Manfredonia
A cura di Pino Delle Noci

Riforma costituzionale sui costi della politica – Riflessione n.7

Se si voleva veramente "contenere i costi di funzionamento delle istituzioni", si doveva fare ben altro

Di:

Manfredonia. In data 24 ottobre 2014, il Ministero dell’Economia e finanza ha inoltrato una richiesta al Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato per sapere quando si risparmia con l’abolizione del Senato del CNEL con la riforma costituzionale.

In data 28 ottobre 2014, la Ragioneria dello Stato risponde: “… l’art. 2 modifica l’articolo 57 della Costituzione prevedendo, tra l’altro, la riduzione del numero dei componenti del Senato… La minore spesa conseguente a dette disposizione è stimabile in circa 49 milioni… Con riguardo, infine, alla prevista soppressione del Consiglio Nazionale dell’economia e del lavoro (CNEL)… si fa presente che essa produrrebbe rispari ulteriori pari a 8,7 milioni di euro, rispetto a quelli già previsti ed indicati nella relazione tecnica del disegno di legge di stabilità 2015 (art. 25 comma 2) pari ad euro 10.019.227 annui.”

Quindi il risparmio, con la modifica costituzionale targata Renzi-Boschi-P2-P3-P4, è di 8,7 milioni di Euro con l’abolizione del CNEL e di 49 milioni di euro con l’abolizione del Senato. Totale : 57,7 milioni di Euro.

Questo dimostra come l’artifizio messo in piedi, con la riforma costituzionale, non mira a “ridurre” ma al “contenimento” dei costi della politica. Quindi la riforma non elimina gli sprechi e i privilegi che Rezzi va propagandando ma concentra il potere nelle sue mani con l’appoggio di lobby, banchieri e bancarottieri. Per abolire il CNEL e risparmiare 8,7 milioni di euro era sufficente portare la questione in parlamento, così come fecero i suoi compari con il “fiscal compact”; strumento che ha consentito di concentrare la ricchezza nelle mani di pochi, impoverendo l’Italia e gli italiani. Allora non si sentì il bisogno di un referendum.

Se si voleva veramente “contenere i costi di funzionamento delle istituzioni”, si doveva fare ben altro. Mettere mano alla Costituzione, per ridurre la spesa pubblica, è l’aspirazione della stragrande maggioranza degli italiani. Allora, cosa chiedono gli Italiani alle istituzioni? Chiedono il lavoro e sono disposti a fare i sacrifici; chiedono che i sacrifici li facciano tutti ed in egual misure; chiedono una gestione oculata della spesa pubblica; chiedono di mandare in galera corrotti e corruttori e l’allontanamento di questi dalla gestione della cosa pubblica; chiedono che
per i danni all’erario venga abolita ogni forma di prescrizione. Chi froda la comunità provoca un danno che grava anche sulle future generazioni.

Per fare questo non è necessario demolire e/o rendere incomprensibile la Costituzione italiana attraverso macchiazioni truffaldine. Bastano piccoli aggiustamenti, comprensibili a tutti e che consentono di mantenere i livelli di partecipazione democratica nel rispetto della volontà dei padri costituenti.
Visto che l’Italia versa in condizioni di disastro finanziario, con un debito pubblico in continua ascesa, chi dovrebbe cominciare a fare i sacrifici?
Un padre che si da alla carpula dovrebbe rinunciare ai suoi vizi prima di pretendere sacrifici dai propri figli.

Allora cosa fare?
Lasciando le funzioni parlamentari sancite dalla Costituzione si potrebbe dimezzare il numero dei deputati e dei senatori. Questo sì che sarebbe un bel risparmio. L’Italia ne ha 945; la Germania 700; la Spagna 616.

Portare la Camera a 315 deputati e il Senato a 150 senatori, risolverebbe 2 problemi: Si alzerebbe la percentuale dei voti per l’accesso al parlamento e si avrebbe un risparmio di gran lunga superiore ai 49 milioni della riforma Renzi-Boschi-P2-P3-P4. In questo caso avrebbe senso un referendum qualora non si raggiungesse l’unanimità parlamentare. Purtroppo questi signori non vogliono rinunciare al mantenimento degli apparati che consentono il mantenimento della gestione del potere. Renzi e gli addotrinati del Si continuano a sostenere che l’abolizione del Senato accelererebbero le procedure del varo delle leggi. Renzi si smentisce clamorosamente. Per eliminare i diritti ai lavoratori con lo strumento del “job act” la procedura è stata più “veloce della luce”. Questo non è il solo povvedimento che ha subito un iter velocissimo nel parlamento Italiano.

