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TERREMOTO FLEGREI Terremoto ai Campi Flegrei, scossa di magnitudo 4.7: 21 feriti, due gravi. Prosegue lo sciame sismico

È la scossa più forte registrata nell'area dei Campi Flegrei negli ultimi quarant'anni

AUTORE:
Michele Solatia
PUBBLICATO IL:
1 Agosto 2026
Prima pagina //

NAPOLI, 1 agosto 2026 – È la scossa più forte registrata nell’area dei Campi Flegrei negli ultimi quarant’anni. Il terremoto di magnitudo 4.7, avvenuto alle 19:46 di giovedì 31 luglio con epicentro nell’area della Solfatara, ha provocato 21 feriti, di cui due in codice rosso, danni diffusi tra Pozzuoli e l’area occidentale di Napoli e un intenso sciame sismico tuttora in corso.

Nel corso della notte e nelle prime ore di oggi i sismografi hanno registrato oltre sessanta repliche, la più intensa delle quali ha raggiunto magnitudo 3.1 alle 5:47, avvertita distintamente dalla popolazione di Pozzuoli, Bacoli e di numerosi quartieri del capoluogo campano.

Danni e feriti

Il bilancio aggiornato della Protezione Civile parla di 21 persone ferite, con due ricoverate in condizioni gravi. L’ospedale di Pozzuoli ha assistito numerosi pazienti colpiti da traumi causati da cadute di calcinacci, crolli parziali e incidenti avvenuti durante la fuga dalle abitazioni.

A Pozzuoli si registrano i danni più significativi. Diversi edifici hanno riportato lesioni strutturali, mentre due fabbricati disabitati sono crollati nelle vie Pergolesi e San Vitaliano. Un palazzo in II traversa Virgilio è stato evacuato, costringendo 18 famiglie a lasciare le proprie case.

Un uomo di 80 anni, immobilizzato a letto, è stato tratto in salvo dai Vigili del Fuoco con un’autoscala e tecniche speleo-alpino-fluviali dopo che le scale del suo edificio erano risultate gravemente lesionate.

Frane, porto chiuso e trasporti in difficoltà

Il sisma ha provocato anche il distacco di porzioni di un costone tufaceo lungo via Napoli, danneggiando alcuni veicoli parcheggiati, fortunatamente senza coinvolgere persone.

Gravi criticità interessano inoltre il porto di Pozzuoli, dove le verifiche hanno evidenziato danni alla banchina. La Capitaneria di Porto ha dichiarato inagibile il molo commerciale, sospendendo tutti i collegamenti marittimi con Ischia e Procida in attesa delle ispezioni tecniche.

Restano inoltre sospesi i collegamenti ferroviari nel nodo di Napoli per consentire le verifiche sulla rete. Sulla Circumflegrea sono in corso interventi per rimuovere i detriti di un muro crollato sui binari.

Blackout e assistenza alla popolazione

La caduta di un traliccio dell’alta tensione ha provocato un’interruzione dell’energia elettrica che ha interessato circa 100 mila utenze. Nel corso della notte il servizio è stato quasi completamente ripristinato, mentre restano ancora alcune centinaia di utenti senza corrente nella zona Astroni-Agnano.

Per accogliere gli sfollati e i cittadini che hanno preferito trascorrere la notte fuori casa sono state allestite aree di assistenza presso l’ex Base Nato di Bagnoli, il Palatrincone di Monteruscello e altri punti individuati dalla Protezione Civile, con oltre 180 posti letto disponibili.

Attivato il Centro Coordinamento Soccorsi

Subito dopo la scossa il prefetto di Napoli Michele di Bari ha convocato il Centro Coordinamento Soccorsi (CCS) con la partecipazione del capo della Protezione Civile Fabio Ciciliano, dei sindaci dei comuni interessati e delle autorità sanitarie e di emergenza.

Proseguono le verifiche sugli edifici pubblici e privati, mentre le strutture ospedaliere cittadine sono risultate regolarmente agibili.

Sciame sismico ancora in corso

L’Osservatorio Vesuviano dell’INGV continua a monitorare l’evoluzione del fenomeno. Dopo la scossa principale di magnitudo 4.7 e quella di magnitudo 3.8 registrata alle 22, lo sciame sismico non si è arrestato, con decine di eventi di minore intensità che continuano a interessare l’area flegrea.

