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SCELTA Lucera. A scuola s’impara anche la manovra di Heimlick

Il nuovo progetto curricolare del ds Pasquale Trivisonne

AUTORE:
Claudia Ferrante
PUBBLICATO IL:
1 Marzo 2024
Lucera // Scuola e Giovani //

Non è raro che l’attività di formazione scolastica possa fungere da strumento utile ed empirico per la vita di tutti i giorni, la quotidianità mostra quanto l’esperienza acquisita sia utile per affrontare problemi e incombenze quotidiane.

Accade così che attraverso l’apertura all’associazionismo si possa immaginare una nuova impostazione curricolare dei programmi scolastici.

Lo sa bene Pasquale Trivisonne, dirigente scolastico lucerino dell’Istituto Bozzini- Fasani di Lucera il quale ha deciso di inserire tra i programmi curricolari la formazione di docenti ed allievi per apprendere la manovra di Heimlich –  dal nome del medico statunitense Henry Heimlich, che per primo la descrisse nel 1974, ndr -,  dopo aver ospitato il service multi distrettuale del Lions International “Viva Sofia: due mani per la vita”, organizzato dal locale lions club alla presenza del coordinatore distrettuale, dott. Gianfranco Nassisi.

“Il nostro istituto è dotato già da diverso tempo di apparecchi defibrillatori. Da ieri, é nata poi l’idea di formare gli insegnanti per renderli edotti sulle manovre anti soffocamento, per fare di loro istruttori pronti ad intervenire durante le loro ore curricolari qualora si presentino delle emergenze”, così spiega a Stato Quotidiano Trivisonne.

Una scelta decisamente coerente e utile specie se si considera l’utenza scolastica dell’istituto, oltre ad essere certamente in linea con un progetto formativo tendente sempre più verso alti standard qualitativi.

In pochi, fatta eccezione per gli addetti ai lavori, conoscono effettivamente come si usi un defibrillatore, un apparecchio il cui scopo é quello di annullare, con una forte corrente elettrica, l’attività del cuore attraverso la depolarizzazione simultanea di gran parte delle cellule del miocardio. Il primo defibrillatore portatile fu costruito in Irlanda del Nord per un utilizzo soprattutto extra ospedaliero.

Da diversi anni, il Lions Club International  attivo tra le sue attività di service quello chiamato “Viva Sofia”, dal nome di una piccola bambina salvata da sicuro soffocamento. “Viva Sofia: due mani per la vita” è un service che ha lo scopo di fornire conoscenze e procedure utili a salvaguardare la vita in attesa del personale del 112/118, insegnando le manovre di disostruzione e le manovre di rianimazione di base, oltre a elementi di primo soccorso e all’utilizzo del defibrillatore.

Il Multidistretto Italy del Lions Club International, prendendo spunto da quanto accaduto realmente a Sofia, una bambina di Faenza che si stava soffocando con un gamberetto e che è stata salvata grazie al pronto intervento della madre con la manovra di disostruzione delle vie aeree, imparata durante un corso organizzato dal Lions club Faenza e Valli Faentine dal Dottor Daniele Donigaglia, ha proposto questo “service” come di interesse nazionale al congresso di Sanremo del 2016, confermandolo permanente l’anno dopo al congresso di Roma.

Le competenze sanitarie e più nello specifico mediche dei Lions hanno già consentito all’associazione di proporsi come interlocutore per sensibilizzare, informare e formare genitori, nonni, educatrici delle scuole primarie e degli asili nido e dell’infanzia, studenti delle scuole superiori.

Il “Viva Sofia” quindi come stile di vita, aiuto efficace in caso di emergenza, approccio emozionale all’emergenza: le manovre salvavita dovrebbero essere un patrimonio comune ed i Lions sono ora in prima fila per servire e donare anche queste competenze alla comunità.

In tal modo ciascuno di noi può diventare un angelo in terra, un cittadino informato ed utile al prossimo salvando la vita altrui. 

© StatoQuotidiano - Riproduzione riservata

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