Con la riflessione n.7 viene presentato solo un assaggio di quello che si potrebbe risparmiare, anche senza la modifica della Costituzione, agendo sui tantissimi privilegi e sprechi che alimentano la spesa pubbilca italiana. Con la prossima riflessione n.8 si cerchera di elencare alcuni dei tanti privilegi di cui gli italiani sono all’oscuro. Il No sì che darebbe ad altri l’opportunità di tagliare i privilegi di Renzi e compari, non a caso, in questi ultimi giorni di campagna referendaria è partito un violento attacco alla libertà di voto dei cittadini Italiani. Renzi, attraverso i canali d’informazione pagati dai contribuenti ma al servizio di lobby e banche, sta adottando un vergognoso mettodo ricattatorio, minacciando la chiusura di 8 banche. Renzi piuttosto che varare una legge utile ai risparmiatori, mandando in galera i bancarottieri ed espropriandoli delle ricchezze accumulate, persevera nel divulgare notizie false ed intimidatorie nei confronti degli elettori risparmiatori.

Col Sì cedi al ricatto. Col NO chiedi il Riscatto.

(A cura di Pino Delle Noci, Manfredonia 30.11.2016)



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Commenti


  • CHI AMA MANFREDONIA E L'ITALIA VOTA NNNNNOOOOOOOOOO!

    E’ solo demagogia del pallonista Renzi ma di quali risparmi parla il Mr.Bean di palazzo chigi? Sta promettendo mari e cieli a tutto l’italia sta portando l’Italia sui fondali degli abissi e nessuno lo fa presente! Dopo il 4 verrà sicuramente la troick perchè sta truccando i conti pubblici mancano 6 miliardi alla manovra!
    ATTENZIONE STA PRENDENDO LETTERALMENTE IN GIRO I PENSIONATI E QUESTA E’ DAVVERO INQUIETANTE VA DICENDO IN GIRO CHE AUMENTERA’ DI 30 A 5O EURO LE PENSIONI…UDITE NON DICE MAI SE L’AUMENTO E MENSILE O A ANNUO! MOLTI VECCHIETTI SONO CONVINTI CHE AVRANNO 50 EURO IN PIU’ AL MESE DA GENNAIO! INFORMATELI CHE NON E’ VERO, IL CIALTRONE NON DICE DOVE DOVRA’ TROVARE UN ALTRO MILIARDO PER I DANNI DELL’ALLUVIONI A NORD! NEL 2017 ARRIVERANNO CERTE MAZZATE DI TASSE CHE QUELLE PRECEDENTI SARANNO RITENUTE SURPLEFUE.
    UNA RIFORMA STUDIATA PER TENERE ANCORA IL PD AL POTERE ANCHE IN NUOVO SENATO E STATO STUDIATO PER COLLOLARE QUASI TUTTO IL PD VISTO CHE QUASI TUTTE LE REGIONI SONO RETTE DAL PD!
    E’ UNA FARSA SCHIFOSA COME QUELLA DI MANFREDONIA!
    NO PER PURGARE CHI VUOLE MANOMETTERE LA COSTITUZIONE PER FARE I PORCI COMODI SUOI, NO PER PURGARE IL PD PARTITO INCAPACE
    E CON NUMEROSI POLITIDI PREGIUDICATI, CONDANNATI, INQUISITI.. NO PER PURGARE I POLITICI SIPONTINI DEL PD! NO PER EVITARE AL MINISTRO CALENDA DI EMETTERE LA SENTENZA DI MORTE DI MANFREDONIA.
    CHI AMA MANFREDONIA E L’ITALIA E SI PREOCCUPA ANCHE DEL FUTURO DEI FIGLI VOTA NO!!!


  • Zuzzurellone Sipontino

    Dice bene sign. Delle Noci, i senatori passano da 315 a 100, riduzione dei due terzi, ma per ridurre veramente i costi andrebbero licenziati i 2/3 dei dipendenti del senato che pesano udite udite per il 95% circa delle spese. Ma quale bufala della riduzione dei costi. I veri costi sono nella burocrazia. Anche i dipendenti del CNEL verranno trasferiti. E poi i nuovi senatori avranno bisogno di uno staf, assorbendo anche i compiti del CNEL. Vogliamo scommettere con altre assunzioni? Quanti sono i dirigenti della pubblica amministrazione che di stpendio , non come gli onorevoli totale indennità, percepiscono almeno o più, 150.000,00 euro per ogni parlamentare?
    Ph nu si th! impicc
    e ph nu NO th! SPICC!
    No al bombolone, No il 4 dicembre.


  • CHI VOTA SI DONA UN SORRISO ALLA Q8/ENERGAS E SIMPATIZZANTI

    E’ UNA PLATEALE PRESA PER I FONDELLI.


  • Ugo

    Delle Noci ” a tin a chepa fresch ! “.


  • Teresa

    Se vince il no a Manfredonia scomparirà la disoccupazione.

    Votate no


  • Ciro

    Per il corso ho sentito che se vince il no il sindaco si dimette fosse la volta buona?

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