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C'è un luogo, sperduto nello spazio e sospeso nel tempo, in cui preistoria e futuro si incontrano

Apricena, dove passato e futuro si incontrano

Nella cava di franco Dell'Erba, in località Pirro Nord, durante i lavori di estrazione della pietra, è stata rilevata un'abbondante presenza di fossili in un reticolo carsico di più di 100 specie diverse


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C’è un luogo, sperduto nello spazio e sospeso nel tempo, in cui preistoria e futuro si incontrano: è Apricena, comune di 13.000 anime situato tra il Tavoliere delle Puglie e il Gargano, uno di quei luoghi incontaminati che sembrano rimasti ancorati ad un passato lontano, come testimoniano fossili e tracce di Paleolitico e Neolitico.

Qui la tradizione rivive anche nelle ricette contadine e nella festa patronale della Madonna dell’Incoronata.

http://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2017/05/30/apricena-dove-passato-e-futuro-si-incontrano_57c0d602-ec6d-4d7d-9add-a07d9a5e90bc.html

(WIKIPEDIA). Apricena (La Prucìne in dialetto locale) è un comune italiano di 13.411 abitanti della provincia di Foggia in Puglia. Fa parte del Parco Nazionale del Gargano ed è noto per la presenza di cave della cosiddetta pietra di Apricena.

Il comune è situato tra il Tavoliere delle Puglie e il Gargano, a 42 km di distanza dal capoluogo. Il territorio è pianeggiante.

Dal punto di vista legislativo il comune di Apricena ricade nella fascia climatica D in quanto i gradi giorno della città sono 1.401, dunque limite massimo consentito per l’accensione dei riscaldamenti è di 10 ore giornaliere dal 15 novembre al 31 marzo.

Origini del nome

Cena di Cinghiale|Motto della Città di Apricena tratto dall’epigrafe della lapide, risalente al XIII secolo, incastonata nella Torre dell’Orologio, che al primo rigo riporta la frase “Cena dat et aper nomen tibi Apricina”, con riferimento alla leggenda che fa risalire la fondazione della città per volere di Federico II di Svevia: si narra infatti che l’imperatore Federico II ivi decise di far intavolare un ricco banchetto a base di carne di un enorme cinghiale da lui cacciato nei boschi circostanti e far erigere nello stesso luogo una sua residenza.

Nel centro abitato si conservano alcuni interessanti monumenti: il Palazzo baronale o Torriolo, la Torre dell’orologio, la Croce di piazza dei Mille, il Convento presso la Villa Comunale e la chiesa madre dei santi Martino e Lucia. Nell’agro apricenese, inoltre, ricadono le rovine di Castelpagano, Santa Maria di Selva della Rocca e quelle del monastero di San Giovanni in Piano.

Siti archeologici
Nella cava di franco Dell’Erba, in località Pirro Nord, durante i lavori di estrazione della pietra, è stata rilevata un’abbondante presenza di fossili in un reticolo carsico di più di 100 specie diverse, risalenti al villafranchiano superiore, un periodo compreso tra 1,7 e 1,3 milioni di anni fa, datazione confermata dalle indagini magnetostratigrafiche, che hanno evidenziato una magnetizzazione negativa dei depositi fossiliferi di Pirro Nord. Oltre ai vertebrati fossili, sono stati ritrovati molti manufatti litici.

Gli scavi di Pirro Nord hanno portato alla luce reperti considerati come la più antica testimonianza della presenza dell’uomo in Europa e convalidano l’ipotesi che gli ominidi siano giunti in Europa da Oriente e non dallo stretto di Gibilterra come era stato precedentemente ipotizzato.

Apricena, dove passato e futuro si incontrano ultima modifica: 2017-05-31T15:59:07+00:00 da Redazione



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