Articoli scritti da: Ferruccio Gemmellaro

Peppino De Nittis a Rovigo con i suoi amici meridionali

L’ESPRESSIONISTA barlettano Giuseppe De Nittis ha trovato una magnifica ospitalità nel Veneto. In concomitanza con la “personale” a Padova, nel Palazzo Zabarella, è in collettiva a Rovigo, Palazzo Roverella, nell’originale esposizione “Il successo italiano a Parigi negli anni dell’Impressionismo: la Maison Goupil”. Il gallerista Goupil aveva visto giusto: l’incontro con De Nittis nel 1867, durante [...]

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Le città che ci meritiamo

ATTI di vandalismo: guerriglia, patologia, vendetta sociale e idiozia. Atti vandalici contro monumenti e opere d’arte se ne contano numerosi al mondo. Tra i tradizionali, sono quelli perpetrati da terroristi durante le rivolte sociali. Cui gli atti hanno il marchio dell’imposizione di un nuovo ordine che intende distruggere i simboli appartenenti al vecchio regime, una pratica antichissima che purtroppo sopravvive; cito i Buddha di Bamiyan distrutti dai Talebani nel 2001, per farne un clamoroso esempio. In genere, gli autori si fanno vivi con una rivendicazione.

Altra manifestazione distruttiva è indicata in epoca contemporanea con una patologia, la “Sindrome di Stendhal” o “Sindrome di Firenze”. Chi ne è colpito ostenta un’intensa sintomatologia emotiva al cospetto di un’opera d’arte. Il soggetto può giungere così a danneggiare il capolavoro e pare che il fenomeno si sia storicamente evidenziato attraverso una crisi che aveva colpito lo scrittore Henri Beyle alias Stendhal (1783\1842) durante la visita a S. Croce in Firenze (1817). Ne fu preda il 1972, nel giorno della Pentecoste, un ricercatore geologo australiano, il quale sferrò dei colpi di martello contro la Pietà di Michelangelo in Vaticano, urlando d’essere Gesù risorto.

Ci sarebbe ancora un aspetto di spregio contro le istituzioni, insomma una vendetta sociale, con danneggiamento del patrimonio collettivo, specialmente parti di moderna sistemazione. Qui risuonerebbe il ritornello dell’indigente o del disadattato contro le ingiustizie o lo spreco di denaro pubblico piuttosto che spenderlo per favorire l’occupazione e l’assistenza, soggetti sovente plagiati, occorre pur dirlo.
Notizia fresca è che decine di vagoni della Circumvesuviana sono state danneggiate durante un blitz “alla sfasciacarrozze”. Ciò che sarebbe maturato, in certa misura, nella mente dello studente respinto o candidato a esserlo, quando si scaglia contro gli arredi (….)

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7 aprile 1944, Foggia e Treviso in una tragica coincidenza

Foggia – FOGGIA e Treviso, due città accomunate dalla tragedia del bombardamento, il cui ricordo delle stragi di civili non potrà mai cancellarsi dalla memoria fotografica dei sopravvissuti. Entrambe le città devono il loro martirio all’esistenza di un importante nodo ferroviario. Il capoluogo della Capitanata lo subì nel ’43, dando luogo alla liberazione del 27 [...]

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“De Nittis”, mostra; Peppino a PAdova

APPUNTAMENTO: “De Nittis” mostra di Giuseppe De Nittis a Palazzo Zabarella, dal 19 gennaio al 26 maggio 2013; Fondazioni Bano e Antonveneta, Regione Veneto, Provincia e Comune di Padova; Pinacoteca “Giuseppe De Nittis” Comune di Barletta. Il cielo bigio già annunciava una nuova perturbazione continentale, eppure la luminosità della Colazione in giardino (1883), una cui [...]

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Archetipi e politici

E’ predestinato che l’egoismo, prima o dopo, scaturisca dagli uomini e con moltissime sfaccettature di manifestazione. L’esibizionista fa di tutto per soddisfare il proprio bisogno d’essere il protagonista, lui e sempre lui. E’ il destino degli artisti, i quali, dal piacere della rassegna pubblica delle loro espressioni – letteratura, musica, figurativo… – ritrovano nel godimento psicologico dell’esibizionismo la loro dannazione quotidiana; un edonismo attizzato e alimentato dai loro estimatori.

È vero, esiste l’artista riservato, timido, che indugia a mostrare le proprie opere, e dicono sia quello più genuino. Costui, in verità, non ha mai creduto al proprio estro e preferisce sfuggire al giudizio altrui; il panico, poi, di riceverne conferma lo può rendere scostante. Nondimeno, qualora superasse quei timori, si ritroverebbe già sul sentiero dell’esibizionismo e, spesso, arriverebbe a viziarsi di smisurato edonismo al confronto degli altri, forse per recuperare inconsciamente il tempo sprecato fuori della soddisfazione egoistica.

L’egoismo e l’esibizionismo dell’artista, in ogni caso, sono a proposito delle opere e toccano soltanto i rispettivi fruitori. Provate invece a sostituire l’artista con il politico e il risultato è allora a rischio per tutto il prossimo. L’esibizionismo è un atteggiamento che affonda le radici nell’inconscio.

L’esito può rivelarsi pericolosissimo per un microcosmo, per la nazione, per l’umanità intera se a restarne colpito è un uomo di vasta popolarità politica, qualora, istruito da esperti e fornito di idonei mezzi di comunicazione, riesca ad appagare la richiesta egoistica della società, cioè a maneggiare l’inconscio collettivo.

