontino Vincenzo Colucci, che ha deciso di portare avanti il suo lavora nella sua terra d’origine.
Un territorio che non ha nulla da invidiare, con menti giovani, fresche, eccelse che non hanno nulla da invidiare.

A cura di Raffaele Salvemini – raffaele.salvemini@live.it

Manfredonia, Michele Ardò: “Com’è nata a 12 anni la mia passione per le App” ultima modifica: 2015-10-30T15:42:59+00:00 da Redazione



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