Secondo le dichiarazioni del consigliere comunale Ugo Galli, la presenza di vasi con fichi d’India e altre piantagioni locali collocati dinanzi al Duomo, in diversi punti dello spazio pubblico, rappresenta una scelta che solleva interrogativi sul senso complessivo dell’intervento di arredo urbano. Dalle immagini raccolte, le piante risultano in parte sofferenti a causa delle alte temperature.
La collocazione di queste installazioni vegetali in una delle aree più frequentate della città viene quindi letta come una iniziativa non ordinaria di sistemazione dello spazio pubblico, sulla quale si chiede maggiore chiarezza.
Tra le possibili interpretazioni richiamate dal consigliere figurano l’ipotesi di una forma di rigenerazione urbana attraverso il verde, oppure un intervento volto all’incremento di aree verdi con modalità innovative. Non mancano, tuttavia, letture più critiche che ipotizzano una possibile delimitazione simbolica di spazi o funzioni all’interno dell’area urbana.
Altre ipotesi riguardano la creazione di spazi a vocazione informativo-turistica o associativa, mentre viene richiamata anche la possibilità di una semplice noncuranza nella gestione degli spazi pubblici, anche in relazione alla manifestazione svoltasi venerdì 26 giugno, per la quale l’accesso era consentito solo previo pagamento di un ticket.
Nelle dichiarazioni viene inoltre posto un interrogativo sulla gestione delle installazioni: chi si assume gli oneri della manutenzione e dell’eventuale rimozione dei vasi e delle piante?
Un tema che, secondo quanto evidenziato, rimanda più in generale alla gestione degli spazi condivisi e al rapporto tra eventi temporanei, arredo urbano e responsabilità amministrativa.
Lo riporta su Facebook, Ugo Galli – consigliere comunale.




a me sembra monnezza lasciata per strada
Commissario prefettizio!
Consigliere Galli, ti do io uno spunto per la polemica, visto che da solo non ci riesci.
Mesi fa ci siamo sottoposti alle forche caudine per la riconsegna dei mastelli della raccolta differenziata e conseguente ritiro dei nuovi (con la motivazione/scusa) che i suddetti andavano sostituiti con altri dotati di Qr code (il riconoscimento dello stesso mediante braccialetto device indossato dagli operatori).
Ora, è sotto gli occhi di tutti che questa era una panzana (nessun qr code e nessun device) ma il cui costo lo abbiamo pagato noi.
Si sarebbero potuti risparmiare quei soldi per non oberare ulteriormente la popolazione con la rata Tari non ancora emessa.
Vai Galli, va e indaga
Migliaia di utenti non pagato la Tari e questo cialtroni ci ma daranno il bel pacco natalizio!🥒🥒🥒🥒🥒 Meditiamo, 🐐🐐🐐🐐🐐🐐🐐🐐e🐑🐑🐑🐑🐑🐑🐑🐑🐑, meditiamo;
@ Michele:
Pienamente d’accordo con il tuo commento, inoltre sarei curioso di sapere quante centinaia di migliaia di euro è costata questa PRESA IN GIRO ??.
Si poteva evitare, diminuendo la tassa, tra le più alte d’Italia , e un servizio di pulizia cittadina tra le più SCADENZE.
Se non ricordo male già alla prima consegna dei mastella si faceva che tramite rilevamento del codice a barre che stava sui mastelli si sarebbe tenuto sotto controllo molti fenomeni collegati alla raccolta differenziata.
In particolare sarebbero stati avvantaggiati coloro che facevano per bene il conferimento alla raccolta differenziata.
Mi sa tanto che anche questa volta ci hanno preso per il… naso.
Quindi deduco che questa ennesima consegna di contenitori ha tutt’altro scopo di far sopravvivere i famosi consorzi che riiciclano la plastica se non altro… ed io pago…
Tra l’altro si è notato, stando in fila per prendere i nuovi nastelli, che c’era gente che consegnava mastelli mai usati…ma comunque ritirati, a che pro ?
Ispettore Uaggillo perché non indaghi su chi paga la tari e l’Imu correttamente.
Ho il sospetto che non indagherai….ahhh furbastro