Manfredonia
"Una società ha acquisito anni fa alcuni beni presenti nell'area"

Manfredonia, “Via Palatella: quando Ninnella era viva non c’era tutto questo degrado”

"Il sacrificio che si proponeva al Comune non sarebbe stato indennizzato adeguatamente dall'intervento dei privati"

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Manfredonia. “SE da un punto di vista della sicurezza non dovrebbero esserci problemi, se pensiamo all’armonia del tessuto urbano la parola più consona da utilizzare è: indecoroso“. Manfredonia, Via Gaetano Palatella, fine maggio 2016: una situazione di degrado, abbandono, incuria e distanza tra tutela dei beni storici cittadini – vivibilità dei residenti e sviluppo dell’imprenditoria locale trova la sua sintesi nell’attuale fatiscenza dei fabbricati presenti all’esterno delle mura. All’interno: una fitta vegetazione rappresenta il “giardino” che copre ogni rifiuto e appare quotidianamente alla vista dei residenti.

La storia. Da raccolta dati, (fonte “Le mure medievali di Manfredonia. Uno scempio senza fine” di A.Del Vecchio), ”dopo le guerre mondiali in Via Palatella e Via delle Antiche mura buona parte delle mura venne “nascosta” da una serie di casupole a un solo piano e tra gli anni 1968-1973 (legge “ponte”) si permise di costruire palazzi fino a sette piani in pieno Centro Storico consentendo di abbattere importanti edifici e interessanti palazzi medievali, settecenteschi e ottocenteschi come quelli situati in piazza del Popolo, corso Manfredi, corso Roma, via Tribuna, in piazza Marconi, Via delle Antiche mura”.

La messa in sicurezza di tratti della cinta muraria. Si ricorda che con deliberazione di G.C. n.46/2003 era stato approvato il progetto preliminare per la salvaguardia di tutte le torri e i tratti della cinta muraria di Manfredonia, con relativa richiesta di parere alla Soprintendenza per le province di Bari e Foggia. Dunque l’attesa e l’invio di due solleciti: il primo nel maggio 2005, il secondo nel maggio 2010. L’intervento è stato inserito nel Programma triennale delle Opere Pubbliche del Comune 2011/2013-annualità 2012 , per l’importo di 413.166,00 euro.

A fine 2011, per i torrioni San Francesco e dell’Astrologo, era partito l’iter per il trasferimento dei beni dai privati al Comune.

Una società acquista i beni da una signora di Manfredonia. Da raccolta dati, relativamente a Via Palatella, una società ha acquistato i beni presenti nell’area – siti al pian terreno – presentando, tra il 2006 e il 2008, una richiesta di sopraelevazione degli immobili in deroga al Piano regolatore del Comune. Ad oggi i beni in questione risulterebbero di proprietà – a livello catastale – della Edilma srl di Manfredonia. Da fonti camerali (ad oggi 01.06.2016,ndr) “la Edilma srl si è costituita il 21.05.2015, data iscrizione al Registro Imprese il 24.05.2005. Capitale sociale: 10.000 euro. Amministratore unico: Antonio Zambino. Socio unico dal 13.12.2012: Monte Paschi Fiduciaria Spa. Stato attività: inattiva”.

Il Piano regolatore generale è stato adottato dal Comune con delibera del Commissario ad “acta” n.128 del 16.07.1992, approvato con delibera di Giunta Regionale n. 3764 dell’8 agosto 1996 , con stesura definita nel maggio 1998. Il P.R.G. ’91 ha previsto una variante al perimetro del Centro Storico (C.S.) lato mare. Attualmente nella zona “A” è in fase di avanzata esecuzione il ”Piano di Recupero” di tutto il centro antico.

