Cronaca
"Vivete, amate, condividete face to face, per una vita tutta a colori"

“I don’t care”: Viaggio nella “dipendenza da Social Network”

Al Teatro Impertinente Speak English: No Social, si to the Life

Di:

Foggia. Vivi da protagonista, esci dal solito “labirinto Social, “spogliati” dai soliti “mi piace” e rivestiti di emozioni, speranze, progetti da vivere face to face. Teatro come empatia, passione, dedizione e tanta voglia di “scandagliare” la realtà con occhi diversi. L’altro visto non come ostacolo, ma come momento di crescita personale e sociale.

Questo lo spirito dello spettacolo teatrale dal titolo “I don’t care” messo in scena dalla Piccola compagnia Impertinente, in Via Castiglione 49 a Foggia, a pochi passi dal centro Storico, sotto la guida operosa di Pierluigi Bevilacqua e al coordinamento certosino di Michela Delli Carri, lo scorso 28 ottobre 2016, a partire dalle ore 21, in una quasi uggiosa serata d’ottobre.
Tra gli interpreti: Rita Cancellaro, Umberto J. Contini, Michele Correra, Serena de Lillo, Emanuele Fuiano, Chiara Gioiosa, Alfonso Pedone, Giammarco Pignatiello, Luciano Veccia.
Ragazzi e ragazze poco più che vent’enni con la voglia, se pur con piccole e grandi difficoltà, di mettersi in gioco quotidianamente.

Due ore di spettacolo, suggestioni, musica, ma soprattutto…il desiderio di trovarsi e ritrovarsi “fuori dai soliti smartphone”. Alla manifestazione ha preso parte anche un gruppo di studenti Erasmus presenti presso l’Università degli Studi di Foggia. Questi hanno lodato l’iniziativa per l’uso attento preciso e puntuale del linguaggio.

Parole chiave: spegni il virtuale e ritrova te stesso, senza “i click di tastiera” che rendono i legami “più freddi e spenti”. Perché, come si evidenziato più volte durante la performance in lingua inglese, la vita è lí che aspetta, basta saperla “scrutare” non da un PC, ma “scendendo in campo da titolari”, “sporcandosi le mani” e rialzandosi sempre.
Al termine, quasi due minuti di applausi e standing ovation per un gruppo affiatato e coeso che ha letteralmente “incollato” in un silenzio surreale, gli spettatori per circa un’ora.

Applausi continuati anche nel post spettacolo, quando tutti gli attori sono usciti di scena a ricevere il calore del pubblico accorso numeroso per l’ occasione.

Marco Bonnì



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