Un itinerario musicale che attraversa oltre quattro secoli di storia, mettendo in dialogo i grandi protagonisti del Barocco con i maestri della chitarra classica e la produzione contemporanea. È questa l’essenza di “Barocco attraverso i secoli”, un progetto discografico che propone un percorso capace di raccontare l’evoluzione della musica attraverso opere, trascrizioni e interpretazioni che uniscono tradizione e innovazione.
Ad aprire il viaggio è Domenico Scarlatti (1685-1757), uno dei massimi compositori italiani del XVIII secolo. Figlio del celebre Alessandro Scarlatti, fondatore della scuola musicale napoletana, il musicista si formò sotto la guida paterna prima di trasferirsi nella Penisola Iberica, dove trascorse gran parte della propria carriera tra Lisbona, Siviglia e Madrid. Proprio durante il soggiorno spagnolo nacquero gran parte delle sue oltre cinquecento sonate per clavicembalo, pagine che ancora oggi rappresentano uno dei vertici della letteratura tastieristica europea.
Nelle composizioni di Scarlatti convivono il rigore della scrittura italiana e le suggestioni della tradizione popolare spagnola, con richiami alle danze iberiche e un marcato influsso del linguaggio chitarristico. Il progetto prende avvio proprio con due celebri sonate, trascritte per chitarra e identificate dal musicologo Alessandro Longo con i numeri L171 e L118.
Il percorso prosegue con Johann Sebastian Bach (1685-1750), il cui rapporto con il liuto rappresenta ancora oggi uno dei temi più affascinanti della musicologia. Sebbene il compositore tedesco non fosse uno specialista dello strumento, entrò in contatto con importanti virtuosi dell’epoca come Silvius Leopold Weiss e Adam Falckenhagen, affidando spesso agli interpreti il compito di adattare le proprie opere alle esigenze esecutive.
Tra i brani proposti spicca il Preludio, Fuga e Allegro BWV 998, originariamente concepito per il Lautenclavicimbal, particolare strumento a tastiera con corde di budello attribuito allo stesso Bach. Per questa incisione il capolavoro è stato trascritto nella tonalità di re maggiore, più congeniale alla chitarra.
Il viaggio nel Barocco continua con Georg Friedrich Händel, autore della celebre Suite n. 5 in mi maggiore HWV 430, il cui movimento finale è universalmente conosciuto come “Il fabbro armonioso” (The Harmonious Blacksmith). Proprio questo tema ispirò, circa un secolo più tardi, Mauro Giuliani (1781-1829), tra i più grandi virtuosi della chitarra dell’Ottocento.
La sua Op. 107, costruita sul celebre tema handeliano, rappresenta uno degli esempi più raffinati della forma musicale del tema con variazioni. Giuliani, nato a Bisceglie ma profondamente legato anche a Napoli, visse una carriera internazionale che lo portò da Vienna – dove conquistò la stima di Beethoven e partecipò alla prima esecuzione della Settima Sinfonia – fino ai salotti artistici frequentati da Rossini e Paganini.
Accanto a lui trova spazio un altro protagonista assoluto della scuola chitarristica europea, il catalano Fernando (Ferran) Sor (1778-1839). Compositore, concertista e didatta, Sor costruì una brillante carriera internazionale tra Parigi, Londra e la Russia, lasciando un catalogo che ancora oggi costituisce una pietra miliare della letteratura per chitarra.
Nel programma figura la Fuga Op. 29 n. 17, esempio di scrittura contrappuntistica a tre e quattro voci che testimonia il dialogo tra il linguaggio classico della chitarra e le grandi forme compositive sviluppatesi nel pieno dell’età barocca.
Il percorso si conclude con uno sguardo alla contemporaneità grazie alla Toccata del compositore veneto Marco De Biasi (1977). Il brano si inserisce idealmente nella lunga tradizione della toccata, forma musicale nata nel Rinascimento italiano e portata alla sua massima espressione da autori come Frescobaldi, Bach e Alessandro Scarlatti.
Scritta originariamente per chitarra a sei corde e successivamente adattata allo strumento a dieci corde ideato da Maurice Ohana e Narciso Yepes, la composizione sviluppa un unico nucleo melodico-ritmico, trasformandolo continuamente fino a creare un linguaggio moderno ma profondamente radicato nella tradizione.
A impreziosire ulteriormente il progetto contribuisce anche lo strumento utilizzato per la registrazione: una chitarra realizzata con fondo e fasce in palissandro brasiliano e tavola armonica in abete rosso della Val di Fiemme, lo stesso legno scelto nei secoli dai grandi maestri liutai italiani, tra cui Antonio Stradivari e Giuseppe Guarneri del Gesù, per la costruzione dei loro celebri violini.
“Barocco attraverso i secoli” si propone così come un ponte tra epoche e linguaggi differenti, offrendo un’esperienza d’ascolto che valorizza il patrimonio musicale europeo e dimostra come il repertorio barocco continui ancora oggi a dialogare con il presente attraverso la voce senza tempo della chitarra.




Splendido articolo, grazie!