Manfredonia
"(...) queste decisioni sono davvero un monito per la nazione guidata dal presidente Putin o rappresentano solo un clamoroso autogol?"

ENI-gma italiano: vivere o sopravvivere?

Questa Europa e questa Italia sono da troppo tempo impegnare più a preservare ciò che hanno conquistato nei secoli, piuttosto che a porre le basi per costruire un futuro prospero e luminoso

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Manfredonia – Nel giugno 2007, Eni e Gazprom (primarie aziende energetiche, rispettivamente di Italia e Russia) siglarono un accordo per la realizzazione di un gasdotto – denominato South Stream – al fine, da un lato, di sviluppare progetti di ricerca ed estrazione di idrocarburi in Siberia e, dall’altro, di entrare nel mercato energetico europeo come distributore e venditore di gas naturale. Frutto dei buoni rapporti, allora intercorrenti tra le due nazioni, South Stream avrebbe permesso la connessione diretta tra paese produttore (Russia) e tutti i paesi consumatori dell’Unione Europea (Italia in primis).

Ieri – notizia che siamo certi non sarà ritenuta di particolare “interesse” da gran parte dell’opinione pubblica italiana – è stata ufficializzata la cessione da parte di Eni della propria partecipazione del 20% in questo progetto. Ad onor del vero, Gazprom (proprietaria del 50% di South Stream) starebbe ricomprando anche le residue quote dagli altri partner.

Chi ci perde? La risposta – a chi scrive – pare al quanto banale: ci perdiamo noi europei (italiani, prima di tutti). Secondo le informazioni ufficiali, South Stream non avrebbe soddisfatto le condizioni di finanziamento ed i permessi richiesti dalla Commissione europea; tuttavia, non crediamo di allontanarci molto dalla realtà affermando che il vero nocciolo della questione siano le tensioni tra Europa e Russia a seguito delle sanzioni disposte dalla prima nei confronti della seconda a causa degli scontri in Ucraina.

L’obiettivo di questo articolo non è entrare nel merito delle decisioni prese dall’Europa a discapito della Russia, bensì di porci un interrogativo: queste decisioni sono davvero un monito per la nazione guidata dal presidente Putin o rappresentano solo un clamoroso autogol?

“Casualmente” in questi giorni si sente un gran parlare di “riduzione delle bollette” di gas, luce, etc. Il vero problema è ciò che avverrà domani, quando i prezzi delle materie prime energetiche – ovvero la ragione per la quale le prossime bollette saranno meno care – torneranno a salire e l’Europa sarà chiamata a rispondere per le scelte fatte in passato. Cosa ne pensano i politici europei? Cosa quelli italiani? L’impressione è che molti siano “distratti” o, peggio, che preferiscano scansare il problema, scaricando su altri l’onere delle decisioni.

Questa Europa e questa Italia sono da troppo tempo impegnare più a preservare ciò che hanno conquistato nei secoli, piuttosto che a porre le basi per costruire un futuro prospero e luminoso.

Esistono tanti modi per VIVERE, il “sopravvivere” non è uno di questi.

(A cura di Leonardo Taronna => www.twitter.com/TaronnaL
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ENI-gma italiano: vivere o sopravvivere? ultima modifica: 2014-12-30T18:46:52+00:00 da Leonardo Taronna



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