MANFREDONIA – La Corte dei conti non si pronuncia sulla possibilità per il Comune di Manfredonia di utilizzare l’avanzo libero e di incrementare il fondo destinato al salario accessorio dei dipendenti. Con la deliberazione numero 152/2026, la Sezione regionale di controllo per la Puglia ha dichiarato oggettivamente inammissibile la richiesta di parere trasmessa dal sindaco il 22 luglio 2026.
La decisione non costituisce una bocciatura nel merito delle ipotesi avanzate dall’amministrazione. I magistrati contabili non hanno infatti stabilito se le operazioni prospettate siano legittime oppure vietate, ma hanno ritenuto di non poter rispondere perché i quesiti riguardano la situazione specifica di un ente ancora sottoposto a un piano di riequilibrio finanziario pluriennale.

La prima domanda nasce dai risultati del rendiconto 2025. Secondo quanto rappresentato dal Comune, Manfredonia avrebbe recuperato interamente il disavanzo previsto dal piano di riequilibrio e disporrebbe di una consistente quota disponibile nel risultato di amministrazione. L’ente ha quindi chiesto se fosse possibile applicare l’avanzo libero secondo quanto previsto dall’articolo 187 del Testo unico degli enti locali.
Nel ricostruire la propria posizione, l’amministrazione ha evidenziato quella che considera una “contraddizione contabile”: pur avendo recuperato il disavanzo, il Comune continuerebbe a iscriverne annualmente una quota nella parte della spesa del bilancio. L’ipotesi sottoposta alla Corte era quella di utilizzare l’avanzo almeno per un importo corrispondente alla quota di disavanzo ancora iscritta, a condizione di certificare, in occasione della salvaguardia degli equilibri, che quelle risorse non siano più necessarie per finanziare le misure di riequilibrio o sostenere il piano di rientro.
Un ulteriore elemento riguarda il Fondo di rotazione per la stabilità finanziaria degli enti locali, al quale Manfredonia aveva chiesto di accedere insieme all’avvio della procedura di riequilibrio. Le somme, da restituire in dieci anni, secondo quanto riferito dal Comune non sarebbero mai state utilizzate. Pur essendone stata richiesta la restituzione, risulterebbero ancora accantonate, anche a causa dei dubbi sugli effetti che la restituzione produrrebbe sulle misure adottate dall’ente.
Il secondo quesito riguardava il personale. Il sindaco ha chiesto se il Comune possa aumentare il fondo per il salario accessorio, tenendo conto della propria capacità di bilancio, dell’equilibrio finanziario pluriennale certificato dall’organo di revisione e dei limiti nazionali alla spesa per il personale.
Nella soluzione interpretativa proposta, il Comune sosteneva che, una volta restituito il Fondo di rotazione mai utilizzato, sarebbe stato possibile applicare le norme e i contratti collettivi nazionali nei limiti consentiti dal bilancio. L’obiettivo dichiarato era attenuare la disparità salariale tra lavoratori dello stesso comparto e superare alcuni vincoli ritenuti penalizzanti per l’organizzazione degli uffici, chiamati nel frattempo a garantire maggiori prestazioni per attuare il piano.
La Corte dei conti ha riconosciuto la piena legittimazione del sindaco a presentare la richiesta. Il problema è emerso, invece, durante l’esame dell’ammissibilità oggettiva. La funzione consultiva delle Sezioni regionali può riguardare questioni generali e astratte in materia di contabilità pubblica, ma non può trasformarsi nella valutazione preventiva di specifiche decisioni amministrative o nell’approvazione anticipata di scelte gestionali.
Secondo la Sezione pugliese, i quesiti di Manfredonia descrivono una fattispecie concreta, direttamente collegata al piano di riequilibrio finanziario ancora in corso. La stessa incertezza manifestata dal Comune sugli effetti della mancata restituzione del Fondo di rotazione dimostrerebbe, secondo i magistrati, che sono ancora necessarie valutazioni sul completamento delle operazioni di risanamento.
Il punto decisivo è che il piano di riequilibrio di Manfredonia è già sottoposto al controllo della Corte dei conti. Rispondere alle domande sull’utilizzo dell’avanzo e sul fondo del personale avrebbe quindi rappresentato, secondo la deliberazione, un’anticipazione dell’attività di controllo che la medesima Sezione è chiamata a esercitare in un’altra sede. Si sarebbe così prodotto un intreccio non consentito tra funzione consultiva e funzione di vigilanza.
La pronuncia è stata adottata nella camera di consiglio del 29 luglio, con Maria Rosaria Pedaci come magistrata relatrice e Cinzia Barisano come presidente, ed è stata depositata il 7 agosto 2026. La Corte ne ha disposto la trasmissione al Comune, ricordando anche l’obbligo di pubblicarla sul sito istituzionale.
Per l’amministrazione, dunque, le due questioni restano aperte. L’inammissibilità non autorizza le operazioni prospettate, ma non afferma neppure che siano illegittime. Spetterà al Comune valutare i successivi provvedimenti nel rispetto delle regole contabili e delle verifiche previste durante il percorso di riequilibrio finanziario.




Caro Sindaco, se avete recuperato interamente il disavanzo, cercate di diminuire la TANG..TE della TARI.
Non è giusto che i cittadini debbano pagare un SERVIZIO PUBBLICO il doppio degli altri comuni confinanti.
Al limite riducete gli stipendi e gettoni di presenza degli amministratori comunali.
Ribadisco che su i rendiconti personali,sulle assunzioni di figure che non si sa quale sia il loro compito ma prendono lo stipendio,la nostra amministrazione è numero uno.
Per il resto il Mimmo fa finta di non vedere e non sentire.
Vergogna è un termine che presto sparirà anche dai vocabolari
Dobbiamo ringaziare di “quore” (scusate non ho l’intelligenza che mi scrive i post 😔 come al “palombello rosso”) l’ex sindaco Riccardi per questa situazione. Grazie Palombello Riccardi 😁