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SANITA' Foggia: al Policlinico di Foggia esami e cure innovative per Epatite Delta

L'unità di Malattie Infettive del Policlinico di Foggia ha sviluppato un modello volto a facilitare l'individuazione dell'Epatite Delta.

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
1 Giugno 2024
Cronaca // Foggia //

Considerando le nuove opzioni terapeutiche per l’epatite Delta, è di fondamentale importanza identificare e trattare tutti i pazienti affetti da questa condizione. A tale scopo, l’unità di Malattie Infettive del Policlinico di Foggia, in collaborazione con la rete infettivologica pugliese, ha sviluppato un modello organizzativo volto a facilitare l’individuazione, la gestione e il trattamento dei pazienti con infezione attiva da HDV e a standardizzare la cura dei pazienti con HDV in tutta la regione.

L’epatite Delta è causata dal virus dell’Epatite D (HDV), che richiede la presenza del virus dell’Epatite B (HBV) per causare malattia epatica. L’infezione da HDV si trasmette per via parenterale, sessuale e, più raramente, verticale. I principali fattori di rischio per la trasmissione dell’infezione delta includono l’uso di droghe in vena, rapporti sessuali non protetti, tatuaggi o piercing non sterili, convivenza con persone infette, detenzione e provenienza da regioni endemiche per l’epatite delta.

La diagnosi di infezione da HDV comincia con la ricerca degli anticorpi anti-HDV nel sangue. Nei soggetti positivi per gli anticorpi, è necessario confermare l’infezione mediante la ricerca dell’HDV RNA. Attualmente, il test per l’HDV RNA quantitativo non è ampiamente disponibile in Puglia, ma è stato introdotto presso il Policlinico di Foggia. Questo ha permesso a numerosi pazienti di iniziare la terapia con Bulevirtide, l’unica opzione terapeutica attualmente disponibile per l’epatite cronica delta.

Inoltre, la nostra unità fa parte della rete Vironet, che mira a valutare l’accuratezza dei test diagnostici per l’HDV. La prevenzione dell’infezione Delta avviene evitando comportamenti a rischio e mediante la vaccinazione anti-epatite B.

Le opzioni terapeutiche attuali includono PegIFNa e Bulevirtide. Tuttavia, PegIFNa presenta numerosi effetti collaterali ed è efficace solo in una percentuale limitata di pazienti. Bulevirtide è il primo antivirale approvato per l’HDV e agisce bloccando l’ingresso del virus nelle cellule del fegato. Questa terapia innovativa è prescritta presso il nostro centro, dove è possibile partecipare a studi sperimentali multicentrici internazionali per valutare altre opzioni terapeutiche.

Lo riporta FoggiaToday.

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