19 settembre 2014 - Aggiornato alle

Stato Quotidiano

Dillo a Stato

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Lo puoi dire a Stato

Un giornale è una cosa troppo seria per lasciarla in mano solo ai giornalisti”. E’ parafrasando una frase di Georges Benjamin Clemenceau (politico e giornalista francese) che la necessità di “controllo sull’informazione” da parte del pubblico lettore può trovare una valida affermazione.

Lo scopo principale di un giornale è quello di informare: non dunque di istruire, avvertire o cercare in qualche forma e bonariamente di divertire. Lo scopo principale di un giornale è quello di informare. Un valido bilanciamento tra necessità del lettore e interpretazione di ogni singolo collaboratore rappresenta dunque una base di partenza per qualsivoglia progetto di natura editoriale.

Affinchè il lettore possa verificare tangibilmente la qualità dell’informazione, allo stesso andrebbero dunque affidati – come nelle intenzioni, poi realizzate di Gramsci – gli strumenti utili per entrare nella redazione. Una redazione non più circoscritta ai soli appartenenti della “casta” ma allargata ai rappresentanti delle comunità alle quali i giornali, ogni giorno, tentano di rivolgersi.

Non pertanto un commento, non un forum, non una lettera al direttore, ma una possibilità di formulazione di un testo editoriale, di un articolo da inviare a Stato per – se corrispondente ai canoni professionali della veridicità, continenza e pertinenza – essere in seguito pubblicato.

Invia i tuoi contributi editoriali a Stato: denunce, ricostruzioni di vicende, editoriali ed analisi socio-politiche-economiche. Verità delle quali prima non eravamo venuti a conoscenza.