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Cambiare Foggia? E’ anche colpa del PD

SE non venisse dal segretario provinciale del PD la dichiarazione di voler cambiare Foggia ci sarebbe da prenderla sul serio ma, purtroppo, visto chi ha fatto questa dichiarazione, siamo obbligati a ricordargli che è anche per colpa del Partito Democratico, oltre che delle destre, se a Foggia c’è bisogno di cambiare il modo di amministrare la città.

Il segretario Provinciale del PD ci deve spiegare perché non ha mai voluto aprire una discussione sulla “parità di genere” nei consigli d’amministrazione delle aziende partecipate, come da proposta che gli abbiamo consegnato pochi giorni dopo la manifestazione “se non ora quando”, perché il PD non ha mai chiesto la rotazione di tutti i dirigenti comunali, perché il PD non ha mai chiesto che si facesse chiarezza su come si sono accumulati i debiti dell’amministrazione comunale (a ogni debito corrisponde una determina firmata da un dirigente o una delibera approvata da una maggioranza consigliare), perché il PD non ha mai chiesto un bando pubblico per l’affidamento delle strutture sportive.

Stiamo ancora aspettando una seria autocritica per come questo partito ha lasciato la città alla fine della consigliatura Ciliberti. Ricordiamo al segretario provinciale del PD che i debiti accumulati negli anni di Agostinacchio e Ciliberti hanno causato il fallimento della partecipata AMICA, hanno obbligato all’adozione del piano della sosta tariffata per ripianare i conti di ATAF, hanno imposto la vendita dell’80% della proprietà di AMGAS per sanare i debiti accumulati. Gli ricordiamo anche che la debitoria di AMICA ha rischiato di causare il dissesto del Comune di Foggia, evitato solo grazie a una sentenza del Tribunale che, raro caso in Italia, ha definito fallibile una società partecipata pubblica per la raccolta dei rifiuti urbani. Oggi, come cinque anni fa, il PD fa dichiarazione di voler cambiare per porre rimedio ai guasti che il PD stesso, oltre alle destre, ha causato.

Risibile il paragone con le primarie vinte dal presidente Vendola su Boccia perché, in quel caso, non è cambiata la coalizione ma, anzi, si è schierata coesa contro le destre. Risibile ricordare che in un comune della provincia il PRC governa insieme all’UDC, perché quella alleanza è stata fatta al turno di ballottaggio, dopo che il PD aveva perso al primo turno, per contrastare la coalizione delle destre come era stato fatto alle scorse comunali di Foggia.

Il segretario provinciale del PD dimostra che non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire perché lui non ha voluto ascoltare le critiche che abbiamo fatto, prima alla candidatura dell’architetto Marasco (una candidatura ostile alla coalizione), poi alle dichiarazioni programmatiche sull’edilizia e sulla rigenerazione urbana (prevede 200 a mq. per abbattimenti e ricostruzioni) e, per ultimo, la nomina dell’ing. Fiore amministratore di ATAF senza uno (….)

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