Cultura
Non è detto che un moderno e plumbeo Gustav von Aschenbach non possa incontrare il suo Tadzio in un Autogrill

La lince – S.Avallone, 2011

Leggendo questo racconto viene subito alla mente “La morte a Venezia” di Thomas Mann

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Bologna/Manfredonia. “La lince” è un racconto di Silvia Avallone pubblicato nel 2011 nella collana “Inediti d’autore” del Corriere della Sera.

LA LINCE. Non è detto che un moderno e plumbeo Gustav von Aschenbach non possa incontrare il suo Tadzio in un Autogrill, una notte. Niente laguna o torride calli, intorno, ma desolate lande piemontesi. Risaie, luci di casolari lontani, e una nebbia da apparizioni. E non è detto che il fascino ambiguo del ragazzo, assorto nella lettura di un fumetto, non sia meno magnetico e insidioso, per l’anima nera di un predatore solitario. Coppia predestinata, angelo e demone a ruoli alterni, compagni di viaggio in una fuga da se stessi senza meta alcuna, se non il crollo di ogni certezza. Ma se in ogni caduta si trova il principio della redenzione, la resa al lato oscuro forse non è ancora compiuta. Forse è proprio lui, il ragazzetto dal sorriso enigmatico, l’ultimo appiglio per un’anima persa, prima di sprofondare.

ANALISI. Leggendo questo racconto viene subito alla mente “La morte a Venezia” di Thomas Mann, ma si capisce subito anche che le similitudini sono presenti solo nell’idea che sorregge la trama e che qualitativamente parlando, a livello letterario, non c’è partita tra le due opere. “La lince” è un racconto acerbo e ingenuo, l’autrice non convince il lettore, dando l’impressione di non sapere esattamente di cosa stia parlando. Sorvolando sull’improbabilità della vicenda, troviamo comunque due personaggi abbastanza monodimensionali che si muovono seguendo oscuri istinti e motivazioni, mai veramente comprensibili. Certo, la forma del racconto è limitativa per approfondimenti psicologici o descrizioni più accurate, tuttavia una costruzione più omogenea avrebbe giovato alla leggibilità della storia.

L’AUTRICE. Silvia Avallone, nata a Biella nel 1984, vive a Bologna. Il suo romanzo di esordio, Acciaio (2010), vincitore del Premio Campiello Opera Prima e finalista al Premio Strega, è stato tradotto in numerose lingue. Nel 2013 ha pubblicato il suo secondo romanzo, Marina Bellezza.

Il giudizio di Carmine
Silvia Avallone
LA LINCE
2011, Corriere della Sera
Valutazione: 2/5

REDAZIONE STATO QUOTIDIANO.IT – RIPRODUZIONE RISERVATA



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