Foggia
Alcuni casi registrati anche in Italia

Foggia. Blue Whale, Ippolito “I consigli della Polizia di Stato”

Quel terribile “gioco”, nato in Russia, è approdato anche in Italia; Polizia ai genitori: “Migliorate il dialogo coi vostri figli, parlate con loro del fenomeno e non perdete mai di vista l’attività sulla rete”

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Foggia. Russia, 2016, Philip Budeikin, un giovane studente di psicologia di 22 anni viene arrestato: ha confessato di essere l’ideatore del “gioco della morte” (“Blue Whale”, “balena azzurra”) e di aver istigato una decina di adolescenti al suicidio. Il motivo? “Purificare la società”. Quello che il Corriere della Sera ha descritto assurdamente come una bufala, è in verità un terribile e reale incubo che intrappola gli adolescenti in una rete inespugnabile, come nella pesca a strascico. I riferimenti col mare sono tanti, non a caso il nome del gioco si rifà allo spiaggiamento dei cetacei (come le balene) i quali, dopo essersi arenati su una spiaggia, perdono la vita per disidratazione, impossibilità di sopportare il proprio peso oppure per via dell’alta marea che ne copre lo sfiatatoio.

LA SITUAZIONE IN ITALIA
Nel 2016, nella sola Russia, ci sono state 157 vittime tutte adolescenti. In Italia il primo episodio risale a febbraio 2017 quando un ragazzino di 15 anni si è lanciato nel vuoto dal 26° piano di un grattacielo cittadino. Di recente la Polizia Postale ha salvato due ragazzine (a Ravenna e a Pescara) dopo che avevano postato su Facebook le foto con auto-lesioni inflitte sul braccio (una delle regole di questo folle gioco).

I CONSIGLI DELLA POLIZIA DI STATO
Il fenomeno ha generato una psicosi con centinaia di segnalazioni alle forze dell’ordine, molte delle quali per fortuna si sono rivelate un ‘falso allarme’; i segnali sono molto comuni tra gli adolescenti che soffrono di depressione (come l’autolesionismo) e episodi di questo tipo non vanno necessariamente ricollegati alla Blue Whale: “L’autolesionismo indica una condizione di disagio” – spiega Giovanni Ippolito, Direttore Tecnico Capo Psicologo della Polizia di Stato (Foggia) – “Qualunque siano le cause è necessario migliorare il dialogo con i propri figli, parlare di questo pericoloso fenomeno che sta prendendo piede nel web e controllarne l’attività sulla rete”.

[GUARDA IL VIDEO]
https://www.youtube.com/watch?v=lUjGRkARF9o

LA WHITE WHALE
Delle tante iniziative nate per contrastare questo terribile fenomeno, c’è la White Whale (Balena Bianca), una rivisitazione al contrario del game russo che consiste in 50 prove per raggiungere la felicità: ad idearlo è stata la professoressa torinese Valeria Fantino, dirigente delle medie Nino Costa e Canonica di Moncalieri, insieme ai docenti ed al responsabile per il bullismo: «Prima della fine dell’anno scolastico gli allievi delle nostre medie scriveranno una classifica dei piccoli passi quotidiani che ci abituano ad amare la vita, ciascuno è invitato ad annotare su una scheda del nostro gioco il suo “gradino” da salire per vivere felici» – ha spiegato la dirigente.

Una volta messo a punto il gioco verrà lanciato su Facebook e tutta l’Italia verrà invitata a giocare, affrontando i 50 step. «L’intento, ovviamente, non è quello di risolvere o far scomparire i problemi (piccoli o grandi) di ognuno ma di offrire un’alternativa positiva alla negatività che aleggia attorno a questo argomento. Molti colleghi denunciano che nelle classi si vedono scimmiottamenti i primi step del gioco: sono i soggetti più deboli ad avvicinarsi a questa macabra e inquietante finta moda, per mostrarsi eroi agli occhi dei coetanei, senza paura. I fenomeni di autolesionismo non sono nuovi. Prima tendevano ad essere nascosti tirando giù la maglietta, ora il gioco rischia di incitare ad esibire la volontà di farsi male» – conclude la preside torinese. L’iniziativa sarà presentata ufficialmente verso la metà di giugno.

(A cura di Antonio Piazzolla, Foggia 31.05.2017)



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