SAN GIOVANNI ROTONDO — La nuova governance di Casa Sollievo della Sofferenza si insedia, ma per la FIALS Foggia il giudizio resta sospeso. Il sindacato accoglie senza aperture di credito il nuovo assetto della Fondazione e fissa un criterio netto: saranno i risultati per il personale sanitario, tecnico e amministrativo a misurare l’efficacia del Consiglio di amministrazione e della Direzione generale.
La posizione arriva dopo l’ufficializzazione delle nomine decise dalla Commissione di Indirizzo e Vigilanza e la riconferma della Direzione generale. A firmarla sono il segretario provinciale Achille Capozzi e il segretario aziendale Maurizio Di Candia, che riportano subito il confronto sul terreno delle condizioni di lavoro e della qualità delle relazioni industriali.
Prima ancora del merito delle scelte, la FIALS contesta però il metodo. Il sindacato riferisce di avere appreso il rinnovo degli organi di vertice attraverso la stampa e i canali social, senza una comunicazione istituzionale diretta. Una modalità considerata inadeguata nei rapporti con chi rappresenta quotidianamente lavoratrici e lavoratori, soprattutto in una fase descritta come delicata sul piano organizzativo.
“La tenuta dei servizi e la dignità degli operatori sono al limite”
È su questo quadro che Capozzi lega ogni valutazione futura a impegni verificabili. «Prendiamo atto delle nomine dei nuovi vertici, ma saremo intransigenti», afferma. Per il sindacato, l’ospedale continua a reggersi sul lavoro quotidiano di professionisti che attendono risposte non più rinviabili.
Le priorità indicate sono quattro. La prima riguarda l’adeguamento delle dotazioni organiche, accompagnato da una riduzione significativa dei carichi di lavoro. Seguono la valorizzazione professionale ed economica di tutto il personale e una revisione dell’organizzazione capace di tutelare salute e dignità degli operatori. L’ultimo punto è il ripristino di relazioni industriali corrette, costanti e trasparenti.
Non si tratta, nelle intenzioni della FIALS, di una chiusura preventiva. Il sindacato conferma infatti la partecipazione al tavolo di confronto previsto il 17 settembre nella sede dell’ARIS a Roma. L’obiettivo dichiarato è affrontare i nodi ancora aperti con un’impostazione pragmatica, chiedendo soluzioni definite e tempi certi.
«Andremo a Roma con uno spirito rigoroso e orientato alle soluzioni», sottolinea Di Candia. Accanto al confronto nazionale, la richiesta è di aprire subito un canale diretto anche sul territorio con i nuovi organi aziendali, così da affrontare le criticità senza attendere ulteriori passaggi.
La prima prova per il nuovo vertice sarà dunque la capacità di trasformare il cambio di governance in un dialogo stabile e in interventi misurabili. Per la FIALS, la disponibilità al confronto c’è; ciò che manca, e che ora viene chiesto con urgenza, è un calendario di risposte capace di incidere davvero sulla vita dell’ospedale e di chi lo tiene in funzione ogni giorno.




Ho l’impressione che il sindavato abbia paura che cambi veramente qualcosa.