LA chiave di lettura sulla nuova emergenza rifiut nel capoluogo dauno l’ha data nei giorni scorsi il Governatore della Regione Puglia quando, dopo l’esito negativo del referendum tra i lavoratori di Amica ha dichiarato: “purtroppo, vedo levarsi voci scomposte, oggettivamente convergenti con interessi opachi, che ostacolano la soluzione e che, strumentalizzando la preoccupazione dei lavoratori, propongono una sorta di ‘emergenza permanente’, certo non nell’interesse dei cittadini. Oggi, Foggia è davanti ad un bivio. Auspico che il Sindaco interpreti i sentimenti della più vasta opinione pubblica della città e superi con forza gli ostacoli frapposti da interessi poco chiari.”
Foggia effettivamente è in questi giorni davanti ad un bivio: il percorso e la soluzione scelti per il “caso AMICA” serviranno da spartiacque su come dovranno essere affrontate le altre problematiche legate alla città. In gioco c’è il presente ed il futuro di Foggia. Il colpo di scena, l’ennesimo, c’è stato quando i lavoratori con il loro no al referendum hanno di fatto bloccato il passaggio del servizio raccolta rifiuti nelle mani dell’AMIU di Bari. Il risultato: tutti i lavoratori sono stati licenziati e i rifiuti inondano le strade cittadine. Nessuno ci ha guadagnato.
Il perché della scelta degli ex-lavoratori AMICA di bocciare il referendum che, seppur alleggerendo le loro buste paghe, permetteva loro comunque di avere un lavoro rimane oscuro. Probabilmente credevano, su “consiglio” di qualcuno che ha interesse affinché le cose non cambino, che tutto sarebbe tornato come prima. Ma così non è stato. Le lettere di licenziamento sono arrivate lo stesso. In queste ore però sono state raccolte più di trecento firme tra gli ex-dipendenti Amica per rivedere l’esito del referendum. Segno che i lavoratori hanno compreso che Comune e (…)