Cinema

At the End of the Day – C. Alemà, 2010

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Nota propedeutica alla lettura: nel rispetto del lettore vergine della visione del film verranno isolate, nell’arco della recensione, eventuali rivelazioni critiche di trama (spoiler) su note a piè pagina, oltre a essere indicato, a fine articolo, un livello della presenza di punti sensibili nell’opera il cui svelamento accidentale possa incidere su una sua corretta fruizione.

Titolo originale: At the End of the Day – Un giorno senza fine
Nazione: Italia
Genere: thriller

A volte capita anche in Italia.
Il cinema di genere, che non sia la becera commedia vanziniana, incredibilmente ricompare in penisola senza timori reverenziali verso quello d’autore, e questa volta ha la firma di Cosimo Alemà, alla sua opera prima, prolifico regista di videoclip musicali (oltre duecento).
E’ il thriller la sua bandiera per l’esordio, ed i suoi modelli Walter Hill (I guerrieri della palude silenziosa) e John Boorman (Un tranquillo week-end di paura), come egli stesso ha dichiarato in un’intervista.
Il film, ispirato a fatti realmente accaduti nel Giugno del 1992, racconta l’avventura di un gruppo di ragazzi che decide, per una spensierata giornata in campagna, di dedicarsi al softair (gioco di simulazione di guerra con repliche di armi vere). La stessa area, presunta desolata, si scoprirà sede di attività deviate di un terzetto di veterani di guerra, che la trasformerà in un reale campo di guerriglia.

Di matrice italiana ma con attori stranieri quasi tutti emergenti, At the End of the Day stupisce per la ventata di novità sul confronto coi tipici prodotti nostrani, e ricorda per spiazzamento se non per tema il colpo di pistola di Zampaglione con il suo Shadow. Siamo di fronte a lavori standard per la produzione thriller americana ma assolutamente nuovi nel nostro panorama, dove fatica a nascere o ad essere distribuita qualsiasi opera della categoria che non abbia un marchio registrato da botteghino come quello di Dario Argento, erede putrefatto di un filone forse già sopravvalutato.

At the End of the Day - Locandina (copyright: cinezapping.com)

Il lavoro di Alemà è l’atto cinefilo dell’appassionato del cinema di suspense americano anni 70/80, quello dei grandi autori, caso raro, finalmente, libero da intenti rivisitazionistici e nostalgici nei confronti della B-production da drive-in dell’epoca, come oggi tanto di moda. In questo senso il regista romano effettua un intervento già da solo ragguardevole, originale giacché, incredibilmente, privo di concorrenti, protési, quei pochi, solo a recuperi ossessivi di memorie adolescenziali, spesso di matrice tricolore, anziché umilmente curiosi e studiosi verso i maestri del cinema, al di là della nazionalità. Sulla scelta dei riferimenti Alemà si distingue, a rigore, da Zampaglione, che, seppur con analoga onestà e ammirazione per le dinamiche del cinema thriller-villain, ammicca l’horror più moderno e gore.

Entrambi i Casi (il maiuscolo non è un errore) sono opere imperfette, e At the End of the Day lo è con conseguenze più marcate sui risultati. Se per Shadow qualche deficit di originalità e grinta narrativa non comprometteva un complesso godibile (si rimanda alla scheda d’approfondimento), debolezze di definizioni sui personaggi ed un primo tempo mal sceneggiato ed emotivamente scadente collocano la pellicola di Alemà tra gli standard noiosi di molto cinema teen-horror, anche se privo della goliardia commerciale americana: tutta la fase di conoscenza, relazioni tra i componenti del gruppo, divisioni caratteriali, amori sul nascere, non ha traino, mordente, attrattiva, una vuotezza compensata solo in parte dalle affascinanti riprese dell’arida campagna, virate su uno spento e angoscioso giallo perfettamente in tono con la natura del film, riuscendo lontanamente ad evocare, per lentezza e naturalismo, finanche il Picnic ad Hanging Rock di Weir.
Superato il primo tempo, il film decolla, ed è un crescendo di qualità e tensione fino al finale, dichiarando finalmente la lezione appresa dal regista dal cinema che osanna. Gli attori non sono tutti convincenti, ma appaiono ben calati nel ruolo, la ferocia è dosata ed efficace, i tempi dell’azione distribuiti con ritmo secondo una partitura elementare ma funzionale.
Si resta alla fine rapiti e soddisfatti, come, per parallelo, di fronte ad un “softair di simulazione di certo cinema”, non pretenzioso ma umile, che aspira un giorno a scambiare armi finte con vere, e nel frattempo intrattiene per il tempo della proiezione-gioco.

Una buona prova, ma si attende la prossima.
Ora, accanto a Zampaglione, c’è un altro uomo sotto il mirino.

Valutazione: 6/10
Spoiler: 9/10

AltreVisioni

Monsters, G. Edwards (2010) – fantascienza con pretese intimiste. Soporifero * 4
Kung fu panda, M. Osborne & J. Stevenson (2008) – tipica animazione moderna con linguaggio ruffiano. Qualche idea indovinata * 6
Cowboy Bebop: The Movie, S. Watanabe (2001) – anime che cerca stile, ma resta solo farraginoso. Inespresso * 6
Pusher II, W. Rinding Refn (2004) – uno sguardo nel mondo criminale della droga, senza capo né coda. Descrittivo * 4
The Fountain – L’albero della vita, D. Aronofsky (2006) – tentativo suggestivo ma non riuscito in chiave spiritualista * 6

In Stato d’osservazione

Bitch Slap – Le superdotate, R. Jacobson (2011) – pulp movie erotico alla Russ Meyer? Curiosità * 22lug
Vanishing on 7th Street, B. Anderson (2010) – molta curiosità ma senza troppe aspettative. Distribuito in pochissime copie * 29lug

At the End of the Day – C. Alemà, 2010 ultima modifica: 2011-07-31T17:48:10+00:00 da Alessandro Cellamare



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Commenti

  • Dove si possono trovare informazioni sui “fatti realmente accaduti nel Giugno 1992”?


  • alessandro cellamare

    Ciao Andrea,
    l’indicazione dell’ispirazione ad episodi realmente accaduti è in testa al film senza ulteriori dettagli. Non apparendo il film un mockumentary viene istintivo dar fiducia in un minimo di attendibilità, ma non ho eseguito indagini in merito e, dunque, lo scetticismo resta essenziale.

    Fammi sapere se recuperi notizie: ho la tua stessa curiosità…

    Ciao, grazie

    alessandro

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