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118 MANFREDONIA 118, confermata la seconda ambulanza a Manfredonia. Falcone: “Ora si riesaminino anche Vieste, Vico, Cerignola e Torremaggiore”

"La scelta compiuta per Manfredonia dimostra una cosa molto semplice: la riorganizzazione del 118 non può essere un esercizio astratto"

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
1 Ottobre 2026
Gargano // Manfredonia //

La seconda ambulanza del 118 resta a Manfredonia. La decisione rappresenta una conferma importante per il servizio di emergenza-urgenza della città e, secondo la consigliera regionale del Partito Democratico Rossella Falcone, dovrebbe costituire anche il punto di partenza per una nuova valutazione delle situazioni di Vieste, Vico del Gargano, Cerignola e Torremaggiore.

“La scelta compiuta per Manfredonia dimostra una cosa molto semplice: la riorganizzazione del 118 non può essere un esercizio astratto, ma deve misurarsi con i carichi di attività, le distanze dagli ospedali, i tempi di percorrenza, la viabilità e le caratteristiche delle comunità servite – afferma Falcone – È stato giusto ascoltare Manfredonia e correggere la decisione. Ora chiediamo che lo stesso metodo venga applicato agli altri quattro territori”.

La riorganizzazione arriva dopo la deliberazione della Giunta regionale n. 1253 del 22 settembre 2026, alla quale ha fatto seguito l’intervento della direzione generale della ASL Foggia sull’assetto territoriale del sistema di emergenza-urgenza 118. Nel nuovo modello è prevista la soppressione della seconda postazione di Vieste, Vico del Gargano, Cerignola e Torremaggiore.

Secondo Falcone, prima di rendere definitive queste scelte sarebbe necessario verificare concretamente la capacità della rete di garantire interventi tempestivi anche in caso di emergenze contemporanee.

“Prima che queste scelte diventino definitive c’è una domanda alla quale occorre rispondere – prosegue Falcone – Cosa accade se l’unica ambulanza disponibile è già impegnata in un altro soccorso o in un trasferimento? Quale mezzo interviene, da dove parte e con quali tempi di percorrenza? Non chiediamo rassicurazioni generiche, chiediamo che la valutazione venga fatta sui dati e sulla capacità effettiva della rete di rispondere alle emergenze”.

A sostegno della richiesta vengono richiamati anche i dati relativi all’attività svolta tra gennaio e agosto 2026. A Vieste sono stati registrati 5.200 accessi al PPI e 1.809 interventi delle ambulanze, mentre a Vico del Gargano gli accessi sono stati 4.415, con 1.309 interventi delle ambulanze. A Cerignola gli interventi di soccorso sono stati 4.919, mentre a Torremaggiore hanno raggiunto quota 3.965.

“Sono numeri che non possono essere considerati marginali – sottolinea la consigliera regionale PD – Ma i numeri assoluti non bastano, vanno incrociati con l’estensione del territorio da coprire, le distanze dai presidi ospedalieri, i tempi di percorrenza e la possibilità che più emergenze si verifichino contemporaneamente”.

Particolare attenzione viene rivolta alla situazione di Vieste, Vico del Gargano e, più in generale, del Gargano. Le caratteristiche geografiche e infrastrutturali dell’area, secondo Falcone, renderebbero necessario considerare anche i tempi necessari per raggiungere i pazienti.

“Vieste e Vico – è la sua riflessione – sono distanti dai principali presidi ospedalieri, hanno una carenza strutturale di medici di continuità assistenziale e di medici del PPI, una rete viaria che rende più lunghi gli spostamenti e con le loro ambulanze servono tutti i Comuni del Gargano nord. La sicurezza sanitaria di un territorio non può essere misurata soltanto sul numero dei residenti. Bisogna considerare quanto tempo occorre perché un mezzo raggiunga una persona che ha bisogno di soccorso”.

Le perplessità sulla riorganizzazione sono state espresse anche dai sindaci dei Comuni interessati. Per Cerignola viene evidenziata l’estensione del territorio comunale, tra le maggiori in Italia, oltre al peso dell’utenza per l’intera Capitanata. Per Vico del Gargano vengono invece richiamate le difficoltà logistiche che potrebbero determinare un maggiore isolamento del territorio.

Analoghe preoccupazioni riguardano Torremaggiore, che garantisce la copertura di un’area caratterizzata da fragilità e difficoltà infrastrutturali. La soppressione della seconda ambulanza coinvolgerebbe infatti un territorio comprendente Torremaggiore, San Paolo di Civitate, San Severo, Apricena, Serracapriola, Chieuti, Marina di Chieuti, Lesina e Marina di Lesina.

“Anche su questo chiediamo una verifica concreta: quali saranno i tempi di intervento, quale territorio dovrà coprire ciascun mezzo e cosa accadrà in caso di chiamate contemporanee? – aggiunge Falcone –. Una riorganizzazione può certamente rendere più efficiente il servizio, ma deve dimostrare di non ridurre la capacità di risposta alle emergenze”.

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