Meritocrazia ‘ad personam’

di Giuseppe de Filippo
Pubblicato: febbraio 7, 2010

MERITOCRAZIA ad personam o valutazione del personale in delega al solo. Chissà cosa ne penserebbe oggi Michael Young, autore del testo ‘Rise of the Meritocracy”, il primo a trattare dell’argomento, in riferimento all’utilizzo inappropriato della meritocrazia, intesa come un sistema sociale (e forma di governo) nella quale l’assegnazione, la distribuzione della ricchezza, ma anche la partecipazione del potere, sono correlazionate ad un sistema di premio e valore e non invece ad appartenenze "lobbistiche, familiari, clienterali, più che forme nepotiche, o caste economiche intese come oligarchiche”. Nel suo testo del 1958, Young utilizzava il termine meritocrazia in senso dispregiativo, immaginando pertanto un futuro distopico (per distopìa o antiutopìa, pseudo-utopìa, utopìa negativa o cacotopia si intende una società indesiderabile sotto tutti i punti di vista. In opposizione a utopìa), nel quale la posizione sociale di un individuo era determinata dal suo "quoziente intellettivo e dallo sforzo". Nel testo di Young, (continua a leggere...)