Politica
Riorganizzare il servizio di emergenza urgenza, fornendo opzioni alternative al ricovero ospedaliero e prevedendo la ridistribuzione dei mezzi di soccorso

M5s, presentata pdl riorganizzazione Rete emergenza urgenza

Riportando i dati dello studio effettuato dall’istituto superiore Sant’Anna, i pentastellati hanno evidenziato come “solo nel 2015 siano stati registrati 1 milione e 200mila accessi ai servizi di Pronto soccorso"

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Bari. Riorganizzare il servizio di emergenza urgenza, fornendo opzioni alternative al ricovero ospedaliero e prevedendo la ridistribuzione dei mezzi di soccorso, la definizione del fabbisogno delle postazioni territoriali, la conversione dei punti di primo intervento in postazioni medicalizzate e l’integrazione funzionale tra il personale operante nel servizio 118 e quello del Pronto soccorso. Questa in sintesi la proposta elaborata dal Movimento 5 stelle e presentata questa mattina in conferenza stampa dai consiglieri Marco Galante, Mario Conca, Antonella Laricchia, Rosa Barone e Gianluca Bozzetti. All’incontro è intervenuto anche il segretario regionale del Sindacato Nazionale Autonomo Medici Italiani (SNAMI).

Secondo i consiglieri Mario Conca e Marco Galante “i servizi di emergenza-urgenza sanitaria sono sottoposti, da anni, ad un continuo aumento della richiesta di prestazioni da parte dei cittadini e le attese in termini di qualità delle prestazioni erogate sono di pari passo cresciute. Si rende necessario pertanto un nuovo sistema che risponda in modo efficace e sicuro alle esigenze dei pugliesi”. Come riportato nella relazione introduttiva alla proposta, l’organizzazione del sistema di emergenza territoriale si articola nella fase di allarme e nella fase di risposta gestita dai dipartimenti di emergenza aziendali. La gestione della fase di allarme è affidata alle centrali operative del 118, che nella proposta si riducono da 5 a 3. La riconversione dei punti di primo intervento in postazioni mobili del servizio è affiancata dall’implementazione dei mezzi di soccorso sul territorio regionale al fine di garantire comunque una risposta efficiente ma graduata per complessità clinica. L’adozione di questo modello organizzativo consentirebbe – secondo le stime dei pentastellati – di liberare 490 medici e 336 infermieri, da destinare alle attività assistenziali dei DEA (15 medici e 10 infermieri per ospedale attivo) e all’attivazione delle attività di breve osservazione. Per quanto riguarda il personale medico, viene prevista l’attivazione delle procedure per il transito alla dipendenza nel ruolo della Dirigenza Medica del personale convenzionato a tempo indeterminato per il SEUS 118.

Riportando i dati dello studio effettuato dall’istituto superiore Sant’Anna, i pentastellati hanno evidenziato come “solo nel 2015 siano stati registrati 1 milione e 200mila accessi ai servizi di Pronto soccorso, dei quali solo lo 0,8% per le prestazioni in codice rosso. Numeri che collocano la Puglia agli ultimi posti per quanto riguarda il tasso di ospedalizzazione, e che sono la spia di un sistema territoriale che non funziona. La Puglia è dotata inoltre di un numero di postazioni territoriali 118 molto inferiore alla media nazionale con una bassissima percentuale di ambulanze per il soccorso di base e una preponderante presenza di mezzi medicalizzati”. “L’iniziativa – ha concluso Conca – rappresenta un primo passo verso la riforma dell’emergenza-urgenza, che una volta a regime dovrebbe consentire un risparmio di 150 milioni di euro, e a cui seguirà a breve la proposta riforma del numero unico per le emergenze che ci auguriamo possa essere condivisa anche dalla maggioranza”.

Redazione Stato Quotidiano.it



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