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Manfredonia, “Nota sul sistema elettorale del Senato”

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Manfredonia. Il nuovo art. 57 della Costituzione introdotto con l’art. 2 della legge 12.4.2016 (Renzi-Boschi), che sarà oggetto del prossimo referendum costituzionale del 4.12.2016, stabilisce che il Senato è composto di 100 senatori. Di questi 5 sono nominati dal Presidente della Repubblica, 21 sono eletti dai Consigli Regionali fra i Sindaci delle Regioni e 71 sono eletti dai Consigli Regionali, oltre che dai consigli delle Province autonome di Trento e Bolzano, in base ai Senatori loro rispettivamente assegnati.

Il comma 5 del menzionato art. 57 prevede che i Senatori “sono eletti in conformità delle scelte espresse dagli elettori per i candidati consiglieri (regionali) in occasione del rinnovo dei medesimi organi, secondo le modalità stabilite” da una successiva legge ordinaria. Evidentemente gli elettori eleggeranno consiglieri regionali destinati ad essere candidati senatori, nelle successive elezioni, che avverranno ad opera del consiglio regionale, ed altri che resteranno solamente consiglieri regionali.

La legge prevede espressamente che i cittadini elettori, al momento delle elezione dei consiglieri regionali designino quelli che saranno candidati ad essere eletti senatori, sia pure dal consiglio regionale. Questo fatto costituisce una novità per il nostro sistema elettorale. In precedenza i partiti (o coloro che presentavano le liste elettorali) indicavano i senatori e gli elettori li votavano. Adesso il sistema è stato modificato, se si vuole, capovolto. Gli elettori designano i potenziali senatori ed i consiglieri regionali li eleggono.

La designazione, prima dei presentanti le liste elettorali, ora dei cittadini, è obbligatoria per i consigli regionali, i quali possono eleggere solo quelli designati dai cittadini.
La novità è interessante per le sue numerose implicazioni. Ad esempio ci si può chiedere qual è il sistema migliore, quello che attribuisce solo la facoltà di eleggere i senatori, i deputati, i consiglieri ecc. o quella di designare tutti i candidati?

La stessa cosa si può dire dei 21 Sindaci-Senatori. Con il nuovo disposto del menzionato art. 57 della Costituzione, anche questi 21 senatori verranno designati dai cittadini, i quali esprimeranno le candidature al momento dell’elezione dei Sindaci. D’ora in poi è necessario che si sappia che quando si va a votare il Sindaco, questo costituisce a tutti gli effetti un candidato senatore, indicato dai cittadini elettori. Si può dire che anche Sindaci e Consiglieri Regionali sono designati da coloro che presentano le liste elettorali, ma ciò non toglie che al momento della loro elezione sono i cittadini ad operare la ulteriore scelta e comunque quella di designare i senatori viene attribuita in via esclusiva ai cittadini elettori.

(Avv. Orazio Totaro, Manfredonia 31.10.2016)



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Commenti

  • Non ci interessa, tanto vince il NO !


  • Vincenzo

    A Manfredonia vincerà l’astensionismo.


  • Raffaele Vairo

    Egregio Avvocato,
    mi permetta di non condividere pienamente la sua lettura e interpretazione del nuovo art. 57 della Costituzione, introdotto con l’art. 2 della legge 12.4.2016 (Renzi-Boschi), oggetto del prossimo referendum costituzionale del 4.12.2016.
    Prima di esprimere la mia lettura e interpretazione sul novellato sistema elettorale del Senato previsto dalla riforma Renzi-Boschi, voglio partire da un fatto che è il seguente: il cittadino elettore non riceverà più la scheda per eleggere i Senatori!

    Ciò premesso, vengo alle considerazioni:
    a) stabilire in una medesima disposizione costituzionale che i senatori siano eletti, da un lato, dagli «organi delle istituzioni territoriali» e, dall’altro, «in conformità delle scelte espresse dagli elettori» per i candidati consiglieri in occasione del rinnovo dei medesimi organi, significa non decidere quale sistema si vuol adottare;
    b) non si comprende, inoltre, come i Consigli regionali potranno tener conto, allo stesso tempo, «dei voti espressi e della composizione di ciascun Consiglio»: la composizione dei Consigli regionali non corrisponde, in realtà, ai voti presi dai partiti alle elezioni per la semplice ragione che tutte le leggi elettorali regionali prevedono premi di maggioranza;
    c) del tutto irrisolto, inoltre, è ogni riferimento all’elezione in Senato dei 21 Sindaci: la «conformità alle scelte degli elettori» è imposta, infatti, solo per l’elezione dei 74 senatori – consiglieri e non già per l’elezione dei senatori –sindaci;
    d) infine, la composizione del Senato sarà strettamente legata all’andamento delle elezioni regionali e comunali. I nuovi senatori saranno eletti su base partitica e, come tali, invece di rappresentare le istituzioni territoriali (come dice la propaganda del SI’), saranno portatori di istanze politiche di parte.

    Tale “costruzione” segna, quindi, una netta differenza rispetto al modello tedesco, spesso richiamato dai fautori del SI’. I senatori tedeschi non sono, infatti, portatori di interessi politici di parte, rappresentano veramente i Länder (stati federati), hanno vincolo di mandato (non come i nostri Senatori) e, quindi, l’obbligo di votare come deciso dal Land. Tutti i voti di un singolo Land devono, poi, essere concordi e non contrastanti tra di loro (i senatori votano, cioè, “per delegazione”).
    Io voto NO al referendum costituzionale per le ragioni sopra esposte e per tante altre che mi riservo di manifestare nei prossimi giorni se ce ne sarà l’occasione.
    Cordialità.
    Raffaele Vairo

  • Avvocato ,una interpretazione molto retorica della nuova legge costituzionale ma veramente i cittadini possono scegliere ? Sono sempre e solo i partiti a scegliere i loro galoppini

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