IL Pd fin’ora è stato dato sempre per malato e come tale si è sempre ritenuto che potesse guarire. Come se una volta in salute potesse trovare una identità, una linea, un leader. La cura prescritta a furor di popolo è sempre stato il ricambio generazionale, quel 40% che ha votato la “Rottamazione” alle ultime primarie. Una percentuale contro l’establishment senza precedenti. E’ rimasto solo Renzi a pensare che quel voto fosse per lui. Nel frattempo i suoi elettori – vista la mal parata – sono fuggiti verso le 5 stelle.
Renzi nel frattempo ha finito per sponsorizzare l’inciucio del secolo certificando che quella visita ad Arcore aveva un significato politico. Archiviato Renzi e la sua lingua biforcuta, la domanda è: col nipote di Gianni Letta al potere insieme ai sui “cugini” berluscones, il Pd può ancora guarire? In altre parole, basterà la tardiva ibernazione dei dinosauri perché questo Pd abbia l’ambizione di rappresentare il centrosinistra in futuro, oppure il Pd è definitivamente morto? Se fosse così poco male. Basta certificarlo e rimboccarsi le maniche per costruire il vero partito democratico italiano. (..)