Le autorità invitano la popolazione a mantenere la calma, seguire esclusivamente le comunicazioni ufficiali e segnalare eventuali danni agli enti di Protezione Civile. Le verifiche sulla stabilità degli edifici e delle infrastrutture proseguiranno per tutta la giornata. Lo riporta rainews.it.

Terremoto ai Campi Flegrei: la scossa di magnitudo 4,7 conferma la necessità di considerare anche il rischio geologico nella mitigazione degli effetti del sisma.

Lorenzo Benedetto – Presidente dell’Ordine dei Geologi della Campania: ” In un territorio complesso come quello dei Campi Flegrei, infatti, gli effetti di un terremoto sono fortemente influenzati anche dalle caratteristiche geologiche e geomorfologiche del territorio. Accanto agli interventi sugli edifici è indispensabile considerare la pericolosità geologica, con particolare riferimento ai fenomeni di amplificazione sismica locale e ai processi di instabilità dei versanti, che possono determinare conseguenze anche molto gravi, come dimostrano i crolli verificatisi oggi”.

“La scossa di magnitudo 4,7 registrata oggi rappresenta il terremoto di maggiore magnitudo verificatosi ai Campi Flegrei negli ultimi quarant’anni, dall’inizio della crisi bradisismica degli anni Ottanta.

Le prime ricognizioni evidenziano danni a numerosi edifici, alcuni feriti, ma soprattutto segnalano diversi crolli di costoni tufacei, con interessamento di abitazioni, infrastrutture e viabilità. Si tratta di un aspetto che merita particolare attenzione e che conferma quanto la comunità dei geologi sostiene da anni: la mitigazione del rischio sismico non può limitarsi esclusivamente alla vulnerabilità strutturale degli edifici.

In un territorio complesso come quello dei Campi Flegrei, infatti, gli effetti di un terremoto sono fortemente influenzati anche dalle caratteristiche geologiche e geomorfologiche del territorio. Accanto agli interventi sugli edifici è indispensabile considerare la pericolosità geologica, con particolare riferimento ai fenomeni di amplificazione sismica locale e ai processi di instabilità dei versanti, che possono determinare conseguenze anche molto gravi, come dimostrano i crolli verificatisi oggi.

I costoni tufacei che caratterizzano ampie porzioni del territorio flegreo rappresentano elementi di particolare fragilità. L’azione combinata del bradisismo, della sismicità ricorrente e dei processi di alterazione naturale può contribuire a ridurne progressivamente le condizioni di equilibrio, aumentando la probabilità di distacchi e crolli in occasione di eventi sismici anche di moderata entità”. Lo ha affermato poco fa Lorenzo Benedetto, Presidente dell’Ordine dei Geologi della Campania.

 

“Per questo motivo è necessario rafforzare le attività di monitoraggio, rilievo e controllo delle pareti rocciose, aggiornare costantemente gli studi di microzonazione sismica e integrare le valutazioni geologiche nei programmi di prevenzione e nella pianificazione di protezione civile.

L’Ordine dei Geologi della Campania rinnova la propria piena disponibilità a collaborare con il Dipartimento della Protezione Civile, la Regione Campania, i Comuni dell’area flegrea e tutte le istituzioni competenti affinché le scelte future siano sempre più fondate su una conoscenza approfondita del territorio.

La sicurezza delle comunità passa inevitabilmente attraverso una visione integrata del rischio – ha concluso Benedetto – nella quale la componente geologica costituisce un elemento essenziale e non accessorio. Gli eventi di oggi dimostrano che il territorio non risponde al terremoto soltanto attraverso il comportamento degli edifici, ma anche attraverso quello del suolo e dei versanti sui quali essi insistono.

La crisi bradisismica dei Campi Flegrei ci sta insegnando che la prevenzione non può essere settoriale. La sicurezza dei cittadini dipende dalla capacità di affrontare congiuntamente il rischio sismico, quello geologico e quello geomorfologico, trasformando la conoscenza del territorio nel principale strumento di protezione”.

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