Editoriali

Da Polo della Libertà a quello della Speranza


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Estensione alleanza all'UdC di Casini, dichiarazioni Vendola su Twitter (st@)

Bari – CLAMOROSA inversione a u del presidente della Regione Puglia Nichi Vendola dopo il niet espresso meno di 2 settimane fa a nel corso del dibattito “Tra crisi e alternativa” durante il Padova Sherwood Festival. “Un’alleanza basata su un accordo tra Pd e Udc non mi trova interessato. Non voglio impedire un dibattito con i moderati né un compromesso con loro, ma è vietata la resa”.

Al termine dell’incontro con Pier Luigi Bersani di oggi Vendola ha spiegato, diversamente, che Sinistra Ecologia e Libertà è “disponibile” a lavorare con il Pd “per costruire la coalizione della speranza, la coalizione del futuro. Vendola ha inoltre annunciato che oggi presenterà un proprio documento che possa “interloquire” con la ‘Carta d’intenti‘ del Pd. “Porte aperte anche ai moderati“.

Il Governatore pugliese non ha risparmiato una stoccata al segretario de Italia dei Valori: “Il propagandismo esasperato di Di Pietro lo sta portando alla deriva”. ”Credo che sia difficile, direi impossibile, per Sel, il partito di Nichi Vendola, rompere con l’Italia dei Valori, perché vorrebbe dire rompere con le battaglie in difesa del lavoro – fa sapere Antonio Di Pietro– Mi rifiuto di pensare che Vendola possa rinunciare alle nostre battaglie sui diritti dei lavoratori”.

Lesto è arrivato un comunicato stampa a cercare di stemperare gli animi dopo che, meno di un mese fa, si era creato un asse Sel-IdV per invitare il PD a non votare le leggi contro l’articolo 8 dei lavoratori imposte del ministro Elsa Fornero. “Leggiamo in alcuni titoli di agenzie di stampa, e di alcuni siti online che Nichi Vendola avrebbe aperto all’alleanza con l’Udc, che siamo alla svolta, che avrebbe scaricato Di Pietro. Invitiamo tutti a non equivocare le parole del leader di Sel – si legge nella nota -: semplicemente ha ripetuto le stesse parole che negli ultimi mesi sono state dette sul tema delle alleanze”.

“Penso sia molto difficile per me sentirmi alleato di Rocco Buttiglione e penso sia improbabile per Rocco Buttiglione sentirsi alleato mio. Ma non dirò mai ‘mai con Buttiglione, mai con Casini”. Peccato che la memoria della rete delle sue dichiarazioni sia in netto disaccordo con quanto affermato oggi. “Se poi al centro della somma algebrica c’è l’asse privilegiato tra il PD e l’UDC, se c’è al centro l’asse D’Alema-Casini, io militerò con tutta la mia energia in una parte alternativa e antagonista a quest’area”.

Lo scorso 29 giugno Vendola aveva inoltre affermato sul social network Facebook che: “In una coalizione che non riconosce le coppie di fatto, io non mi accomodo nemmeno per prendere un caffè”. Sempre restando in tema di social network un gruppo simpatizzante del Movimento 5 Stelle ha sottolineato come, ancora oggi, sul profilo Twitter di Vendola fosse riportata la frase: “Nessuna svolta, nessuna apertura all’UDC”. Salvo poi smentire tutto in pochi minuti.

Come direbbe Antonio “Tonino” Di Pietro con la sua celeberrima frase: “Che c’azzecca?”. Cosa ha da condividere il Sel con partiti che annoverano deputati “vaticanisti” quali Pier Ferdinando Casini e Paola Binetti? Solo un mese fa a quest’ultima su il sussidiario.net era stato domandato: “E se il Pd insistesse sul matrimonio gay?” “Sono convinta che non lo farà. Se, invece, ne facesse una bandiera, credo che staremo all’opposizione”.

Molti si sono domandati i motivi che hanno spinto il leader di Sel a un’ennesima svolta che non tarderà a provocare una nube di polemiche. Proprio oggi Vendola ha annunciato che parteciperà alle primarie del centrosinistra come candidato premier. Vendola lo ha detto durante una conferenza stampa nella sede del suo partito, dopo il colloquio con Pier Luigi Bersani di questa
mattina: “Posso dare una notizia: per me era fondamentale per poter interloquire con il Pd che ci fosse il centrosinistra, come soggettività in costruzione, come scelta coalizionale. Oggi il centrosinistra c’è, comincia ad avere le sue carte“. Mandando giù il “rospo” Udc il presidente della Regione Puglia potrà così ambire alla Presidenza del Consiglio. D’altra parte la vicenda Vendola-Don Verzè insegna che dove l’ideologia cozza, gli interessi uniscono.


a.delvecchio@statoquotidiano.it

Da Polo della Libertà a quello della Speranza ultima modifica: 2012-08-01T19:23:05+00:00 da Agostino del Vecchio



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Commenti


  • Redazione

    Nichi fa solo il furbo, io non scodinzolo al PD

    Intervista rilasciata oggi a Il Fatto Quotidiano

    Di Pietro, che è successo?
    Non lo so, so solo che noi oggi abbiamo fatto qualcosa di concreto e che qualcuno le chiama “derive”.

