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MOSCONE PATRONALE Moscone: «Pace, legalità e giovani, le tre ricchezze sulle quali investire». “Lavoro povero” più insidioso del lavoro nero

Al termine della processione della Madonna di Siponto l’arcivescovo richiama la città alla responsabilità civile

AUTORE:
Giovanna Tambo
PUBBLICATO IL:
1 Settembre 2026
Manfredonia // Notizie in piazza //

Al termine della processione della Madonna di Siponto l’arcivescovo richiama la città alla responsabilità civile: dall’accoglienza alla lotta allo sfruttamento, fino alle opportunità per le nuove generazioni

MANFREDONIA – Pace, legalità e attenzione alla gioventù. Sono i tre appelli rivolti a Manfredonia e al Gargano dall’arcivescovo Franco Moscone al termine della processione per la Madonna di Siponto 2026. Un discorso pastorale dal forte contenuto civile, aperto dal richiamo alla speranza in un tempo segnato dall’aumento delle ingiustizie, dalle guerre e dalle paure, e costruito attorno alla convinzione che siano i gesti di solidarietà, la responsabilità e il bene comune a sostenere realmente la vita di una città.

Moscone parte da due episodi locali. Il primo risale al 20 novembre 2025, quando un incendio interessò un immobile nella zona Monticchio. Un cittadino, Michele, intervenne senza esitazione; con lui agirono un poliziotto e un’infermiera fuori servizio. Il loro coraggio consentì di salvare una donna di 91 anni. Per l’arcivescovo, quel gesto è l’immagine di un senso civico capace di fare la differenza nelle situazioni più drammatiche.

Il secondo riferimento riguarda l’accoglienza dei richiedenti asilo nella Casa della Carità. Alle iniziali paure e polemiche, osserva Moscone, la città ha risposto con solidarietà e occasioni concrete di inclusione, inserimento e lavoro. «La paura verso chi non si conosce può essere una reazione comprensibile – è il senso del passaggio – ma non rappresenta mai la soluzione ai problemi». Da questi esempi nasce il riconoscimento rivolto alla parte più generosa di Manfredonia, fatta di gesti visibili e di molte altre azioni quotidiane rimaste nascoste.

Il primo grande appello è per la pace. L’arcivescovo invita Manfredonia e il Gargano, territori segnati da una naturale vocazione all’accoglienza e dal turismo balneare e religioso, a trasformarsi in luoghi capaci di diffondere una cultura di pace. Richiama le sofferenze di Gaza, della Cisgiordania, del Sud del Libano e delle numerose aree del mondo nelle quali la vita umana e l’ambiente vengono subordinati al profitto e al potere.

La sicurezza, secondo Moscone, non può essere identificata con la crescita degli investimenti negli armamenti. Deve significare cura della salute, ospedali e medicina territoriale; investimento nella scuola, nell’università, nella ricerca e nei luoghi di aggregazione; difesa di un ambiente sempre più fragile. Nel passaggio più diretto, l’arcivescovo invita a «preferire i Canadair agli F35», richiamando la necessità di destinare risorse alla prevenzione e alla messa in sicurezza di un Gargano periodicamente colpito dagli incendi.

Il secondo appello riguarda la legalità, da costruire anzitutto nei rapporti economici e nel mondo del lavoro. Moscone denuncia lo sfruttamento, i salari insufficienti, il ricorso a subappalti iniqui, il caporalato e i ghetti. Ricorda la morte di Saddam, cittadino pakistano di 32 anni che viveva nel cosiddetto ghetto della pista, ritrovato privo di vita nel bagagliaio della propria automobile. Di fronte a episodi simili, afferma, l’intera società deve interrogarsi sulle responsabilità di un sistema che tutela il profitto di pochi e lascia crescere marginalità e violenza.

Particolare attenzione viene riservata al «lavoro povero», giudicato persino più insidioso del lavoro nero perché, dietro una formale regolarità contrattuale, può nascondere salari incapaci di garantire dignità e autonomia. L’appello è a scegliere con una visione lunga, fondata sulla giustizia e sui diritti sociali, rifiutando una crescita economica che consuma persone e territorio.

Il terzo tema è quello dei giovani. Per Moscone l’inverno demografico del Gargano non dipende soltanto dal calo delle nascite, ma dalla partenza di ragazze e ragazzi costretti a cercare altrove formazione, lavoro e futuro. Servono maggiore collaborazione tra scuole superiori, università e imprenditoria sana, politiche abitative che favoriscano affitti stabili e accessibili e una programmazione capace di guardare oltre l’immediato. Il capitale più prezioso, ribadisce, sono le persone, soprattutto quelle giovani.

La festa patronale diventa così, nelle parole dell’arcivescovo, un atto di fede e insieme di realismo civile. La devozione alla Madonna di Siponto deve aiutare la città a riconoscere le proprie ferite, ma anche i germogli di bene già presenti. La conclusione è un’esortazione netta: «Manfredonia, rialzati e cammina», investendo sulle tre ricchezze indicate – pace, legalità e gioventù – per trasformare la speranza in scelte pubbliche, responsabilità condivise e concrete opportunità di sviluppo.

1 commento su "Moscone: «Pace, legalità e giovani, le tre ricchezze sulle quali investire». “Lavoro povero” più insidioso del lavoro nero"

  1. Grande il nostro amato Arcivescovo, sempre concreto e convinto nei suoi messaggi al popolo sipontino.
    L’ Arcivescovo cerca di spronare il cuore di pietra che hanno tanti politici e autorità.
    Spero che questi messaggi possano convertire il loro modo di governare e possano indirizzarsi verso il bene comune.
    Non è possibile vedere tanti giovani lasciare la propria terra per andare in cerca di lavoro, non è possibile notare il crescere sempre più, violenza, sia minorile che adulta.
    Abbiamo la possibilità di cambiare il nostro modo di vivere, insieme si può.
    Le stoltezze e il non saper vivere, non devono abitare nei nostri cuori.
    Abbiamo bisogno di farci abitare dall’ onestà e dall’ umiltà, valori che modificano il nostro modo di vivere insieme.
    Grazie Ecc padre Franco per i suoi messaggi concreti e convincenti.

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