Il sacrificio che si proponeva al Comune non sarebbe stato indennizzato adeguatamente dall’intervento dei privati“. Da raccolta dati, fonte Ufficio Tecnico del Comune di Manfredonia, la richiesta dei privati (la sopraelevazione dei fabbricati) che avevano acquisito i beni è risultata incompatibile con la tutela del patrimonio storico cittadino. Gli stessi privati – previa autorizzazione all’intervento edile – avrebbero proposto al tempo di provvedere a proprie spese alla realizzazione di un foro attraverso la “cortina” dei fabbricati presenti nell’area per consentire la visione ai cittadini all’interno della mura. Ma il Comune ritenne che “il sacrificio che si proponeva all’Ente non sarebbe stato indennizzato adeguatamente dall’intervento dei privati“. Fine delle trasmissioni (per i privati). Dopo la redazione di un’istruttoria a cura dell’ufficio tecnico si stabilì di non intraprendere l’iter relativamente alla richiesta dei proprietari dei beni. Tutto dunque si arenò. Da allora non risulterebbero nuove proposte – presentate durante la Giunta Riccardi – per la realizzazione di interventi nell’area di Via Palatella.

Una cartina della "Manfredonia antica". Fra i fondi stanziati nel piano triennale delle OO.PP. il "Recupero e restauro Torrioni dell'antica Città" per 412.500 euro (ST)

Una cartina della “Manfredonia antica”. Fra i fondi stanziati nel piano triennale delle OO.PP. il “Recupero e restauro Torrioni dell’antica Città” per 412.500 euro (ST)

Con il tempo le diverse Amministrazioni (Campo e Riccardi) avrebbero provveduto ad emanare ordinanze per la sicurezza e la pubblica incolumità dei cittadini. A riguardo, si sarebbe intervenuti “rimuovendo parti di intonaco, chiudendo l’accesso per introduzioni abusive all’interno degli immobili siti al pian terreno.”

Ma la situazione di degrado persiste.

Il ricorso alla perequazione. Una possibile rivalutazione dell’area di via Palatella sembra correlata all’adozione del Piano di Recupero del Centro Storico (P.R.C.S.), prevista entro fine 2016, con approvazione che – al netto delle osservazioni e di qualsivoglia ricorso – potrebbe arrivare entro il 2017. Ma sono ipotesi. Di adozioni e approvazioni in tal senso se ne sarebbe parlato già nel 2010. Si ricorda come lo strumento urbanistico del P.R.C.S. “si inquadra nell’ambito del Piano Regolatore Generale vigente, che individua e delimita il centro storico subordinando gli interventi sugli edifici in esso esistenti alla preventiva formazione e vigenza di un piano esecutivo per il recupero del patrimonio edilizio“.

Come da P.R.G. ’91 “Nel centro storico – zona A – “In assenza di strumento urbanistico preventivo (Piano di Recupero) si potranno autorizzare le sole opere edilizie di cui alle lett. a), b), c) dell’art. 31 della L. n° 457/78” e “Sono consentiti: il restauro conservativo degli edifici, dopo accurati controlli sugli interventi proposti; il consolidamento statico e le opere di bonifica igienica e distributiva dei fabbricati, se quest’ultima non stravolge completamente la tipologia originaria“.

Quali dunque le possibili soluzioni per un recupero e contestuale valorizzazione dell’area di via Gaetano Palatella? Da raccolta dati, tralasciando l’ipotesi di un gravoso (a carico della PA e dunque dei cittadini) esproprio dei beni e dell’area da parte del Comune, con successiva demolizione dei beni e nuove edificazioni, la regola della perequazione volumetrica – come consentito dalla legge urbanistica regionale – consentirebbe una cessione dei beni di via Palatella dai privati al Comune con contestuale cessione di volumetria (ai privati) per consentire futuri interventi edili. Cessione che al momento potrebbe interessare l’area dei nuovi Comparti edificatori. “Impossibile paragonare le due aree – dice una fonte – una cosa è parlare dell’area dei Comparti, un’altra realizzare delle palazzine in pieno centro storico. Un legame che non regge in termini di appetibilità urbanistica“.

