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A cura di Antonio Del Vecchio

Due cani trovati morti, forse avvelenati, nel borgo antico di Rignano

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Rignano Garganico. Il paese si sta imbarbarendo sempre di più, forse per via della solitudine ingigantita dallo spopolamento e dal silenzio che regna sovrano, specie nel centro storico, dove ormai ci vivono in pochi. Ed è proprio qui che ieri mattina sono stati rinvenuti due cani morti, con ogni probabilità a seguito di avvelenamento . A segnalare con stizza il caso su face book è stata ieri mattina un’animalista doc, che da anni si occupa di questi temi assieme agli amici dell’Associazione “Arca di Noè”, diretta dall’instancabile Antonietta Torelli, attiva nella vicina San Marco in Lamis. Si tratta di Viviana Saponiere, giovane laureata in giurisprudenza, dinamica consigliere comunale, nonché coordinatrice locale e dirigente del partito di Berlusconi a livello provinciale. Lo ha fatto con un significativo “post”, condiviso in vari modi e maniera dai lettori-navigatori del Web.

Ecco lo script “Questa mattina, in area centro storico di Rignano Garganico, sono stati rinvenuti due cani morti per avvelenamento. Ora, mi chiedo, in questo paese dov’è il senso di civiltà, dov’è il buon senso, dov’è l’educazione. Sono delusa e amareggiata perché sempre con maggior frequenza assistiamo a questi atti criminosi verso i poveri animali. Fermo restando la punizione divina di cui dovrebbero essere destinati questi immondi individui, il fenomeno in questione, e’ stato denunciato alla procura della repubblica. Invito chiunque sappia qualcosa a riferirlo alle forze dell’ordine locali“.

Si percorrono diverse piste. Non tutti pensano che gli autori possano essere del posto, essendo il paese per natura estremamente pacifico ed osservante dei principi morali e della legalità. Casi eclatanti, invece, sarebbero accaduti nel corso degli ultimi tempi nei centri e località viciniori, come per esempio nei pressi della Cappelluccia di Stignano o alla Difesa di San Matteo. Da notare, invece, manifesti segni di bullismo, come nel caso dello “scorticamento” del tronco di un albero nella centralissima e frequentata Piazza di San Rocco. Pianta, quest’ultima, che rischia da un momento all’altro di morire di “secchezza” , similmente agli ulivi colpiti da Xylella. Sempre nell’ambito del danneggiamento alle ‘pubbliche cose’, da non dimenticare quanto accaduto nell’estate scorsa alla “Croce”, luogo simbolo del paese, al pari della Torre baronale, con la manomissione della base lapidea dove si erge il monumento, dovuta secondo altri ad un fulmine. Comunque sia, la “rovina” sta ancora lì in vista, pronta per essere esaminata a fondo e semmai per essere immediatamente riparata a regola d’arte .



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