L’inconscio collettivo è costellato di archetipi e brillano di luce propria la Madre e il Salvatore. Gli archetipi dell’inconscio collettivo condizionano i moti esistenziali dell’uomo, inteso quale unità o quale intera massa umana che gremisce il pianeta. Tutti gli individui hanno avuto la loro madre (….)

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Luoghi comuni e bisemantici; incidenti linguistici e poetici

Meolo/Venezia – QUANTA gente parla e scrive adottando frasi fatte, col risultato di comunicare tramite una sorta di linguaggio irrigidito; scorriamone qualcuna: A monte di… A valle di… Bere a garganella, Nella misura in cui, Piove a catinelle, Scappare alla chetichella, Tagliare la corda e così via. Per i correlativi, poi, la generazione dei cioè [...]

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Divagazioni sull’Aldilà

Roma – I dati statistici del 2005 riportano che la durata della vita media per gli uomini è di 77,6 anni, per le donne è di 83,2 anni. La morte, quale evento terminale, di definizione e d’irreversibilità, è ineluttabile non solo per gli esseri abitatori del regno animale e vegetale, ma è attesa per tutto [...]

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A proposito di Ratzinger, sponteficiatosi

PERCHE’ un individuo d’estrazione occidentale dovrebbe riscoprire nel buddismo la soluzione alle proprie questioni esistenziali. La filosofia grecoeuropea, evolutasi dai pensatori orientali, dagli stessi illuminamenti di Siddharta Gautama, ha ormai forgiato un essere il cui inconscio collettivo lo rende compagno di genti che convivono entro condivise frontiere mondoquestistiche* non essenzialmente territoriali.

Uomini di pensiero umanistico e scientifico, o dell’uno o dell’altro, o in uno splendido connubio interdisciplinare. Fedeli di un’inarrestabile civiltà, consci seguaci di grandi maestri pensatori o connaturati interpreti delle pulsioni mondoalteristiche*. Una simile creatura, impregnata di vasta gamma ideo-teologica, sofistica, psicologica, tecnologica.. insomma la multiforme risultante scaturita quale prodotto finale di civiltà parallele o succedutesi, sia esse concorrenti, in cui ogni unità può conformarvi il proprio Io, perché, dunque, dovrebbe affidare al buddismo le proprie problematiche.

Nel presupposto che l’inaridibile orgoglio delle radici grecolatine, sia portante di rispetto per le diversità e di strenua loro difesa, tale perché troverebbe la risposta, dunque, nella seguente teoria:
o l’individuo ritrova nel buddismo antiche pratiche e meditazioni più comprensibili al proprio intellettualismo;
- o l’individuo tracima, dal subconscio (Id) ossia dall’inconscio (Es), in dimensione corticale (…)

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La globalizzazione dei genocidi

UN ventisette gennaio, mi fu proposto dal Comune di Silea, nel trevigiano, d’essere la voce narrante fuori campo per uno spettacolo tratto da La favola di Natale di G. Guareschi, con colonna musicale dal vivo su composizione di A. Coppola.

Fu allora che maturai nella mente queste parole che avrei poi riportato per iscritto e pubblicate. In sintesi, il giorno della memoria, non può essere esclusiva di una parte dell’umanità; così facendo ognuna si arrogherebbe il diritto di avere il proprio giorno, com’è accaduto per il giorno del ricordo, 10 febbraio per la tragedia delle foibe compiuta dei comunisti slavi, una sorta di riscontro al 27 gennaio.

Ricorrenze, la seconda più della prima, in odore di partitismo politico, che ritardano certamente la rappacificazione delle genti, se questa non è per davvero un’utopia, ascrivibile esclusivamente alle retoriche politiche e letterarie. Diverse ricorrenze, quindi, non farebbero altro che mantenere vive le contrapposizioni, reggendo nella latenza l’eclatante acuzie.


Intorno al 1915 furono massacrati 1milione di Armeni; questo popolo accusa la Turchia del genocidio. Tra il 1932 e il ’33, a causa di una carestia indotta, in Ucraina si contarono sino a 10milioni di morti. La Shoah, l’immane sterminio della soluzione finale nazista per la pulizia etnica – il ghetto di Varsavia (8oomila), i lager di Auschwitz-Birkenau (1milione), Buchenwald (50mila), Dachau (70mila), Mauthausen (120mila) e poi di Chelmo, Flossenburg, Majadanek, Neuengamme, Ravensbuck, Sachsenhausen, Sobibor, Treblinkja… gli eccidi di massa, il tutto per un totale di 6milioni solo di ebrei – non hanno certamente fatto d’attrito ai successivi efferati metodi politico-militari compiuti da altri e altrove.

Ecco, infatti, nel 1945 le bombe di Hiroshima e Nagasaki (240mila vittime immediate), ecco che nelle foibe slave, tra il 1943 e il 1947, sono gettati, vivi o morti, circa diecimila italiani, ecco che dal 1965 al ’66 in Indonesia sono eliminati più di mezzo milione d’individui, ed ecco il genocidio di un intero villaggio vietnamita voluto da un oscuro tenente americano, in seguito condannato all’ergastolo come criminale di guerra ma poi graziato dal presidente Nixon (…)

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Gargano il sacro promontorio (II)

In latino JANUA è appunto Porta ed è straordinario che sul portale esterno della scalinata, che discende verso la spelonca micaelita, è riportata la dicitura TERRIBILIS 1 EST LOCUS ISTE ET JANUA COELI. Questo luogo è terribile ed è la porta del cielo, quasi a non voler rinnegare la primitiva competenza gianuaria. Un culto dell’antico [...]

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