FOGGIA – Una convocazione urgente della Commissione Ambiente e Territorio del Comune di Foggia per chiarire come vengano applicate in ATAF Spa le nuove regole sugli incentivi destinati al personale. È la richiesta avanzata dalle rappresentanze sindacali aziendali di Filt Cgil e Faisa Cisal in una nota datata 1° settembre 2026 e indirizzata al presidente dell’organismo consiliare.
Al centro dell’iniziativa sindacale c’è l’articolo 45 del decreto legislativo 36 del 2023, il nuovo Codice dei contratti pubblici, che disciplina gli incentivi per le funzioni tecniche svolte dal personale nell’ambito delle procedure relative a lavori, servizi e forniture. Le organizzazioni chiedono che la Commissione convochi un incontro in tempi rapidi, così da ricostruire il quadro applicativo all’interno dell’azienda di trasporto pubblico locale e fornire risposte chiare ai lavoratori interessati.
La comunicazione è essenziale e non contiene contestazioni dettagliate né quantifica somme o platee di dipendenti. Il punto posto da Filt Cgil e Faisa Cisal è, però, preciso: verificare in che modo ATAF abbia recepito e stia applicando la disciplina prevista dall’articolo 45. Proprio l’assenza, nell’atto, di ulteriori elementi rende centrale il confronto richiesto. Sarà l’eventuale audizione in Commissione a dover chiarire quali procedure siano state adottate, quali attività possano dare diritto all’incentivo, quali figure aziendali risultino coinvolte e secondo quali criteri le risorse debbano essere ripartite.
La norma richiamata dai sindacati prevede, nel quadro degli appalti pubblici, la possibilità di destinare risorse alle funzioni tecniche concretamente svolte dai dipendenti. L’applicazione richiede tuttavia passaggi organizzativi, l’individuazione delle attività incentivabili e criteri trasparenti. Nel caso di una società partecipata come ATAF, il confronto assume inoltre una dimensione pubblica: riguarda l’organizzazione del lavoro in un’azienda strategica per la mobilità cittadina e chiama in causa il ruolo di indirizzo e controllo dell’amministrazione comunale.
La richiesta non formula accuse e non anticipa conclusioni. Mira ad aprire una sede istituzionale nella quale sindacati, azienda e rappresentanti del Comune possano confrontarsi sulla corretta interpretazione delle nuove regole. È quindi opportuno distinguere le domande poste dalle organizzazioni da eventuali criticità che dovranno essere dimostrate: allo stato, l’atto chiede chiarimenti e un riscontro celere, senza indicare violazioni già accertate.
Tra le questioni che potrebbero essere affrontate figurano l’adozione di un regolamento interno, la costituzione e la destinazione delle risorse, l’individuazione dei dipendenti chiamati a svolgere funzioni tecniche e la tracciabilità delle procedure. Un altro tema riguarda i tempi: i sindacati chiedono di sapere se e da quando la disciplina sia stata applicata in azienda e come siano state gestite le attività maturate nel periodo successivo all’entrata in vigore del nuovo Codice.
La Commissione Ambiente e Territorio diventa così la sede indicata dalle rappresentanze aziendali per trasformare una richiesta tecnica in un confronto pubblico e verificabile. Un’eventuale convocazione consentirebbe di acquisire la posizione dei vertici di ATAF, la documentazione aziendale e le valutazioni degli uffici competenti, oltre a permettere ai consiglieri comunali di esaminare una materia che incide sui rapporti di lavoro e sulla gestione della partecipata.
La nota porta le firme, per le segreterie aziendali, di Alessandro Noceti per Filt Cgil e Antonio Tuand per Faisa Cisal Foggia. Le organizzazioni restano in attesa di un «celere riscontro». Ora spetterà alla presidenza della Commissione stabilire tempi e modalità dell’eventuale incontro. Fino a quel momento resta aperta la domanda posta dai sindacati: come sono state tradotte, nel concreto



