CapitanataFoggia
Per il consigliere Pd "l'obiettivo è fare della provincia di Foggia la FOOD & CULTURAL VALLEY del nostro Paese"

Marino: “Dall’amministrare al governare per arrestare la fuga di cervelli”

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“Le ultime classifiche ISTAT sulla fuga dei giovani dal #Mezzogiorno, e in particolare da #Foggia, #SanSevero e #Manfredonia e da tante altre città della Puglia, impongono una riflessione”. Si aprono così le considerazioni in merito del consigliere comunale Pd, Dino Marino. “La mancanza di opportunità sociali per le nuove generazioni e di adeguati processi di sviluppo producono questo esodo. Insomma, mancano politiche di inclusione e di coesione sociale. La Regione ha tante cose da fare per dare una chance al nostro futuro, non basta pensare agli immigrati”, dichiara Marino che aggiunge “tra l’altro senza una vera integrazione, gestiti da cooperative poco trasparenti, c’è il rischio concreto di produrre effetti devastanti. È necessario coinvolgere le comunità locali della provincia di Foggia, i cittadini, le associazioni, i rappresentanti istituzionali, quelli delle categorie, della formazione, dell’ ambiente, della scuola, dei servizi socio sanitari, in un percorso di conoscenza, nonché, di valorizzazione degli elementi identitari, delle tradizioni culturali , delle competenze della popolazione residente e delle risorse territoriali, allo scopo di dare risposte e soddisfare i bisogni che le stesse Comunità Locali reputeranno prioritarie”.

Per il consigliere Pd “l’obiettivo è fare della provincia di Foggia la FOOD & CULTURAL VALLEY del nostro Paese: a partire dal sistema agroalimentare ed agroindustriale tra i più moderni e competitivi, capace di attrarre ulteriori significativi investimenti imprenditoriali italiani ed esteri con l’apporto di tecnologie avanzate e di know-how. Dall’altro lato, occorre implementare politiche per le nuove generazioni capaci di prospettare e accompagnare i più giovani nei loro percorsi di formazione e di impresa. Trattenere i cervelli è la mission. La Regione deve comprendere che bisogna passare dall’amministrare al governare. Avere pensieri lunghi per costruire scenari possibili per le ragazze e i ragazzi nostri. C’è uno spazio politico culturale e di sviluppo che chi oggi fa politica non vuole vedere”.

“Partiamo da due elementi certi su cui fondare le politiche e rivedere anche quelle sociali. L’equazione Capitanata-migranti, in un posto dove i nostri ragazzi emigrano e a farlo non sono solo i cervelli, ma anche quelli che vanno a lavorare nei pub londinesi. Cioè noi rinunciamo allo sviluppo al lavoro per i nostri ragazzi e in nome di una solidarietà pelosa, mettiamo su strutture per migranti economici giunti dall’Africa, a cui non assicuriamo nessun integrazione, mentre chi lavora e sottrae risorse sfruttando l’emergenza, non crea nessuno sviluppo strutturale. La Regione anche per i migranti deve dare la possibilità di creare lavoro etico, rendendo innanzitutto etica la filiera in agricoltura, stipulando accordi con la grande distribuzione e finanziando la manutenzione di alloggi rupestri, dando una mano al reddito degli agricoltori per creare lavoro legale. Insomma, rendere veramente sconveniente lo sfruttamento dei lavoratori.

Proprio l’agricoltura sociale ma anche l’artigianato, l’ambiente e il turismo possono dare una mano all’integrazione dei rifugiati e una speranza per non costringere i nostri giovani a prendere la valigia ai nostri giovani… Lungo questo crinale si può costruire una nuova funzione sociale e un nuovo scenario politico per il Mezzogiorno dove la politica figlia di certo civismo va sempre più perdendo la bussola e i naturali punti di riferimento”, conclude Marino.

Marino: “Dall’amministrare al governare per arrestare la fuga di cervelli” ultima modifica: 2017-08-31T09:41:30+00:00 da Redazione



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