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SUPERENALOTTO Vince oltre 209 milioni al Superenalotto, poi muore: l’ex moglie chiede un assegno da 5mila euro al mese alla vedova

Il jackpot, pari a 209.160.441 euro, fu realizzato il 13 agosto 2019 grazie a una schedina giocata in un bar di Lodi.

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
1 Agosto 2026
Cronaca // Primo piano //

Una vincita da oltre 209 milioni di euro, una nuova vita, due matrimoni e, dopo la morte improvvisa del protagonista della vicenda, una disputa giudiziaria che potrebbe approdare in tribunale.

Al centro della vicenda c’è un ex camionista padovano che, nel 2019, centrò uno dei jackpot più alti nella storia del Superenalotto. Oggi, dopo il suo decesso, l’ex moglie ha avviato un’azione legale per ottenere un assegno periodico a carico dell’eredità, che secondo i suoi legali potrebbe ammontare a circa 5mila euro al mese.

La vincita che cambiò la vita

Il jackpot, pari a 209.160.441 euro, fu realizzato il 13 agosto 2019 grazie a una schedina giocata in un bar di Lodi.

All’epoca Sisal non rese nota l’identità del vincitore. Secondo quanto ricostruito dai legali e riportato dalla stampa, dietro quella vincita ci sarebbe stato un camionista padovano di 49 anni che avrebbe acquistato la schedina durante una trasferta di lavoro.

La fortuna cambiò radicalmente la sua vita: lasciò il lavoro, acquistò una nuova casa, cambiò automobile e investì parte del patrimonio.

Poco tempo dopo arrivò anche il divorzio dalla prima moglie, residente nel Varesotto, alla quale venne riconosciuto un assegno divorzile mensile di 6.300 euro.

Il secondo matrimonio e la successione

Successivamente l’uomo intraprese una nuova relazione con una donna originaria della provincia di Chieti, che sposò il 24 luglio 2025.

La coppia viveva a Padova fino alla morte improvvisa dell’ex camionista, avvenuta il 28 giugno 2026.

Non avendo figli né altri eredi diretti, secondo la ricostruzione riportata, il patrimonio sarebbe stato ereditato dalla seconda moglie.

Con il decesso dell’uomo si sono però interrotti anche i pagamenti dell’assegno divorzile destinato all’ex coniuge, che ha deciso di rivolgersi a un legale.

La richiesta dell’ex moglie

L’azione si basa sull’articolo 9-bis della legge sul divorzio, che consente, in presenza di determinati requisiti, di chiedere un assegno periodico a carico dell’eredità dopo la morte dell’ex coniuge obbligato al mantenimento.

La concessione dell’assegno non è automatica.

Il tribunale dovrà infatti verificare se la richiedente si trovi in un reale stato di bisogno, valutando diversi elementi, tra cui le sue condizioni economiche, l’eventuale pensione di reversibilità, l’entità del patrimonio ereditato e la situazione patrimoniale degli eredi.

Il diritto, inoltre, viene meno qualora il beneficiario contragga un nuovo matrimonio.

La giurisprudenza della Cassazione

Sul tema è intervenuta anche la Corte di Cassazione che, in una decisione del 2025, ha ribadito che la semplice percezione dell’assegno divorzile durante la vita dell’ex coniuge non è sufficiente a ottenere automaticamente quello successorio.

Secondo i giudici, deve essere dimostrata l’effettiva impossibilità di far fronte alle esigenze essenziali di vita.

In un caso analogo, la richiesta era stata respinta perché la pensione di reversibilità e le altre risorse economiche disponibili consentivano all’ex coniuge di mantenere un adeguato tenore di vita.

La decisione spetterà al tribunale

Secondo i legali della donna, il nuovo assegno potrebbe essere quantificato in circa 5mila euro al mese, una cifra inferiore ai 6.300 euro percepiti fino alla morte dell’ex marito.

Si tratta, tuttavia, di una richiesta che dovrà essere valutata dal giudice, chiamato ad accertare sia l’esistenza dei presupposti previsti dalla legge sia l’eventuale importo da riconoscere, sulla base della situazione economica delle parti e della consistenza del patrimonio ereditato.

Fonte: Il Messaggero.it.

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