Editoriali
A cura di Nino Sangerardi

Regione Puglia, nuovo bando per la tesoreria

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Bari. La Giunta regionale ha approvato lo schema di gara per l’affidamento del servizio tesoreria. Durata che va da inizio anno 2017 a fine 2021,criterio di aggiudicazione “…offerta economicamente più vantaggiosa”. L’importo complessivo massimo stimato,ritenuto congruo, prevede per la Regione una spesa in cinque anni di 800.000,00 euro oltre Iva.

Un appalto che presenta alcune novità,stante il contesto finanziario profondamente modificato rispetto al passato. Per esempio:1) le attuali quotazioni con segno negativo dei tassi d’interesse da usare per eventuali anticipazioni di cassa non più remunerativi per la banca tesoreria; 2) le banche non possono contare sulle giacenze di liquidità delle Regioni,poichè le stesse devono essere depositate presso le casse della Banca d’Italia ; 3)la sospensione,decretata dalla Legge di Stabilità anno 2015, del regime di tesoreria unica “mista” è stata estesa a tutto il 31.12.2017,salvo proroghe a partire dal 1° gennaio 2018.

Dunque non potendo replicare la tradizionale convenzione del servizio di tesoreria, la Regione adotta una diversa modalità di remunerazione “… con riconoscimento di un corrispettivo annuo risultante dalla migliore offerta presentata in sede di gara”. Altre condizioni essenziali del contratto sono la validità,anni cinque, e la pratica dei tassi interesse
debitore e creditore.

Il servizio di pubblicità legale relativo al “Bando Tesoreria” è stato affidato a Pubbligaremanagement srl di Tivoli,per aver offerto il minor prezzo: euro 6.313,48 oltre Iva.Gli altri due concorrenti, Gruppo editoriale Effemmeti srl e Lexmedia srl hanno proposto rispettivamente 9.252,42 e 9.277,76 euro.
Chi gestisce oggi la tesoreria della Regione Puglia e del Consiglio regionale? Il gruppo Banca Intesa-Banco Napoli,in associazione con Banca Nazionale del Lavoro,Banca Infrastrutture e
Innovazione, Banca Popolare di Bari e Unicredit spa.

Servizio assegnato,tramite bando pubblico, il 1° luglio 2010 con scadenza 31 dicembre 2016.

(A cura di Nino Sangerardi, autore del testo ‘Quello che i pugliesi non sanno’)



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