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Yacine foggia La tragedia di Yacine a Foggia. Bellegoni Flai Cgil “l’inferno del sistema ghetto annienta la speranza”

"Davanti a questa morte ribadiamo con forza il dovere morale e politico di gridare che quella di Yacine non è una tragica fatalità"

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
1 Settembre 2026
Cronaca // cronaca //

La Flai Cgil esprime il proprio cordoglio per la tragica scomparsa di Yacine, lavoratore tunisino di 24 anni, regolare sul territorio nazionale, toltosi la vita venerdì 28 Agosto nella Foresteria per lavoratori stranieri del Villaggio Don Bosco, nella zona di Lucera.

“Davanti a questa morte ribadiamo con forza il dovere morale e politico di gridare che quella di Yacine non è una tragica fatalità bensì l’ennesima vittima di un sistema di non accoglienza e di sfruttamento che logora, consuma e infine distrugge la salute fisica e mentale dei lavoratori migranti” commenta Matteo Bellegoni, capodipartimento politiche migratorie e legalità della Flai Cgil.

Il suicidio di Yacine rivela una catena di sofferenze e vulnerabilità che affonda le radici nell’inferno del ghetto di Borgo Mezzanone, da cui il giovane proveniva. Le sue condizioni psicologiche erano ormai irrimediabilmente compromesse da anni di permanenza in quel luogo disumano, dalle umiliazioni dello sfruttamento lavorativo e dalle difficoltà burocratiche collegate all’ottenimento dei documenti. “Questa ferocia quotidiana compromette la salute psichica dei lavoratori, provocando un vero e proprio disturbo da stress post-traumatico analogo a quello vissuto da chi scappa da contesti di guerra.” aggiunge Bellegoni  “Un dramma che riguarda un bacino immenso: solo a Borgo Mezzanone vivono circa cinquemila persone, che superano le diecimila nell’intera Capitanata, esposte quotidianamente a queste dinamiche.”

La Flai Cgil ribadisce “la necessità non più derogabile di superare definitivamente la logica e l’esistenza stessa dei ghetti, che si configurano come veri e propri moltiplicatori di precarietà sociale ed esistenziale. Non basta liberare fisicamente le persone dai campi se non si è in grado di sottrarle dall’invisibilità e garantire loro una prospettiva di vita dignitosa”.

In questa battaglia di civiltà, il sindacato intende promuovere, d’intesa con associazioni e altre realtà specializzate, l’avvio di uno studio scientifico che dimostri e misuri quantitativamente il danno fisico e psichico indotto dai ghetti e dalle condizioni di sfruttamento. “È necessario fornire dati inoppugnabili” chiude Bellegoni “che scardinino le narrazioni di comodo, dimostrando che i ghetti sono macchine di distruzione della dignità umana. La memoria di Yacine ci impone di non arrenderci e di pretendere che la salute, la sicurezza e la dignità di ogni persona tornino a essere al centro dell’azione istituzionale e politica nel nostro Paese”.

1 commento su "La tragedia di Yacine a Foggia. Bellegoni Flai Cgil “l’inferno del sistema ghetto annienta la speranza”"

  1. Io sono il cugino di yacine vivo a Trento appena scoperto il successo. Domani mattina arrivo a Foggia voglio sapere cosa successo con yacine e dove lui perché strano .

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