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ATAF? Mancano le idee

ANCHE l’ATAF è andata vicina alla dichiarazione di fallimento a causa dei debiti dell’amministrazione comunale verso la società partecipata, circa 10 milioni di euro. Il debito è stato ridotto con il trasferimento di proprietà immobiliari, due parcheggi scoperti, e non permette all’ATAF di avere la liquidità necessaria per saldare i suoi debiti ma aumentando il “capitale sociale” rende più agevole la ristrutturazione del debito.
Se questo spiega il motivo della necessità di fare cassa con la riscossione della sosta tariffata non può giustificare lo stravolgimento del “piano per la mobilità sostenibile” che, purtroppo, ha fallito l’obbiettivo di ridurre il traffico in centro, non ha portato all’avvio del “Park and Ride”, non ha incrementato le piste ciclabili e non ha invogliato all’uso del mezzo di pubblico trasporto.

Anche per ATAF, purtroppo, viene da dire che “non mancano le risorse, mancano le idee”.

Se per motivi economici non si possono fare gli investimenti promessi, come l’acquisto degli autobus ricondizionati, se bisogna aspettare tempi migliori per incrementare le piste ciclabili e fare la manutenzione necessaria, almeno si poteva elaborare il “piano per la mobilità sostenibile” e rendere pubblici i motivi che ne impediscono l’immediata realizzazione. Restiamo dell’idea che, anche nelle ristrettezze economiche, sia possibile avviare iniziative utili a ridurre la pressione del traffico sulle zone centrali cominciando a istituire un piccolo “Park and Ride” nel parcheggio di viale Fortore, 300 posti auto, collegandolo a piazza Cavour con un servizio navetta, ed è possibile promuovere l’uso del mini parcheggio di via Manfredi, 60 posti, includendo il biglietto dell’autobus nel costo, a tariffa agevolata, della sosta. Questo permetterebbe l’ingresso in centro di centinaia di persone decongestionando il traffico (….)

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Foggia, minoranza chiede dimissioni Mongelli. “Governano i salotti”

MUOIA Sansone con tutti i filistei. Traslato dalla Bibbia a Palazzo di Città si legga: si dimetta Gianni Mongelli con tutta la sua Giunta. Che, se al Popolo delle Libertà del capoluogo piace – eccome se piace – al resto delle minoranze, quelle de La Puglia prima di Tutto, de La Destra, della civica Prima Foggia arreca più d’un qualche fastidio. Agostinacchio chiede un ritorno alla politica. Deciso Lucio Ventura: “Pd vuole Mongelli in Parlamento. Elezioni anticipate”

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Foggia, la Giunta delle polemiche. Cislaghi: “Non è centrosinistra”

“ESPRIMIAMO – scrive il segretario del Prc la nostra perplessità sulla giunta presentata oggi dal Sindaco, perplessità che deriva sia dall’ingresso in giunta di esponenti non riconducibili alla coalizione che ha vinto le elezioni che dalla mancanza di assessori vicini alla sinistra, come lo era il dott. Rocco Laricchiuta, che con la partecipazione alla lista Mongelli e con liste proprie (Federazione della Sinistra e Sinistra per Foggia), ha dato un contributo significativo alla vittoria elettorale”

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Mongelli presenta la nuova Giunta. “In un anno il Pug”. Psi lo scarica

DOPO quattro mesi di attesa, il primo cittadino del capoluogo ha presentato, questa mattina, la composizione della squadra che gestirà la fase due della sua amministrazione. Ma tutti sono scontenti. Piarullo e Benvenuto hanno già detto che non faranno più parte della maggioranza e hanno chiesto a Iuppa (che il sindaco aveva confermato) di fare un passo indietro rispetto alle deleghe affidategli. Nessuna presenza neppure da parte di Claudio Sottile e De VIto. I Moderati e Popolari, a questo punto, potrebbero anche distaccarsi. Mugugni anche da SeL (ma si aspettano le posizioni ufficiali della segretaria cittadina) e parte del Pd

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Foggia, niet di Piemontese: “Troppe critiche, non farò l’Assessore”. Pd: “Giunta entro 48-72 ore”

