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FOGGIA ANGIOLA Chiusura di Piazza Cavour per il ‘Gio Festival’, Angiola: «Per 25 giorni è un sequestro urbano»

"Gli eventi vanno organizzati con equilibrio, contemperando le esigenze dell’iniziativa con quelle della mobilità urbana e della vita ordinaria dei cittadini"

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
1 Giugno 2026
Foggia // Politica //

Dura presa di posizione di Nunzio Angiola sulla chiusura di Piazza Cavour a Foggia in occasione del Gio Festival. Il consigliere comunale civico di opposizione e leader del movimento Cambia critica apertamente la decisione dell’amministrazione, definendo il provvedimento eccessivamente impattante sulla mobilità urbana e sulla quotidianità dei cittadini.

«Per 25 giorni non è una chiusura: è un sequestro urbano», afferma Angiola, evidenziando come Piazza Cavour rappresenti uno snodo centrale per il traffico cittadino, i collegamenti con la stazione ferroviaria, il trasporto pubblico locale e gli spostamenti di pendolari, residenti e commercianti.

«Bloccare Piazza Cavour, cuore della mobilità cittadina, per quasi un mese significa scaricare su cittadini, lavoratori, pendolari e commercianti il costo di una programmazione sbagliata. Gli eventi sono importanti. Ma una città non può essere ostaggio degli allestimenti», prosegue il consigliere.

Angiola riferisce inoltre di aver raccolto numerose segnalazioni e proteste da parte di cittadini, esercenti, lavoratori e pendolari, che denuncerebbero rallentamenti alla circolazione, difficoltà negli spostamenti verso la stazione ferroviaria e timori per le ripercussioni sul commercio del centro cittadino. «Sono voci che meritano ascolto e rispetto», sottolinea.

Pur ribadendo di non contestare il valore degli eventi culturali e delle iniziative pubbliche, il consigliere pone l’accento sulla necessità di una pianificazione più equilibrata. «Nessuno mette in discussione il valore degli eventi culturali e delle iniziative pubbliche. Una città viva ha bisogno di occasioni di incontro, socialità e spettacolo. Ma proprio per questo gli eventi vanno organizzati con equilibrio, contemperando le esigenze dell’iniziativa con quelle della mobilità urbana e della vita ordinaria dei cittadini», osserva.

Angiola solleva poi il tema delle possibili alternative logistiche, chiedendosi se non fosse possibile individuare aree differenti per ospitare il festival. «Davvero non esistevano alternative? Se non si riteneva sufficiente Piazza Cesare Battisti, si sarebbe potuto valutare lo spazio antistante il boschetto della Villa Comunale, il Parco San Felice oppure i Campi Diomedei: luoghi ampi e idonei ad accogliere iniziative pubbliche di grandi dimensioni senza paralizzare per quasi un mese uno snodo centrale della città».

Nel mirino del segretario provinciale di Cambia anche il metodo adottato per arrivare alla decisione. «Senza un reale coinvolgimento delle parti sociali, senza ascoltare preventivamente cittadini, operatori economici, categorie interessate e senza un confronto con i gruppi e con le commissioni consiliari. Una scelta così impattante per la vita cittadina avrebbe richiesto condivisione, ascolto e programmazione. Invece, si è proceduto senza confronto e senza partecipazione. È il sintomo di un pressappochismo amministrativo che, purtroppo, rischia di diventare il tratto distintivo di questa Amministrazione», attacca.

Infine, Angiola chiede all’amministrazione comunale chiarimenti pubblici sulla durata della chiusura, sulle motivazioni che hanno escluso soluzioni alternative e sulle eventuali misure per limitare i disagi. «Gli eventi devono valorizzare Foggia, non bloccarla», conclude.

Lo riporta foggiatoday.it.

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