“La perequazione rappresenta una regola importante in previsione di un recupero di quell’area – dice a Stato Quotidiano l’avvocato Francesco La Torre, già vice-sindaco e assessore comunale – in quota PD – nella Giunta Campo e successivamente capogruppo consiliare del Partito Democratico nella prima Giunta Riccardi – ma è fondamentale che già nel corso dell’elaborazione del Piano di Recupero del Centro Storico si faccia riferimento allo strumento della democrazia partecipata, per consentire una visione delle osservazioni al Piano pre – adozione e non post, con successivi ricorsi e ritardi per l’approvazione del documento finale”.

“Per adesso vediamo solo il degrado – dicono oggi dei cittadini a Stato Quotidiano – fino a quando era viva la signora che ha ceduto i beni almeno c’era pulizia e decoro”.

Attesa dunque per le future adozioni.

(A cura di Giuseppe de Filippo g.defilippo@statoquotidiano.it)

Allegati
regolamento_edilizio_ PRG
norme_attuazione_ PRG_art 8 centro storico
norme_attuazione_ PRG
00_RELAZIONE – Piano recupero centro storico

FOTOGALLERY ANTONIO TROIANO

(A cura di Giuseppe de Filippo g.defilippo@statoquotidiano.it – Riproduzione riservata)



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Commenti


  • svolta

    La storia si concluderà con l’indifferibilità di azioni di bonifica sotto molti punti di vista, igienici, di sicurezza pubblica, antincendio….ecc. ecc..
    Difronte a tali esigenze il comune concederà le autorizzazioni ad edificare e tutti….. saranno felici e contenti.
    Domanda se sussistono queste esigenze, perchè il comune non emette una ordinanza per la messa in sicurezza dell’area/immobili in questione.
    Si aspetta che si verifichi l’imponderabile.

  • non sarebbe meglio demolirli e farci una piazza? Visto che si parla di riqualificazione del centro storico.


  • maria

    L’area è divenuta la loro, tra poco modificheranno il vincolo e verranno costruite le loro abitazioni……..


  • Belle parole

    L’attuale proprietario è un politico locale (dati non confermabili, proprietà di una srl,ndr) che – bocciato il progetto di sopraelevazione – sta aspettando che crollino così da avere via libera alla nuova costruzione? Chiedetevi come mai il Comune non ha ancora emesso un’ordinanza di messa in sicurezza (in verità dall’ufficio tecnico è stato riferito il contrario,ndr). Sui cornicioni pericolanti arrivano immediatamente i vigili. In via Palatella forse ci andranno quando qualcuno resterà sotto.


  • ciccillo

    Il sindaco é anche assessore all’urbanistica..per fare questi risultati meglio di chiunque altro?!


  • Belle parole

    Non ci vuole molto a sapere a chi fa capo la srl (nota mia). Se l’ufficio tecnico ha rmesso provvedimenti come mai non si sono attuati? (Nota mia)

    (buona sera, noi le riportiamo le notizie apprese, in attesa di aggiornamenti; grazie, a disposizione, ndr)


  • Lettore

    Chi è o chi sono i proprietari di quei immobili? Detto ciò perchè non si guarda anche all’osceno vergoscosto stato dei viali di Manfredonia! A causa dei rami delle palme (rischio accecamento) per via dei rami delle palme sia sul lungomare del sole nei pressi del villaggio dei pescatori e del lungomare di Monticchio! Un degrado e un incuri mai viste sul verde di Manfredonia! A proposito di degrado vergognoso spaventosamente vergognoso unico caso nel mondo esplorato: cannetti e paludi in pieno centro!


  • Lettore

    Si parla di immobili ubicati in una cittadina dello Stato Italiano o di immobili vincolati a “segreto di Stato”? Che cosa è una base della Spectre? Chi è o chi sono i proprietari?


  • CHE TRISTEZZA

    Che tristezza vedere dall’alto una città deturpata dall’ignoranza e dall’ingordigia dell’uomo.
    Ma se non c’è rispetto tra gli uomini figuriamoci il rispetto degli uomini per le cose.
    Se solo ci fosse stata un po di cultura in questa città!!!


  • Belzebù

    Chissà dallo sblocco dei lavori potrebbero arrivare energie fresche per il calcio..

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