CERIGNOLA – «Non siamo di fronte a un comparto privilegiato dall’evasione fiscale, ma a una categoria che lotta quotidianamente per sopravvivere». È la posizione di ASSOAMBULANTI Cerignola, che si unisce alla protesta dell’organizzazione nazionale contro le recenti notizie che collocano il commercio ambulante tra le categorie maggiormente esposte al rischio di evasione fiscale.
Secondo l’associazione, i parametri utilizzati nelle analisi diffuse a livello nazionale non rappresenterebbero correttamente la realtà del settore, caratterizzato invece da una progressiva contrazione del numero di imprese e da crescenti difficoltà economiche.
ASSOAMBULANTI evidenzia come, nell’ultimo decennio, il numero delle imprese ambulanti attive in Italia sia passato da circa 190mila a 148mila unità, con una riduzione superiore al 22%. Ancora più marcata la crisi nel comparto non alimentare, in particolare nell’abbigliamento e nelle calzature.
Anche la Puglia registra una flessione significativa, passando da 18.500 a 15.500 operatori. Nella provincia di Foggia, inoltre, si sarebbe verificata una progressiva perdita di licenze nei piccoli centri.
Il caso Cerignola
Particolarmente preoccupante, secondo l’associazione, la situazione di Cerignola. Il tradizionale mercato settimanale del mercoledì, per anni punto di riferimento per l’intero territorio, avrebbe perso oltre il 30% degli operatori autorizzati, scesi da circa 400 a poco più di 230-250.
Tra le principali cause indicate figurano il crollo del valore delle licenze, l’aumento dei costi di gestione e della burocrazia e la concorrenza del commercio abusivo, che penalizzerebbe gli operatori regolari.
«Non evasione, ma economia di sussistenza»
ASSOAMBULANTI respinge l’immagine dell’ambulante come “evasore strategico”, sostenendo che gran parte delle attività del settore siano microimprese familiari impegnate a garantire un reddito minimo. L’associazione rivendica inoltre il ruolo sociale dei mercati rionali, considerati un presidio economico per le famiglie e uno strumento di contenimento dei prezzi grazie alla filiera corta.
«Se c’è un’evasione – sostiene l’associazione – è piuttosto l’evasione da questo mestiere», si legge nel documento, che descrive un comparto sempre meno attrattivo per le nuove generazioni e sempre più in difficoltà.
A lanciare l’allarme è il presidente di ASSOAMBULANTI Cerignola, Carlo Simone, che chiede l’apertura di un tavolo di crisi comunale per affrontare le criticità del settore. Tra le richieste avanzate figurano agevolazioni fiscali sui canoni di occupazione del suolo pubblico, un piano più incisivo contro l’abusivismo e interventi di riqualificazione delle aree mercatali cittadine. «Non stiamo perdendo soltanto imprese – afferma Simone – ma pezzi della nostra identità e della sicurezza sociale. Quando si spegne un mercato, si spegne la città».
Redazione StatoQuotidiano.



