Una distrazione durante la visita al cimitero si è trasformata in una storia di onestà e senso civico. È quanto accaduto a Remo Perna, 90 anni, di Barletta, che ha dimenticato un borsello contenente 600 euro in contanti su una panchina del cimitero comunale.
A ritrovarlo è stato un operatore ecologico della Barsa Spa, la società partecipata del Comune che si occupa dei servizi ambientali e della gestione del cimitero. Il borsello è stato riconsegnato al proprietario senza che mancassero né il denaro né gli altri effetti personali.
A raccontare l’accaduto è stata la figlia del 90enne, Michela, 61 anni, che ha voluto ringraziare pubblicamente il dipendente. “Un gesto di onestà che ha commosso mio padre”, ha riferito la donna, spiegando anche che l’operatore ha rifiutato “la ricompensa che il mio papà avrebbe voluto corrispondergli perché ha sostenuto di aver fatto semplicemente il proprio dovere, essendo anche un operatore al servizio della comunità”.
Secondo il racconto della figlia, ieri mattina Remo Perna si era recato al cimitero per fare visita alla tomba del figlio, scomparso “morto 12 anni fa a soli 45 anni”. Durante le operazioni di sistemazione dei fiori e pulizia della lapide, l’anziano aveva appoggiato il borsello su una panchina nelle vicinanze.
Al termine della visita, l’uomo ha lasciato il cimitero senza accorgersi di aver dimenticato il borsello. Solo nel pomeriggio, una volta rientrato a casa, si è reso conto della sua assenza.
Questa mattina la famiglia ha contattato la Barsa, che ha confermato di aver ritrovato il borsello e ha provveduto a restituirlo al 90enne. “Quei soldi sono parte della sua pensione e perderli è stato un brutto colpo”, ha raccontato Michela.
La figlia ha quindi deciso di rendere pubblico il ringraziamento all’operatore: “come figlia” sente “di dover dire pubblicamente grazie all’operatore Barsa”. E ha aggiunto: “Sempre più spesso si raccontano episodi negativi e credo – aggiunge la donna – sia giusto dare valore anche a gesti che sono esempio di onestà, correttezza e senso civico”.
Il dipendente, che ha preferito mantenere l’anonimato, ha quindi ricevuto il ringraziamento della famiglia. “Al dipendente Barsa, che ha preferito restare anonimo, va un grazie sincero da parte di mio padre Remo e di tutta la nostra famiglia”, ha concluso Michela.
Lo riporta ansa.it.



