Casi e Sentenze

Tributi locali: avvisi di mora prescritti in cinque anni


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Roma – IN prescrizione il diritto al recupero dei tributi locali che si pagano “periodicamente” se l’avviso di mora non viene notificato nei cinque anni successivi alla cartella di pagamento (fonte: Sole24ore). Questo il provvedimento della Corte di Cassazione con sentenza n.4283/10, depositata lo scorso 23 febbraio del 2010.

LA vicenda parte da tre avvisi di mora ricevuti da un contribuente italiano nel 2002, avvisi relativi a tributi locali (dunque tassa, smaltimento rifiuti solidi urbani, tributo occupazione di aree pubbliche e passi carrabili, nonchè contributi per coinsorzio di bonifica). Il cittadino ha proposto ricordo al Ctp, chiedendo la dichiarazione dell’estinzione dei crediti per la prescrizione quinquiennale (articolo 2948 n.4 del codice civile), il cui termine, decorrente dalla notifica delle cartelle esattoriali, era già decorso. Ma il ricorso del contribuente è stato rigettato prima dal Ctp poi dalla Crr, ritenendo che “ai crediti fosse applicabile la prescrizione ordinarie decennale”, relativa all’articolo 2946 del Codice civile.

MA il succitato esito dei due giudizi è stato ribaltato dalla V sezione nazionale civile. Secondo i giudici, il fatto – “incontroverso”- che i pagamenti dei tributi locali oggetto del giudizio avessero cadenza di un anno (o relative a termini inferiori) non era sufficiente per farli rientrare nell’ipotesi prevista dal n.4 dell’articolo 2948. Per Cassazione, questa disposizione del codice poteva infatti trovare applicazione nella sola ipotesi di “prestazioni periodiche” in relazione ad una causa debendi continuativa, mentre non poteva trovare applicazione nell’ipotesi di debito unico.

IN QUESTO modo, si era ritenuto di applicare: la prescrizione di dieci anni ai fini Iva (da pagarsi anche con cadenza annuale o inferiore) a causa di una mancanza di una causa debendi continuativa, dato che l’obbligazione tributaria, considerando l’autonomia dei sigoli periodi di imposta e delle relative obbligazioni, “non può considerarsi un’obbligazione periodica”, derivando infatti “il credito, anno per anno, da una nuova ed autonoma valutazione riguardo alla sussistenza dei presupposti impositivi”.

INOLTRE la prescrizione quinquiennale, relativa al prezzo della somministrazione di energia elettrica e del canone dell’acqua, “essendo esso pagato annualmente o a scadenze inferiori all’anno in relazione ai consumi verificatisi per ciascun periodo”, così configurando una prestazione periodica con connotati di autonomia nell’ambito di una causa pedendi di tipo continuativo.

CON il provvedimento emesso, la V sezione civile, per i casi considerati “nella sentenza”, ha ritenuto che il contribuente è tenuto a pagare una somma “in modo periodico”, una somma che, sia pure determinata in linea autoritativa, costituisce corrispettivo di un servizio reso allo stesso, o richiesto (si pensi alla concessione di uso di suolo pubblico di uso di passo carrabile”), o imposto (si pensi alla tassa per lo smaltimento per i rifiuti), che di volta in volta si giustifica in quanto annualmente il corrispondente servizio venga erogato. Quindi si ritiene necessario, per ogni singolo periodo contributivo, un riesame dell’esistenza dei presupposti impositivi, che “permangono fino ad un mutamento della situazione di fatto giustificante il servizio” (fonte: Sole24ore), nè il corrispettivo (fonte: Sole24ore) potrebbe dall’utente essere corrisposto in una soluzione unica, in quanto ab initio non determinanto e non determinabile, nè nell’entità, nè nella durata. Per questo ha ritenuto applicabile ai casi oggetto del giudizio la prescrizione di cinque anni in quanto li avrebbe assimilati ai pagamenti che integrano corrispettivo di forniture elettriche “o idriche”. Con la differenza (unica) che, in ragione della natura di tipo impositiva del rapporto, i corrispettivi che integrano i tributi in esame non sono “immediatamente legati all’entità del beneficio conseguito dal contribuente o dall’entità dei consumi”. Una sentenza importante (Francesco Falcone – Sole24ore) che potrebbe dunque rimettere in discussione gli eventuali crediti vantati dagli enti locali nonostante siano passati un determinato numeri di anni, credi che ora giustamente sono “sconosciuti” dai contribuenti.

Tributi locali: avvisi di mora prescritti in cinque anni ultima modifica: 2010-03-01T20:39:58+00:00 da Pasquale Gargano



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