“Dopo aver preso atto della mancanza di serenità e linearità politica nella discussione sviluppatasi tra il sindaco e la maggioranza che lo sostiene, sono convinto sia opportuno proseguire la mia più che gratificante esperienza politica e istituzionale alla Presidenza del Consiglio comunale. Ruolo che mi consentirà comunque di fornire ogni supporto utile al lavoro che l’on. Francesco Boccia ha così generosamente deciso di svolgere al servizio della nostra città”, così il più suffragato dei piddini. Intanto, il partito chiede al sindaco solerzia

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Verifica Foggia. Pd minaccia Mongelli: “Priorità competenze”

IL PARTITO di paolo Campo non ci sta a vestire i panni del capro espiatorio. Durante la segreteria, svoltasi ieri sera (lunedì 23), valutazioni attorno alla situazione politica del capoluogo: “O cambio o il Partito Democratico valuterà approfonditamente se e con quali forme proseguire un’esperienza amministrativa che riteniamo possa e debba procedere esclusivamente se orientata a restituire entusiasmo e speranza alla comunità alla quale apparteniamo e che ci onoriamo di rappresentare in Consiglio comunale”

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Giunta quasi pronta. Entro prossima settimana Foggia avrà un Governo

GIANNI MONGELLI non si è fatto impressionare dal fallimento di Amica e sta lavorando a testa bassa per la composizione della nuova Giunta che segnerà la fase due del suo Governo e della Città dauna. Pronti spostamenti e nuovi ingressi, fra giovani, tecnici e donne

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Foggia nelle mani di Mongelli

COUPE DE teatre. Mossa a sorpresa. Botto clamoroso. Exploit di dignità. Può avere tante definizioni l’azione politica messa in atto da Gianni Mongelli. Fatto sta che l’ultimo sindaco d’Italia per apprezzamento (Governance Poll 2011. Sotto di lui c’era solo Diego Cammarata, dimessosi), primo amministratore della peggiore città d’Italia, ha calato il sipario sulla Giunta più brutta che abbia, almeno in epoche recenti, mai (s)governato il capoluogo. Un governicchio senza infamia e senza lode, fatto di assessori potentissimi, autocrati decisionisti e silenti esecutori che, nell’immaginario locale, sostituirà presto la tanto vituperata squadra cilibertiana quale pietra miliare dell’infamia.

Mongelli, due anni e mezzo dopo la sua clamorosa elezione, può ricominciare da zero. E’ un auto regalo, il suo, compratosi contro il volere della minacciosa moglie piddina e della pretenziosa amante socialista. E che può divenire il più bel dono per la città. Il sindaco, mai come in questo caso, ha tutto nelle sue mani. Sa che non può ripetere più gli errori del passato (più remoto e più recente), se non vuole correre il rischio di affievolire ulteriormente la fiducia del Consiglio e delle rappresentanze civiche. Niente promesse d’amore, meno pathos, più razionalità. Ai proclami, Mongelli preferisce questa volta il low profile. L’imprenditore che fu candidato ha lasciato il posto al politico che è sindaco. Sa che deve recuperare il tanto tempo perduto per strada e sa che, di fronte, non è che ne abbia tanto, di tempo.

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Governace poll 2011. Cammarata dimesso, Mongelli ultimo. Tatarella: “Segua l’esempio”

ULTIMA, ancora. Nelle classifiche di gradimento dei sindaci Italiani Governance Poll 2011, Foggia è quella che dà il voto più basso al suo primo amministratore. In verità, Gianni Mongelli si era fermato al penultimo posto, prima che le dimissioni dell’omologo palermitano, Diego Cammarata, appurassero, ancora una volta, che il capoluogo dauno è sul fondo dei bassifondi.

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Verifica Foggia, non c’è l’azzeramento. E saltano gli accordi

I NOVE consiglieri continuano a chiedere la certificazione dell’azzeramento prima di votare il piano di rientro. Mongelli continua a chiedere di invertire la cronologia degli eventi: prima il voto, poi si torna a discutere della possibilità di azzerare la giunta. Ma mezzo Pd e UdCap continuano a chiedere che nulla cambi. O, per lo meno, dicono fermamente no all’ipotesi di schiacciare il tasto reset. E tutto salta, mettendo a rischio la sopravvivenza della giunta. Un consigliere a Stato: “Pellegrino è intoccabile. Come un paria”

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