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L’indagine si base su 16 parametri divisi nelle macroaree: aria, acqua, rifiuti, energie rinnovabili, mobilità e ambiente urbano

“Performance ambientali”, Foggia 70^ Brindisi penultima

Sul fronte delle energie rinnovabili, ovvero la diffusione del solare termico e fotovoltaico installato sugli edifici pubblici, fra i capoluoghi pugliesi si distingue Bari con 4,93 kW ogni mille abitanti


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C’è un’Italia delle città che ha già cambiato passo, che gestisce il ciclo dei rifiuti come e meglio di tante altre realtà europee, che ha cambiato stili di mobilità, trovando la formula giusta per depurare gli scarichi, contenere i consumi idrici e lo sperpero d’acqua potabile, che investe sulle rinnovabili, che ha significative esperienze di rigenerazione e di rifunzionalizzazione degli spazi pubblici. L’esempio arriva in primis da Mantova (1°), Trento (2°), Bolzano (3°), Parma (4°), Pordenone (5°) e Belluno (6°), che guidano la classifica di Ecosistema Urbano 2017, dimostrando di essere città dinamiche e di credere fortemente nel cambiamento.

Questa smartness, ossia questa capacità di alcuni capoluoghi di proiettarsi verso un nuovo modello urbano – più sano, più vivibile, più accessibile, più efficiente, più moderno – emerge nitidamente dall’insieme dei dati di Ecosistema Urbano 2017 di Legambiente, l’annuale rapporto sulle performance ambientali delle città capoluogo, realizzato con il contributo scientifico dell’Istituto di Ricerche Ambiente Italia e la collaborazione editoriale de Il Sole 24 Ore, presentato oggi a Milano.

L’indagine si base su 16 parametri divisi nelle macroaree: aria, acqua, rifiuti, energie rinnovabili, mobilità e ambiente urbano.

Nella classifica generale di Ecosistema Urbano, Foggia si colloca al 70° posto, Taranto al 71°, Bari al 75°, Lecce al 77° mentre Brindisi è penultima al 103°. Invece, i dati delle città capoluogo della provincia di Bat non sono stati presi in considerazione perché incompleti e in alcuni casi non pervenuti.

«Anche nella XXIV edizione di Ecosistema Urbano – dichiara Francesco Tarantini, presidente di Legambiente Puglia – emerge un quadro sostanzialmente statico nelle performance ambientali delle città capoluogo pugliesi, che arrancano e faticano a rinnovarsi in chiave sostenibile, puntando solo ad interventi puntuali per cercare di migliorare la qualità urbana. Nelle città si gioca una partita importante, è qui che passa la sfida dell’innovazione e della sostenibilità ambientale, della coesione sociale e dell’integrazione, della rigenerazione urbana e una parte della lotta ai cambiamenti climatici. Per questo è importante che siano replicate quelle esperienze virtuose, ben sintetizzate in Ecosistema Urbano 2017, capaci di coinvolgere i cittadini con scelte coraggiose, idee civili e civiche di sviluppo ed evoluzione urbana ».

Scendendo nel dettaglio, dall’esame dei tre indicatori sulla qualità dell’aria (Biossido di Azoto, PM10 e Ozono) la situazione rimane stabile a Foggia, mentre è in miglioramento a Bari.

Il dato sulla dispersione dell’acqua dalla rete, ovvero la differenza tra l’acqua immessa e l’acqua consumata per usi civili, industriali e agricoli, conferma un panorama molto variegato: si passa dalla migliore performance di Foggia, anche quest’anno tra le sei città virtuose nella classifica nazionale , con l’11,2%, alla peggiore di Bari, con il 51,3%. Nel mezzo, Brindisi, Lecce e Taranto rispettivamente con il26,4%, il 47,6% e il44,3%. Da segnalare, però, il significativo peggioramento di Lecce, il cui dato di dispersione idrica aumenta del 20,4%. Per ciò che riguarda, invece, il consumo idrico domestico, è alto a Lecce con 151,9 litri pro-capite mentre è il più basso a Foggia con 119,8 litri, in linea con i dati dello scorso anno.

Non diminuisce la produzione annuale pro capite di rifiuti urbani: anche quest’anno è Foggia il capoluogo che ne produce di meno, con 471 kg per abitante, con un dato comunque in aumento dell’8,5%; solo a Lecce diminuisce sensibilmente, passando da 609,9 kg a 516 kg per abitante all’anno (-15,4%). In miglioramento, invece, la raccolta differenziata in quasi tutti i capoluoghi, che però restano lontani dagli obiettivi di legge: Lecce passa dal 17% al 37% (+116,3%), Foggia dal 9% al 18% (+95,9%) e Bari dal 30% al 37% (+24%), mentre Taranto è fanalino di coda con il 16%.

Nel trasporto pubblico, si segnalano il miglioramento di Bari, dove il numero dei passeggeri trasportati annualmente per abitante aumenta del 20,8% (passando da 56 a 67), e il peggioramento di Foggia, dove i passeggeri scendono da 26 a 20 (-21,9%). Mentre sul tasso di motorizzazione, ossia il numero delle auto circolanti ogni cento abitanti, le migliori sono Bari e Taranto, mentre la peggiore è Lecce. Rispetto all’indice che misura il tasso di mortalità per incidenti stradali ogni mille abitanti, la migliore città pugliese è Taranto.

Per quanto riguarda le isole pedonali, la situazione è invariata, con Bari che si piazza in vetta ai capoluoghi pugliesi. In merito all’ indice di ciclabilità, che misura i metri equivalenti di piste ciclabili ogni cento abitanti, è Lecce la migliore con 15,6 m_eq/100 abitanti, mentre Bari registra un aumento del 41,7%.

Sul fronte delle energie rinnovabili, ovvero la diffusione del solare termico e fotovoltaico installato sugli edifici pubblici, fra i capoluoghi pugliesi si distingue Bari con 4,93 kW ogni mille abitanti.

L’ultimo parametro riguarda il numero di alberi esistenti in aree di proprietà pubblica ogni cento abitanti . Questo indicatore serve per tracciare un bilancio a quattro anni di distanza dall’approvazione della legge nazionale n.10/2013 sullo sviluppo degli spazi verdi urbani, che nella nostra regione continuano a scarseggiare: si va dai 10,35 alberi/100ab. di Taranto ai 18,95 di Lecce.

“Performance ambientali”, Foggia 70^ Brindisi penultima ultima modifica: 2017-10-30T14:50:01+00:00 da Redazione



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