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U Vasenecole ‘nnanza a porte de chese

AUTORE:
Franco Rinaldi
PUBBLICATO IL:
1 Luglio 2014
Manfredonia //

U Vasenecole ‘nnanza a porte de chese (Il Basilico avanti l’uscio di casa)

di Franco Rinaldi *

NOTIZIE STORICHE. Il basilico è una antica pianta aromatica dal profumo e intenso sapore, originaria dell’Oriente. Fu importata prima dai greci e poi dai romani, che la introdussero in tutta l’Europa. Il suo nome deriva dal greco basileus, che “significa erba del re”, in considerazione di essere tra le più importanti.

Il grande filosofo greco Aristotele le diede il nome di “basilikon”. Plinio il Vecchio, erudito scrittore latino, invece, riteneva che i semi del basilico erano potenti afrodisiaci. Nel Medioevo era credenza che il basilico nascosto sul petto oppure nelle calze faceva da stimolo e provocava l’amore. Sui davanzali delle finestre, per proteggersi dalle energie sfavorevoli, veniva messo un vaso di basilico. Le giovani fanciulle se toccavano la pianta senza molta cura, e quest’ultima tremava, non erano considerate più vergini.

Utilizzata da secoli nella cucina, questa pianta veniva altresì, impiegata nella preparazione di unguenti contro le infiammazioni della pelle. I contadini somministravano il basilico persino agli animali (cavalli, asini) nel periodo della monta. Nel ‘500, il medico naturalista, studioso di botanica, Pierandrea Mattioli sosteneva che la pianta era famosissima in Italia e non c’era casa che non coltivava il basilico durante l’estate. Tra le varie specie di basilico utilizzate in Italia, hanno priorità quello genovese a foglie larghe, molto profumato, e quello napoletano a piccole foglie con aroma più delicato.

L’UTILIZZO DEL BASILICO NELLE CURE MEDICHE. Il basilico fresco ha la sua efficacia contro la nausea e le coliche, in particolare quando si è ecceduto nel mangiare e bere. L’olio essenziale contenuto nelle foglie è capace di calmare gli spasmi intestinali, perché lo rende un efficace digestivo. Sempre gli oli aromatici di cui il basilico è ricco, combattono i gonfiori tipici dell’estate, purificano il respiro e contengono sostanze antiossidanti. Trattato sotto forma di infusi, può curare il raffreddore, l’influenza, la nausea, i crampi addominali, la cefalea, il nervosismo e persino la depressione.

Gli ultimi studi, hanno altresì evidenziato, che il basilico ha la capacità di combattere i radicali liberi, e quindi ritardare il processo di invecchiamento delle cellule del nostro organismo, proteggendo nel contempo cuore, cervello e fegato.

“U VASENECOLE” NELLA TRADIZIONE A MANFREDONIA. Una antica usanza che si tiene tuttora a Manfredonia è quella di piantare nel mese di maggio-giugno i semini e poi crescere il basilico in un vaso di terracotta, (un tempo in grossi contenitori di stagno) vicino l’uscio di casa (posti a terra, su una finestrella o appeso al muro). Viene altresì, coltivato sul balcone di casa oppure sul terrazzo “sopa a làsckere”, fino alla fine di settembre.

Alcune persone conservano persino i semini secchi dell’ultima fioritura, per ripiantarli l’anno successivo. Una delle zone di Manfredonia dove questa usanza viene ancora maggiormente praticata è nei pianoterra del quartiere Scaloria. Basta farsi un giro per le vie del quartiere, per osservare i vasi di basilico “i graste de vasenecole” posizionate, vicino la porta di casa, sopra qualche finestrella o coltivati in contenitori di stagno appesi al muro a grossi chiodi sempre fuori l’uscio di casa.

Le foglie di basilico fresco vengono spesso utilizzate nella cucina sipontina nella preparazione del il ragù, nella preparazione della conserva “a saveze” e nella preparazione dei pomodori “spacchete ndi buccacce”, pietanze varie, pizze, etc. Utilità e abbellimento della casa sono i due motivi principali di questa tradizione, di crescere vicino l’uscio di casa o sopra una finestrella il basilico.

Quando le foglie del basilico sono ben cresciute, basta accarezzarle, per avvertire un profumo intenso sulla mano. Alcuni sostengono, che il motivo perché vicino l’uscio di casa, si piantava e si pianta il basilico, era anche per tenere lontano le zanzare, in particolare nei mesi estivi, quando l’afa diventa insopportabile, e le famiglie si riuniscono e fanno “i rutille”, avanti le porte dei pianoterra.
“U vasenecole” è davvero un toccasana, basta prendere due o tre foglie strofinarle sulle parti del corpo esposte agli attacchi delle zanzare, per evitare fastidiosi morsi, che spesso provocano anche infezioni cutanee.

Oggi, il Basilico è coltivato anche durante i mesi invernali in apposite serre. Una delle popolazioni in Italia, che ne fa largo uso di basilico, sono i genovesi, con il loro famoso “pesto alla genovese” preparato con diverse pietanze a base di pesto con foglie di basilico, ma anche in altre regioni d’Italia viene coltivato e venduto tutto l’anno a mò di piantine in supermercati e mercatini vari.

Va, altresì, ricordato che crescere il basilico vicino l’uscio di casa, sui balconi, o sui terrazzi delle proprie abitazioni è una antica usanza, ancora molto praticata, in particolare nei mesi estivi, in numerosi paesi delle Regioni meridionali.

* (Cultore di storia e tradizioni popolari di Manfredonia)

FOTOGALLERY – A CURA DI FRANCO RINALDI

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