    Vendola dice che lei di lavoro fa il polemista.
    Io la chiamo politica. E il nostro non è un partito ipocrita: ieri Bersani ha presentato 10 punti programmatici. Sono anche i nostri. Ma mi domando come faccia poi a votare la fiducia a provvedimenti di Monti che dicono il contrario.

    Anche Vendola alla fine ha dovuto frenare i toni.
    La loro fregatura è la Rete. Nel giro di un quarto d’ora ha dovuto fare retromarcia. Alla fine della fiera SeL non potrà mai accettare di stare con l’
    Udc. Mi rifiuto di pensare che al mio posto, nella foto di Vasto, ci sia la faccia di Casini.

    Un mese fa eravate insieme, in conferenza stampa, a dare l’ultimatum al Pd.
    Quanto è pesata la sua polemica con il Quirinale sulla trattativa nell’
    allontanamento di Vendola?
    Ci hanno considerato irrispettosi solo perché informiamo i cittadini su una inopportunità, una bruttura, un comportamento che non ci piace. Abbiamo criticato il Capo dello Stato perché sollevando il conflitto di attribuzione su una vicenda così delicata ci ha delusi. Darci dei reietti, dei populisti, dei demagoghi è una furbata del sistema di potere. Se ci sono soggetti di cui non si può parlare vuol dire che siamo in una democrazia a scartamento ridotto.

    Dicono che siete voi a mettervi fuori dal gioco democratico quando criticate le istituzioni.
    Noi siamo l’unica alternativa al compromesso. Io mi appello agli elettori e al fronte dei non allineati: ci sono momenti in cui è necessario unire le forze per sconfiggere un nemico. Oggi il nemico della democrazia è il consociativismo falso e ipocrita che vogliono far proseguire nella prossima legislatura.

    Ma chi c’è in questo fronte dei non allineati?
    Se mi rivolgo a qualcuno in particolare poi domani c’è sicuramente qualcuno che dice no, noi non ci stiamo. Io mi rivolgo a tutti quelli che in privato mi dicono che faccio bene a dire basta alle fiducie, e poi in pubblico mi danno del polemico .

    Il Pd però con voi ha chiuso. Ieri Bersani ha ripetuto che “avete preso un’
    altra strada”.
    Loro vorrebbero che non esistesse un partito come il nostro che li richiama alle loro responsabilità.

    La legge elettorale vi penalizzerà?
    La sola idea che il fronte dei non allineati potesse mettersi insieme li ha fatti morire di paura. Hanno bisogno di una legge elettorale che fermi il voto di protesta. Ma non ce la faranno, sono disperati, siamo noi che potremmo buttarli fuori.

    Grillo però con voi non vuole venire..
    Capisco che vogliano stare da soli e sono contento che arrivino in Parlamento.

    Dunque come si fa?
    Io dico che se abbiamo coraggio, li possiamo sconfiggere. Non si veda in me il partito dello sfascio. Anche quando metto a nudo il Re Pd, cerco di convincere i suoi elettori che i dirigenti non possono predicare bene e razzolare male. In questo momento è questo il voto utile.

    Eppure anche nel suo partito non tutti condividono la linea. Ieri il capogruppo Massimo Donadi è arrivato a parlare dell’ipotesi di un congresso.
    Viva la democrazia. Ma Donadi è uno, il partito nella sua totalità è un altro.
    Comunque rispettiamo chi pensa che dovremmo dire sì al Pd come cagnolini scodinzolanti.

    Spara a zero anche stavolta. Proprio quello di cui l’accusa un altro Idv, Elio Lannutti.
    Lo abbiamo candidato come indipendente. Non gli abbiamo chiesto di iscriversi né di votare compatto con il gruppo. Dove sarebbe questo partito che non accetta discussioni al proprio interno?

    Sabato c’è la tradizionale festa a casa sua, a Montenero di Bisaccia. Intorno, però, è cambiato tutto. Pentito di qualcosa?
    Sono sempre lo stesso. Rifarei tutto quello che ho fatto.

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